lunedì, Settembre 20

Catalogna, Puigdemont: ‘Sì all’indipendenza e al dialogo con Spagna e UE’ Cina a Usa e Corea del Nord: 'La guerra sulla penisola non avrà vincitori'. Cisgiordania, tre israeliani uccisi in un attentato

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E’ arrivato il primo spoglio delle schede del referendum nel Kurdistan iracheno. Secondo i dati diffusi dalle autorità di Erbil, circa il 93% ha votato a favore dell’indipendenza mentre circa il 7% si è detto contrario. L’affluenza alle urne è stata del 78% per cento, su un totale di cinque milioni di aventi diritto al voto. I risultati finali sono attesi entro domani sera.

«Non rinunceremo mai all’unità del nostro territorio, perché la Costituzione dice che l’Iraq è uno», ha ammonito il primo ministro iracheno Haidar al Abadi in un discorso televisivo, «Qualcuno vuole un Iraq debole, ma l’Iraq sarà forte per tutti gli iracheni». E intanto il governo ha dato tempo fino a venerdì alle autorità della regione del Kurdistan per cedere la gestione dei loro aeroporti, prima di ricorrere ad un blocco degli scali.

Si muove pericolosamente nel frattempo il vicino Iran, che ha disposto l’invio di nuovi missili lungo le frontiere occidentali per potenziare il sistema di difesa aereo. Lo ha riferito il comandante della base di difesa aerea di Khatam al-Anbia, generale Alireza Elhami. «La difesa dell’aria ha migliorato la propria preparazione per una risposta decisiva a qualsiasi atto di aggressione», ha detto.

In Germania è ancora il post voto a farla da padrone. «La campagna elettorale è finita.
Noi abbiamo una grande responsabilità nei confronti dei nostri elettori. Ed è ovvio che il linguaggio di una campagna elettorale è diverso da quello che si usa in Parlamento», ha detto Alexander Gauland, incontrando la stampa in Parlamento, prima di riunire il gruppo parlamentare di Afd. Partito che intanto perde Frauke Petry, che ha annunciato di voler rinunciare al ruolo di capogruppo nel Landtag della Sassonia. Ieri la Petry aveva annunciato a sorpresa di non volere fare parte del gruppo parlamentare del partito.

Ad intervenire con un messaggio chiaro anche il presidente Frank-Walter Steinmeier: «Questa domenica elettorale ha cambiato la statica politica del nostro Paese. Le controversie, anche le più aspre controversie appartengono della democrazia. Ma per questo devono valere le regole, come il rifiuto di ogni forma di antisemitismo e odio dello straniero».

In Gran Bretagna è la Brexit invece a dominare. Il sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, si dice ora favorevole a un secondo referendum e lo fa mentre è in corso la conferenza annuale del Labour, il cui programma non prevede però una seconda consultazione popolare in merito. La proposta di Khan è quella di far votare i britannici sull’accordo finale al termine dei negoziati sul divorzio da Bruxelles e chiede che questo impegno venga messo nero su bianco nel prossimo manifesto elettorale del partito.

Intanto oggi incontro tra  il presidente Ue Donald Tusk e la premier Theresa May a Downing Street. Tusk però ha affermato di non vedere «ancora progressi sufficienti» al momento, ma aggiungendo che le parti «stanno lavorando e lavoreranno» nei colloqui di Bruxelles per conseguirli.

Viaggio in India del Segretario alla Difesa statunitense James Mattis, che è giunto a New Delhi per una visita di due giorni che avrà al centro la lunga crisi in Afghanistan e la cooperazione indo-americana in campo militare. Ci si attende un incontro con premier Narendra Modi. Si parla anche di possibili affari: probabile in questi giorni un annuncio da parte dell’India dell’acquisto di aerei da caccia e droni.

Problemi invece per Donald Trump in ambito interno. Fallito l’ennesimo tentativo di affossare l’Obamacare. Il progetto di legge per abolirlo non ha i voti in Senato. A rendere ancora più pesante la sconfitta è il fatto che i repubblicani perdono di fatto l’autorità di approvare la riforma con una maggioranza semplice, opzione che scade il 30 settembre. E domani poi è attesa la presentazione della riforma delle tasse che, insieme all’abolizione dell’Obamacare, è stata una delle promesse di Trump durante la campagna elettorale.

Chiudiamo con l’Egitto, dove alcuni giovani sono stati arrestati o identificati per aver sventolato la bandiera del movimento omosessuale a un concerto rock. Secondo alcuni media locali, sulla base di immagini di telecamere di sorveglianza, gli arresti hanno colpito sette omosessuali che fra l’altro «hanno inneggiato alla depravazione e all’immoralità» a un concerto del gruppo Mashrou’ Leila alla periferia est del Cairo. In Egitto, l’omosessualità è un tabù e, pur non bandita per legge, è perseguita come ‘depravazione’.

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