lunedì, Settembre 20

Caso Skripal, ex spia russa: tutti contro Mosca Trump, pronti dazi su 30 miliardi di dollari di prodotti cinesi importati. Siria, fuga di civili dalla Ghuta orientale

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Gran Bretagna, Usa, Francia, Germania: è folto lo schieramento contro la Russia in merito al caso dell’avvelenamento dell’ex spia Skripal e di sua figlia nel Regno Unito. In particolare i quattro Paesi hanno sottoscritto una dichiarazione che punta il dito contro Mosca per l’attacco chimico. Tutti sottolineano il fatto che «la mancata risposta della Russia alle legittime richieste del Regno ne sottolinea la responsabilità».

In particolare in un nuovo colloquio telefonico questa mattina con Theresa May, Emmanuel Macron, sul caso Skripal ha condiviso l’osservazione del Regno Unito secondo cui le responsabilità della Russia nell’attacco sono l’unica spiegazione plausibile. In particolare la Francia ha annunciato che prenderà misure appropriate nei prossimi giorni in risposta all’avvelenamento dell’ex spia russa. E di questo ne parlerà anche con Angela Merkel domani all’Eliseo.

Dal canto suo, Donald Trump ha detto di condividere il giudizio sulla responsabilità di Mosca e ha confermato che gli Usa ne «sostengono la decisione di espellere i diplomatici russi come giusta risposta». Secondo la Casa Bianca, questa ultima azione «rientra in un quadro di comportamento in cui la Russia disprezza l’ordine internazionale, mina la sovranità e la sicurezza di altri Paesi e tenta di sovvertire e screditare le istituzioni e il processo democratico occidentale».

Ad intervenire anche la Nato con il segretario generale Jens Stoltenberg che considera «l’avvelenamento con un agente nervino di un’ex spia russa una minaccia alla sicurezza internazionale e alla pace», in quanto costituisce una «violazione delle norme e accordi internazionali che è inaccettabile e non ha posto nel mondo civilizzato». Stoltenberg ha voluto poi sottolineare che l’approccio della Nato nei confronti della Russia «resta fermo, difensivo e proporzionato. Tuttavia, non vogliamo una nuova Guerra Fredda ne’ una corsa alle armi perché non ha vincitori, è cara, rischiosa e non è nell’interesse di nessuno».

La risposta russa non si è fatta attendere. Secondo il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov è «ovvio che le scelte di Londra riflettono la disperazione del governo britannico poiché non è in grado di rispettare le promesse fatte sull’uscita dall’Unione Europea». Inoltre ha annunciato che espellerà presto diplomatici britannici in risposta all’espulsione di 23 diplomatici russi da parte del Regno Unito. Mentre il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha confermato che Vladimir Putin «sceglierà l’opzione che meglio di tutte corrisponde agli interessi della Federazione Russa».

Andiamo negli Usa, perché Trump sta valutando la possibilità di imporre dazi su 30 miliardi di dollari di prodotti cinesi importati. A dirlo il ‘Wall Street Journal‘ citando alcune fonti, secondo le quali i nuovi dazi (che saranno annunciati nelle prossime settimane) puntano ad aumentare la pressione su Pechino affinché metta fine alla pratica di chiedere alle aziende americane di trasferire tecnologia alle società cinesi. Tra gli obiettivi di Washington anche quello di  ridurre il deficit commerciale americano con la Cina.

Passiamo alla Siria, perché 10.000 civili hanno lasciato oggi la Ghuta orientale, secondo quanto afferma la tv di Stato siriana. Si tratterebbe del più grande esodo dall’enclave, ancora in parte controllata dagli insorti, dove continua l’avanzata delle truppe governative siriane. Al momento, secondo fonti locali, le fazioni armate si sono ritirate da Hamuriya e Saqba, al centro della Ghuta, e a breve le forze governative, sostenute da Iran e Russia, faranno ingresso a Hamuriya e nella vicina Saqba.

Torniamo in Europa, perché la plenaria dell’Europarlamento di Strasburgo ha dato il via libera alla modifica del regolamento sull’ubicazione dell’agenzia del farmaco Ema, che traslocherà da Londra a seguito della Brexit. Gli eurodeputati hanno dato un sì condizionato ad Amsterdam.

Parliamo di Spazio, con la Russia che è pronta a lanciare un’ambiziosa serie di missioni su Marte, a partire dal 2019 e con una missione senza equipaggio. Ad affermarlo lo stesso Vladimir Putin in un’intervista a ‘RT‘: «Stiamo progettando lanci nello spazio profondo, prima senza equipaggi e in seguito con equipaggi umani.. Il primo passo sarebbe il lancio una missione su Marte nel 2019». Poi un programma di esplorazione lunare, che avrebbe invece come obiettivo le regioni polari.

Mossack Fonseca, lo studio legale panamense al centro dello scandalo dei cosiddetti ‘Panama Papers‘, ha annunciato che a fine mese cesserà le sue attività in tutto il mondo. Proprio dopo quelle rivelazioni nell’aprile 2016, la sua situazione è peggiorata costantemente, per cui oggi è costretta a chiudere: «Il danno subito dalla nostra reputazione, la campagna dei media, il costante assedio finanziario e alcune azioni irregolari delle autorità panamensi ci hanno causato un danno irreparabile, la cui conseguenza inevitabile è la cessazione totale delle nostre operazioni dalla fine di questo mese», si legge nel comunicato.

Chiudiamo con la Libia, dove sono stati emessi 205 mandati di arresto nei confronti di libici e stranieri che si presume siano coinvolti nel traffico di essere umani verso l’Europa. La rete include membri dei servizi di sicurezza, capi di campi di detenzione per migranti e responsabili di ambasciate africane. Rilevati inoltre legami diretti fra trafficanti e l’Isis.

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