martedì, Agosto 3

Caso MH17, arriva il veto della Russia

0
1 2


Ponendo il veto alla risoluzione del Consiglio per la Sicurezza delle Nazioni Unite, supportato dall’Occidente, per la formazione di una commissione preposta a investigare sull’abbattimento del volo MH17 della Malaysian Airlines lo scorso anno sull’est Ucraino, la Russia si mette in una posizione precaria.

In una telefonata al Primo Ministro olandese Mark Rutte, il Presidente Vladimir Putin ha asserito che Mosca si oppone all’idea di costituire tale commissione ritenendola prematura, dato che l’indagine dell’esponente olandese è ancora in corso.

Il 17 luglio 2014 tutti i 298 passeggeri a bordo del Boeing 777 della Malaysian Airlines sono morti quando questo è stato abbattuto. Diversi indizi fanno pensare che la colpa sia dei ribelli sostenuti dalla Russia, e questo disastro ha innescato delle nuove dure sanzioni da parte dell’Occidente, le quali hanno colpito duramente l’economia russa portandola alla recessione nell’ultimo anno.

La mossa di Mosca per bloccare la risoluzione ONU sembra riflettere la preoccupazione che gli Stati Uniti e i loro alleati possano usare la commissione come uno strumento per isolare e indebolire ulteriormente la Russia nella grave crisi ucraina.

 

I RIBELLI I PRINCIPALI SOSPETTATI

Poco prima dell’abbattimento del volo MH17, gli inviati di diversi mass media internazionali hanno avvistato un lanciarazzi Buk-M1 che attraversava l’area controllata dai ribelli nell’Est Ucraino. L’Ucraina, sostenuta dai governi occidentali, ha immediatamente incolpato i ribelli per l’abbattimento del volo MH17 e ha subito ipotizzato che il sistema missilistico fosse stato fornito ai ribelli dalla Russia.

I ribelli sembrano essersi a loro volta compromessi: pochi minuti dopo che il Boeing malesiano è precipitato, hanno pubblicato messaggi di esultanza su internet millantando di aver abbattuto un aereo militare Ucraino in quell’area. Il post è stato però subito cancellato.

Il governo ucraino ha anche pubblicato ciò che sostiene essere un’intercettazione delle conversazioni radio dei ribelli, nelle quali questi parlano presumibilmente di un aereo passeggeri abbattuto per errore. I ribelli hanno negato il loro coinvolgimento, bollando gli iniziali post su internet come un errore e tacciando come false le intercettazioni radio.

 

LA RUSSIA CERCA DI PRENDERSELA CON L’UCRAINA

Mentre l’Ucraina e gli Stati Uniti accusano i ribelli sostenuti dalla Russia dell’abbattimento del volo MH17, la Russia attribuisce immediatamente le colpe del disastro all’Ucraina.

Gli ufficiali militari russi sostengono che una batteria di missili Buk-M1 ucraini sia stata dislocata in un’area vicina a quella dove l’aereo è stato abbattuto. I verbali russi sostengono che le forze della difesa aerea Ucraina stessero conducendo un’esercitazione in quest’area e potrebbero aver abbattuto l’aereo per sbaglio.

A giugno, Almaz-Antei, il creatore russo del Buk-M1, ha asserito che l’analisi delle immagini dei resti dell’aereo mostrerebbero che questo sia stato abbattuto da una versione più vecchia del missile, che non è più presente tra gli armamenti russi, ma che tuttavia lo è ancora in quelli ucraini.

Gli esperti di Almaz-Antei hanno aggiunto che un caccia della forza aerea ucraina ha volato vicino al Boeing malesiano poco prima che questi venisse abbattuto. L’Investigative Committee, la massima agenzia investigativa russa, ha aperto un’indagine sulle affermazioni di un soldato ucraino disertore che sostiene di aver sentito di nascosto un pilota militare parlare dell’abbattimento di un aereo civile. L’Ucraina ha smentito tutte le accuse russe e ha continuato ad incolpare con fermezza i ribelli e la Russia stessa.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->