giovedì, Ottobre 28

Caso Skripal: ecco il Novichok, la nuova arma di distruzione di massa La sostanza che ha provocato l'avvelenamento dell'ex spia russa e della figlia risulta appartenere a un gruppo di gas nervini prodotti in Russia

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Ha creato scalpore circa dieci giorni fa l’avvelenamento di Sergej Skripal, 66 anni, ex spia dell’intelligence militare russa, e della figlia Yulia, 33 anni, in un centro commerciale a Salisbury, nella contea dello Wiltshire, nel Regno Unito, dove vivono da alcuni anni. La sostanza che ha provocato l’avvelenamento, esaminata dal Laboratorio di scienza e tecnologia della difesa britannica (DSTL), risulta appartenere a un gruppo di gas nervini chiamati Novichok e prodotti in Russia.

‘Nuovo arrivato’, questo la traduzione dal russo del Novichok, che è stato sviluppato dall’Unione Sovietica negli anni Settanta e Ottanta all’interno del programma Foliant. E’ stimato essere dalle 5 alle 8 volte più tossico del gas nervino VX, classificato dalle Nazioni Unite come arma di distruzione di massa e usata, secondo gli Stati Uniti, anche per l’omicidio del fratellastro del presidente nordcoreano Kim Jong-un nel febbraio 2017.

Secondo gli esperti, questi agenti nervini sono stati progettati per sfuggire al rilevamento da parte degli ispettori internazionali. Sono state prodotte numerose varianti del Novichoks A-230 e una di queste, detta A-232, è stata usata ufficialmente dall’esercito russo come base per un’arma chimica nota come Novichok-5.

A descrivere bene questo prodotto Vil Mirzayanov, uno degli inventori del gas Novichok:  «Non c’è cura, è davvero una brutta sostanza. Esistono degli antidoti, ma che cosa significa in questo caso antidoto? Salvi la vita di una persona che si è esposta a questa sostanza ma solo temporaneamente. non moriranno subito, ma resteranno invalidi per il resto della loro vita».

I sintomi includono gli occhi bianchi, dovuti al restringimento delle pupille, convulsioni, salivazione accentuata e, nel peggiore dei casi, il coma, l’insufficienza respiratoria e la morte. Nel maggiore dei casi causano un rallentamento del cuore e la restrizione delle vie respiratorie, portando alla morte per asfissia.

(video tratto dal canale Youtube del Telegraph)

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