giovedì, Dicembre 2

Le due giornate di Barcellona Oggi inizia la due giorni che si potrebbe concludere con la dichiarazione unilaterale di indipendenza, con un Puigdemont che guarda all'alba della Repubblica dall'orlo del burrone della crisi di Governo e lo stivale di Madrid pronto a calare sul terreno

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Una eventuale dichiarazione d’indipendenza avrebbe effetti pratici limitati. Madrid farebbe ricorso alla corte Costituzionale per bloccarla. Senza riconoscimento internazionale, priva di valuta propria e di esercito, la Repubblica catalana verrebbe proclamata in un territorio dove il Governo centrale controlla la magistratura, le forze armate e la Guardia civil. E, con l’approvazione dell’articolo 155, domani, l’amministrazione autonoma verrà completamente commissariata a partire da sabato. Nella sua richiesta di applicazione dell’articolo 155 Madrid ha spiegato che intende destituire il governo della Generalitat e convocare elezioni entro sei mesi. E’ previsto che il governo centrale prenda il controllo dell’intera amministrazione locale, della Polizia regionale dei Mossos d’Esquadra e garantisca l’imparzialità dei mezzi d’informazione pubblici. La prima alba della Repubblica catalana potrebbe, in aggiunta, trovarePuigdemont in prigione con l’accusa di sovversione, delitto che comporta fino a 30 anni di carcere.
C’è da ritenere che Puigdemont e i suoi abbiano un piano per affrontare questa situazione di Repubblica catalana prigioniera di Madrid, la cittadinanza potrebbe attuare la disobbedienza civile, ma sono solo ipotesi, e per giunta assolutamente imponderabili.  La preoccupazione è per l’unico elemento che pare certo: il disordine sociale a rischio violenze.

Questo fine ottobre 2017 entrerà nella storia spagnola, ma quasi certamente anche in quella dell’Unione Europea, paralizzata.

 

 

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