venerdì, Gennaio 28

Caso Regeni, Gentiloni: 'Con Egitto collaborazione insoddisfacente' field_506ffbaa4a8d4

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Una busta contenente una sospetta polvere bianca è stata recapitata all’ufficio che si occupa della campagna di Donald Trump. Cinque membri dello staff e l’agente di polizia che è intervenuto sono stati temporaneamente isolati, ma dopo un’analisi approfondita si è scoperto che la sostanza è innocua. Ma per il magnate newyorkese non c’è pace. Nella notte decine di persone sono scese in strada a Cosa Mesa, nel sud della California, protestando contro Trump che poco prima aveva concluso un suo incontro elettorale. Ad intervenire per sedare gli animi agenti di polizia, che hanno disperso la folla. Circa 20 le persone che sono state arrestate.

Ma negli USA è anche il giorno delle accuse al ‘New York Times’ e al suo amministratore delegato, Mark Thompson, e il direttore finanziario Meredith Levien. Due donne di colore di 61 e 62 anni hanno fatto causa e hanno inviato le carte del procedimento al ‘Guardian’, affinchè la notizia facesse il giro del mondo. L’accusa? «Non solo il Times ha un lettore ideale (giovane, bianco e benestante) ma anche un dipendente ideale (giovane, senza famiglia, bianco). Per questo il giornale ha creato un ambiente di lavoro pieno di discriminazioni». E le due parlano di meno giorni liberi e anche di stipendi più bassi. Ma sono solo alcuni degli aspetti discriminatori. E a muoversi tra poco saranno altri 50 colleghi. Per Thompson si tratterebbe di un’accusa simile a quella avuta quando guidava la ‘Bbc’: allora fu costretto a riammettere al lavoro una anchorwoman che era stata rimossa a causa dell’età.

In Iran invece urne di nuovo aperte oggi per il secondo turno delle elezioni parlamentari. 68 i deputati che ancora mancano per completare i 290 seggi del nuovo Parlamento. Si vota in quelle circoscrizioni dove nessun candidato aveva raggiunto il quorum minimo del 25% delle preferenze, per un totale di diciannove milioni di elettori chiamati a votare e a decidere se i riformisti avranno una maggioranza sicura in Parlamento a sostegno di Rohani oppure no.

Visita a Roma per il vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Per lui intervento alla conferenza sulla medicina rigenerativa ospitata dal Consiglio pontificio della cultura, dove ha richiamato la comunità internazionale ad affrontare il cancro allo stesso modo con cui affronta le malattie infettive, con una maggiore condivisione dei dati e più investimenti globali nella ricerca. «Siamo alla vigilia di scoperte scientifiche, in particolare mediche, senza precedenti ma non bisogna dimenticare le persone che sono dietro a tutto questo. E significa che ci sono sempre uomini o donne o bambini che soffrono, e che sono sostenuti dalla speranza di una cura», ha detto Biden, che ha incontrato Papa Francesco. E il pontefice si è soffermato sulla necessità di garantire l’accesso alle cure a tutte le persone che soffrono delle cosiddette malattie rare: «Rendere noto il problema delle malattie rare su scala mondiale, investire sulla formazione più adeguata, incrementare le risorse per la ricerca, promuovere l’adeguamento legislativo e il cambio del paradigma economico, affinché sia privilegiata la persona umana». Per Biden poi incontro con il premier Matteo Renzi.

Infine andiamo in Ucraina, dove arrivano i primi dati certi sul conflitto iniziato due anni fa. A darli davanti al Consiglio di sicurezza dell’Onu l’assistente del segretario generale per gli affari politici, Taye-Brook Zerihoun, secondo cui 9.333 son ostati i morti e 21.396 i feriti. L’ultimo incidente risale allo scorso 27 aprile quando almeno 4 persone sono rimaste uccise in un bombardamento a Olenivka, vicino a Donetsk. Ma Zerihoun lancia l’allarme: nelle ultime settimane i combattimenti sono ripresi ai livelli dell’aprile 2014, quando si era al massimo della tensione e si chiedeva a gran voce l’intervento internazionale per un cessate il fuoco.

 

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