giovedì, Ottobre 28

Caso MH17: il report olandese non scioglie i dubbi Pubblicato il documento della commissione. Ad abbattere il velivolo in Ucraina un missile Buk

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Mosca – Il Consiglio di sicurezza olandese ha presentato i risultati della sua indagine sull’incidente del volo MH17 della Malaysian Airlines nella parte orientale dell’Ucraina il 17 luglio 2014, che portò alla morte di tutte le 298 persone a bordo, affermando che l’aereo è stato abbattuto da un missile di difesa aerea.

I ricercatori hanno individuato il tipo di arma, il missile Buk di concezione sovietica, ma si sono astenuti sul dire chi sia stato il colpevole. Il Consiglio di sicurezza olandese ha detto che il missile è stato lanciato da una superficie di 320 chilometri quadrati nella parte orientale dell’Ucraina, dove erano in corso gli scontri tra le truppe governative ei ribelli ucraini filo-russi. L’Ucraina ha detto che il missile è stato sparato dai ribelli o dalle truppe russe che li appoggiavano, mentre Mosca ha respinto le accuse e ha affermato che la colpa è da addossare all’esercito ucraino.

Ora una nuova indagine separata è stata voluta dai pubblici ministeri olandesi, che dovrà capire chi sono i colpevoli. E sicuramente durerà almeno per tutto l’anno prossimo.

Dettagli strazianti

Secondo il rapporto, il missile è esploso appena a un metro dalla cabina di comando del Boeing 777 con una precisione micidiale, scaraventando centinaia di schegge d’acciaio attraverso il muso dell’aereo e uccidendo all’istante i piloti e rompendo poi l’aereo.

Il flusso d’aria che si è creato attraverso la fusoliera distrutta dell’aereo ha creato come un tornado, che ha completamente spogliato alcune delle vittime e trasformando i loro averi in proiettili mortali. I ricercatori hanno detto che alcuni dei passeggeri forse sono potuti rimanere coscienti dai 60 ai 90 secondi fino a quando il velivolo si è schiantato a terra.

I residenti del villaggio di Hrabové, attorno al quale è stata ritrovata la maggior parte dei corpi e dei frammenti dell’incidente rabbrividiscono ancora nel ricordare la doccia di frammenti di persone e di schegge di metallo caduta nei loro campi.

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Tabella pubblicata sul Times

Cieli pericolosi

Il rapporto olandese ha ritenuto responsabile l’Ucraina per non aver chiuso il suo spazio aereo ai voli civili, anche se combattimenti erano già in corso da mesi nella parte orientale. Diversi aerei militari ucraini sono stati abbattuti dai ribelli nelle settimane prima dell’incidente del volo MH17, eppure i voli commerciali attraverso lo spazio aereo ucraino sono continuati.

Il problema da una parte era politico: la chiusura dello spazio aereo sarebbe stata pari al riconoscimento da parte del governo ucraino di aver perso il controllo su parte del proprio territorio nazionale, cosa che non poteva (e voleva) fare per ragioni di politica interna. C’era poi in gioco anche un problema di denaro: per l’Ucraina il diritto di transito degli aerei nel proprio spazio aereo è sempre stato una costante fonte di reddito per la nazione, impantanata in una profonda crisi economica.

Il consiglio di sicurezza olandese ha osservato che un aereo da trasporto militare ucraino è stato abbattuto nella zona pochi giorni prima del volo MH17 e un caccia ucraino è stato abbattuto nella stessa zona appena un giorno prima del disastro della Malaysian Airlines. «La nostra inchiesta ha dimostrato che tutte le parti considerano il conflitto nella parte orientale dell’Ucraina da un punto di vista militare. Nessuno ha mai pensato ad una possibile minaccia per l’aviazione civile», ha detto il presidente del consiglio di sicurezza olandese Tjibbe Joustra.

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