lunedì, Maggio 17

Caso marò, nuovo scontro Italia-India

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Primo atto oggi ad Amburgo, davanti al Tribunale Internazionale del Diritto del Mare, della discussione dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Le richieste del nostro Paese, in attesa dell’iter di costituzione della Corte arbitrale, sono: il rientro di Salvatore Girone in Italia, che Massimiliano Latorre possa rimanere per tutto il tempo del procedimento arbitrale e che l’India cessi di esercitare qualunque tipo di giurisdizione sul caso.

Che la situazione sia teso lo ha dimostrato l’intervento dell’ambasciatore italiano Francesco Azzarello, che ha aperto l’udienza: «I marò non sono ancora stati incriminati di alcun reato dalla giustizia indiana. Ma l’India dimostra di disprezzare il giusto processo ritenendoli già colpevoli con un atteggiamento che esemplifica al meglio l’impasse in cui oggi ci troviamo»«La frustrazione, lo stress, il deterioramento delle condizioni mediche delle persone direttamente e indirettamente coinvolte, minacciano un grave danno ai diritti dell’Italia. Per questo bisogna risolvere con urgenza la situazione. L’incidente è stato caratterizzato da una serie di violazioni del diritto internazionale da parte delle autorità indiane», ha aggiunto Azzarello, tra cui la «libertà di navigazione, il dovere di adempiere agli obblighi della Convenzione del mare, la giurisdizione esclusiva dello Stato della bandiera e il dovere di cooperare alla repressione della pirateria».

Nel documento del governo italiano presentato al Tribunale si legge tra l’altro che Girone «è trattato come un ostaggio, costretto a restare in India nonostante non sia stato ancora incriminato». Per quanto riguarda Latorre, invece, «gli ultimi rapporti medici sullo stato di salute del sergente Latorre evocano rischi che potrebbero verificarsi se fosse costretto a tornare in India, compreso il rischio per la sua sicurezza e la sua vita». «In mancanza di un capo d’accusa, le restrizioni alla libertà dei due fucilieri e la loro durata sono arbitrarie e ingiustificabili, con possibili conseguenze irreparabili per la loro salute e il loro benessere». Inoltre l’accusa è che l’India violi «i suoi obblighi internazionali, impedendo all’Italia di esercitare la propria giurisdizione» sul caso che riguarda due militari in servizio per conto dello Stato su una nave battente bandiera italiana.

«Definire Girone un ostaggio è inappropriato e offensivo, a Delhi gode di una vita confortevole», la replica del governo indiano. E «la salute di Latorre potrebbe migliorare nei prossimi mesi» consentendogli di tornare a Delhi. Inoltre si parla di un comportamento italiano ‘in malafede’, per «non aver mantenuto promesse solenni in passato» (vedi i permessi concessi ai due marò). Ma non solo: «La storia italiana omette aspetti cruciali e distorce la realtà». «Non è stato un incidente di navigazione, ma l’omicidio di due indiani commesso da due italiani», continua il documento, dove si accusa pesantemente l’Italia di ‘suscitare compassione’ nei riguardi dei due marò facendoli apparire come vittime. Domani altro confronto tra le due delegazioni, poi le repliche e le richieste conclusive dell’Italia. La decisione dell’Itlos, che dovrà decidere se ha la giurisdizione sul caso, se le richieste italiane sono ammissibili, se esistono motivi di urgenza o il rischio di danno grave e irreparabile tali da dover decidere sulle misure cautelari prima che venga costituito il tribunale arbitrale, arriverà in 2-3 settimane, di certo non prima del 24 agosto.

Sale intanto la tensione in Turchia, dove quattro poliziotti sono rimasti uccisi nell’esplosione di una mina su una strada nel sud-est del Paese. Secondo la tv privata Ntv, si tratta di un attacco dei guerriglieri del Pkk curdo nel distretto di Silopi, dove venerdì tre curdi erano morti dopo una sparatoria con la polizia. A Istanbul poi due nuovi attacchi: un’esplosione ha colpito una stazione di polizia, mentre colpi d’arma da fuoco sono stati sparati contro il consolato USA. Tre le persone morte negli attacchi, dieci i feriti. Arrestata al momento una donna. Sempre stamattina un soldato turco è rimasto uccisi e un altro ferito da colpi d’arma da fuoco sparati da guerriglieri del Pkk contro un elicottero militare nella provincia sudorientale di Sirnak. I media poi parlano di miliziani del Pkk in azione sempre contro un commissariato di polizia a Lice, nella provincia di Diyarbakir, nella Turchia sudorientale.

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