sabato, Maggio 15

Caso Regeni: è rottura Italia-Egitto field_506ffbaa4a8d4

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E’ stato arrestato Mohamed Abrini, uno dei dei super-ricercati per le stragi di Parigi ed identificato come l’uomo col cappello che ha accompagnato i due attentatori dell’aeroporto di Zaventem a Bruxelles. Ad annunciarlo oggi pomeriggio la tv pubblica belga VRT, secondo la quale con Abrini sarebbe stata arrestata un’altra persona, che potrebbe essere Osama K., che accompagnava Khalid El Bakraoui, l’attentatore che il 22 marzo si è fatto esplodere nella metropolitana di Bruxelles. Abrini era stato identificato in un video che lo vedeva l’11 novembre scorso in compagnia di Salah Abdeslam in una stazione di servizio alle porte di Parigi a bordo della vettura che due giorni dopo sarebbe stata utilizzata per gli attacchi terroristici nella capitale francese. Sempre Abrini, il cui dna era stato trovato nell’appartamento di Schaerbeek da cui sono partiti i kamikaze per l’aeroporto, avrebbe acquistato le valigie usate per l’attacco a Bruxelles. Nel frattempo si allungano i tempi della consegna di Salah Abdeslam alla Francia. A dirlo il suo avvocato, Sven Mary, secondo cui «non sarà trasferito prima di diverse settimane, perché deve essere ancora ascoltato in Belgio in un altro dossier», cioè quello della sparatoria nel covo di Forest del 18 marzo.

Buone notizie arrivano dalle Filippine, dove è stato liberato il missionario Rolando Del Torchio, rapito nell’ottobre del 2015 a Dipolog City. L’uomo si trova nell’isola di Sulu. Lo rende noto la Farnesina, che ha ringraziato le autorità di Manila per l’eccellente collaborazione e l’impegno, che hanno consentito il rilascio del connazionale. Il portavoce dell’esercito, Restituto Padilla, ha riferito che Del Torchio è in «precarie condizioni di salute» ed è stato portato nel centro traumi dell’esercito filippino. Anche il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha ringraziato le autorità filippine e ha parlato nel pomeriggio con la sorella dell’ex-missionario. Del Torchio era stato rapito nel sud della Filippine, in un’area dove operano diversi gruppi separatisti musulmani, ma la sua sparizione non era mai stata rivendicata da nessuno. Le indagini però si erano subito concentrate su Abu Sayyaf, il gruppo terroristico noto per la sua strategia di rapimenti a scopo di estorsione e che ha la roccaforte proprio sull’isola di Sulu, dove è stato trovato. Con la sua liberazione ora l’unico ostaggio italiano rimane il gesuita Paolo Dall’Oglio, scomparso in Siria il 29 luglio del 2013, mentre cercava di mediare a Raqqa per la liberazione di un gruppo di ostaggi.

In Siria è ancora avvolta nel mistero la sorte dei 175 dei lavoratori di una fabbrica di cemento rapiti dall’ISIS nelle ultime 48 ore durante un’offensiva a nord-est di Damasco. Ieri il giornale libanese Daily Star, citando fonti militari siriane, parlava dell’uccisione dei prigionieri, ma a smentire oggi ola notizia sono state le stesse forze militari di Damasco. Ancora non è chiaro il numero dei rapiti: si parla di 300 lavoratori, ma l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) invece riferisce di 140 persone fuggite, mentre altre 170 sono ancora nelle mani dei jihadisti.  Sempre oggi, le autorità di Damasco hanno ottenuto, dopo mesi di negoziati, la liberazione di un fotografo freelance americano Kevin Patrick Dawes, rapito nel 2012. Nel frattempo l’ISIS ha colpito anche in Egitto. Una serie di esplosioni (almeno quattro secondo fonti locali) sono avvenute al passaggio di un convoglio dell’esercito nel Sinai settentrionale: morti 7 militari, mentre 15 sono rimasti feriti. Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attacco su internet e ha sostenuto di aver ucciso più di 18 militari e parla di cinque ordigni.

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