sabato, Novembre 27

La Catalogna vota sul web «Dove potrai votare il primo Ottobre?»: ecco come votare per l'indipendenza della Catalogna

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«Dove potrai votare il primo Ottobre? Su questo sito trovi il collegio elettorale dove dovrai votare». Con questo tweet, Carles Puigdemont ha lanciato il sito che fornirà a tutti i catalani le informazioni per votare al referendum per lindipendenza della Catalogna che Madrid considera illegale ed il Tribunale Costituzionale spagnolo ha vietato.

La piattaforma web, annunciata dal Puigdemont tramite Twitter, è onvotar.garantiespelreferendum.com. In questo sito, con il numero d’identificazione, la data di nascita e il codice postale, i cittadini possono sapere a quale seggio recarsi.

I primi utenti del web hanno verificato che i centri in cui il governo li ha chiamati a votare, nonostante il divieto imposto dalla Corte costituzionale, sono i seggi di voto abituali di ogni elezione. Il censimento utilizzato per l’elaborazione dell’algoritmo che informa la stazione elettorale si basa sull’articolo 6 del decreto delle norme complementari della legge sui referendum.

Tuttavia, nei comuni in cui il governo locale non collabora nell’ organizzazione del referendum, ci sono stati cambiamenti e i cittadini dovranno votare nelle località di proprietà della Generalitat. A Barcellona, la maggioranza dei siti elettorali sono le scuole della città, come concordato da Puigdemont con il sindaco Ada Colau.

L’avvio della piattaforma web ha però esordito non senza errori. Ad esempio, nel caso del comune catalano di Montcada i Reixac, le persone sono state chiamate a votare alla scuola di Mas Rampinyo, ma, sul sito, l’ indirizzo era un altro. Agli inciampi sugli indirizzi dei seggi, si aggiungono quelli sulle abitazioni dei cittadini: in diversi casi, i cittadini che hanno traslocato nell’ ultimo anno, hanno trovato impedito l’ accesso.

Con il tweet il capo del Governo catalano ha sfidato direttamente la sentenza del Tribunale che, l’otto Settembre scorso, ha vietato il referendum e ammonito tutte le autorità catalane sulle «conseguenze penali» di una loro mancata azione per «impedire o bloccare ogni iniziativa tesa ad ignorare o eludere» la decisione della Corte di vietare la consultazione. Il messaggio del presidente della Generalitat catalana è arrivato all’indomani dell’operazione della Guardia Civil spagnola che ha arrestato 14 alti funzionari catalani e sequestrato un enorme quantità di materiale relativo alla preparazione della consultazione referendaria.

Intanto, sono continuate oggi le manifestazioni degli indipendentisti catalani contro gli arresti. Il Governo catalano ha attivato il sito web dove i potenziali elettori del referendum sull’ indipendenza del primo Ottobre, giudicato illegale da Madrid, (fornendo il numero della carta d’identità, la data di nascita e il Cap) potranno vedere dove le autorità di Barcellona intendono allestire i seggi elettorali.

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