martedì, Ottobre 19

Catalogna: ‘L’indipendenza è in mano ai catalani’ Intervista al politologo Josep Costa, dell’Università di Pompeu Fabra: 'Le mobilitazioni sociali giocano una carta molto importante che può essere addirittura determinante'

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Si parla di organizzazione di resistenza pacifica, alcuni collettivi si sarebbero già organizzati. Ci può spiegare nei dettagli cosa sta accadendo, come si stanno organizzando?

A livello di basi indipendentiste sono stati formati dei comitati di Difesa della Repubblica – Comités de Defensa de la República – , adibiti alla coordinazione della mobilitazione popolare per appoggiare la dichiarazione di indipendenza e svolgere un ruolo decisivo per quanto riguarda il controllo del territorio. Le loro strategie non sono pubbliche, ma è comunque noto -e chiaro- che il loro obiettivo è quello di impedire in maniera pacifica che lo Stato prenda il controllo delle istituzioni e del territorio catalano.

Il Parlamento ha dichiarato l’indipendenza. E poi? Cosa succederà ora? Dove sono le forze in grado di opporsi a Madrid?

Anche questa, secondo me, è una delle questioni chiavi. Nel momento in cui sarà effettiva la dichiarazione di indipendenza firmata il 10 ottobre, saranno molto importanti le condizioni, o effetti, che verranno stabiliti. Non si è, però, ancora a conoscenza di tutti questi aspetti. Il movimento indipendentista è decisamente presente in tutti i settori, dall’Amministrazione alla società civile organizzata. Secondo la mia opinione, è impossibile governare la Catalogna con l’opposizione di tutto questo grande movimento. L’unico dubbio risiede nella capacità, o meno, del Governo catalano di controllare tutto il territorio.

Quale sarebbe il piano della Generalitat e del Parlamento per attuare l’indipendenza?

Questo piano non è stato pubblicato, però, se non si tratta di una dichiarazione simbolica, dovranno essere misure simili a quelle abituali adottate in altri processi di secessione. Per quanto riguarda il caso catalano, vi è inoltre molta fiducia su di una base d’appoggio assai mobilitata e distribuita in tutto il territorio.

Secondo lei, con il 50% della popolazione, se non qualcosa in più, contrario all’indipendenza, senza una forza capace di controllare quanto meno il territorio, davvero si può pensare che la dichiarazione abbia un qualche senso?

Questa mi sembra una valutazione più politica. Se non si è in grado di rendere effettiva la dichiarazione di indipendenza, naturalmente non ha senso farla. Però, per quanto riguarda il caso catalano, bisogna considerare la differenza di intensità all’interno della mobilitazione stessa. I catalani a favore della sospensione dell’Autonomia e del controllo diretto delle istituzioni catalane da parte del Governo centrale sono meno del 50%, anzi forse non supera nemmeno il 20%. Vi sono, invece, molti catalani che non erano a favore dell’indipendenza, ma allo stesso tempo non appoggiano neanche la strategia adottata dallo Stato. Pertanto, sarebbe errato aspettarsi che il 50% della popolazione si opporrà apertamente all’indipendenza.

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