venerdì, Luglio 30

Catalogna: per Puigdemont scatta il mandato di arresto europeo Attentato New York: Saipov ha pianificato l'attacco per oltre un anno. Corea del Nord: nuovi test in vista?

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Alla fine è scattato l’ordine di arresto europeo per il President catalano Carles Puigdemont e i suoi 4 ministri che si trovano in Belgio e oggi non si sono presentati a Madrid per essere interrogati. La richiesta è arrivata dal giudice Carmen Lamela, che intanto ha ordinato la detenzione provvisoria del vicepresidente Oriol Junqueras e di sette ministri del Govern catalano destituito.

Anche la presidente del parlamento catalano Carme Forcadell, imputata per ‘ribellione’, è stata interrogata presso la sede del Tribunale Supremo di Madrid. In un comunicato diffuso ieri sera a Bruxelles, scrive la stampa belga, l’ex presidente Puigdemont ha ribadito che non tornerà in Spagna denunciando «un processo politico» nei suoi confronti.

Andiamo negli Usa, dove emergono nuovi particolari sull’attentatore di Halloween. Sayfullo Saipov, secondo le ultime informazioni, ha pianificato l’attacco per oltre un anno e lo ha compiuto in nome dell’Isis, seguendo il copione descritto dai manuali online del sedicente Stato islamico. Saipov ha ammesso con gli investigatori di aver scelto di agire il giorno di Halloween per poter uccidere un maggior numero di persone. Intanto Donald Trump  annunciando l’ennesimo giro di vite sugli immigrati, ha scritto: «Il terrorista di New York era felice quando ha chiesto di appendere la bandiera dell’Isis nella sua stanza di ospedale. Ha ucciso 8 persone e ne ha ferito gravemente 12. Dovrebbe essere condannato a morte!».

Nel frattempo la Cia ha pubblicato migliaia di documenti, video, audio e foto confiscati nel maggio 2011 nel corso del raid delle Forze speciali americane in cui venne ucciso Osama Bin Laden, nel covo di Abbottabad in Pakistan. Vi sono foto del leader di Al Qaeda ma anche video considerati rilevanti per «comprendere i piani e il metodo di lavoro delle organizzazioni terroristiche».

Trump che si muove intanto anche in ambito interno, con il Dipartimento di Stato che ha annunciato che i pedofili americani saranno identificati come tali anche sul passaporto, per rafforzare la lotta contro il turismo sessuale con minori e lo sfruttamento infantile. Il retro del passaporto recherà la dicitura ‘Il proprietario è stato condannato per un reato di tipo sessuale nei confronti di minori ed è schedato secondo la legge americana’.

L’intelligence sudcoreana ha alzato la possibilità che la Corea del Nord faccia altri test nucleari o lanci di missili in linea coi piani di testate miniaturizzate e diversificate da sviluppare. Il tutto a pochi giorni dalla visita a Seul di Donald Trump. Movimenti sono stati rilevati al centro missilistico di Pyongyang e il tunnel 3 di Punggye-ri è prontro per la detonazione in ogni momento. Sempre secondo l’intelligence di Seul, «il presidente Kim ha di recente rafforzato il monitoraggio dei suoi funzionari senior e ripreso le epurazioni e le esecuzioni su cui si era astenuto per un certo periodo di tempo».

Crimini internazionali a Mosul da parte dell‘ISIS. La denuncia è contenuta in un rapporto pubblicato oggi dalle Nazioni Unite che documentano i rapimenti di massa di civili, esecuzioni, l’uso di migliaia di scudi umani, il bombardamento intenzionale di residenze civili e almeno 74 fosse comuni scoperte dal 2014 in aree precedentemente detenute dal gruppo in Iraq.

La Russia invece è pronta a fornire alla Turchia gli avanzati sistemi missilistici S-400 Triumf. Un affare, fa sapere l’ad della Rostec Sergey Chemezov, che vale oltre due miliardi di dollari.

In Etiopia, secondo ‘Radio Shabelle‘, che cita fonti indirette, «centinaia di militari etiopici pesantemente armati hanno varcato il confine entrando in Somalia presumibilmente per appoggiare un’offensiva del governo somalo contro i terroristi islamici al-Shabaab». Residenti di Dolow, nella regione del Gedo, hanno riferito di aver visto passare l’altro ieri almeno 30 veicoli con truppe etiopiche. Lo spostamento di truppe è stato confermato da autorità regionali contattate dal servizio somalo di Voice of America (Voa).

Passiamo in Eritrea, dove le proteste del gruppo di opposizione, la Red Sea Afar Democratic Organization sono state represse e hanno portato ad almeno 28 morti e oltre cento feriti ad Asmara, la capitale del Paese. La sua portavoce, Nasredin Ali, ha precisato all’Associated Press che le proteste erano cominciate lunedì e sono aumentate ieri in reazione alla richiesta del governo di controllare la scuola di una comunità musulmana ad Asmara. Il rifiuto della comunità ha portato a 40 arresti e alle proteste.

In Gran Bretagna la premier Theresa May ha nominato il 41enne Gavin Williamson nuovo ministro della Difesa dopo le dimissioni di Michael Fallon, coinvolto nello scandalo molestie di Westminster. Williamson occupava il ruolo di capogruppo dei Tories ai Comuni e al suo posto ora c’è Julian Smith.

Chiudiamo con la Birmania, dove Aung San Suu Kyi è arrivata nello stato settentrionale del Rakhine per la sua prima visita nella zona e il governo di cui fa parte, fra l’altro, come ministro degli Esteri, ha annunciato che è in corso un piano di rimpatrio per le centinaia di migliaia di musulmani Rohingya che avevano cercato la fuga verso il Bangladesh dalle violenze dell’esercito birmano.

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