lunedì, Giugno 14

Caso Grillo: bloccare la corsa nei meandri dello schifo Ora basta verbali che sfuggono qua e là, frasi carpite qui e lì, foto trovate su e giù. E se, come è largamente possibile, c’è un tanto o poco di orchestrazione di tutto ciò, occorre che un giudice si occupi anche di questo

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Ora: mi potete accusare di tutto. Ma di avere simpatia per Grillo Beppe o per Grillo Ciro proprio non potete accusarmi. Non voglio rischiare cause e quindi mi fermo qui.
Non vi è dubbio alcuno che quei quattro vanno processati, subito e rapidamente, da giudici sereni e duri, cioè onesti.
Bisogna, certo, accertare le circostanze esatte. Si dovrà, certo, accettare il rituale triste e disgustoso interrogatorio: ‘ma ci stavi o non ci stavi, ci facevi o ci eri?‘ Eccetera. Uno schifo inevitabile, sia chiaro inevitabile, ma che, fosse per me, farei fare a porte chiuse. Non invidio, confesso, il giudice, che quale ne sarà il sesso avrà un compito difficile e disgustoso; ma dovrà farlo, se maschio avendo cura nei modi, negli atteggiamenti e nelle parole, di non potere apparire un ‘sessista’ o un ‘guardone’ (ma non basta: bisognerà che non lo sia davvero), se donna avendo cura nei modi, nelle parole e nei gesti, di non apparire una suffragetta tipo quelle oggi di moda specie in TV, ma non basta, anche per lei bisognerà che non lo sia davvero.
Se dovessi domani trovarmi a dovere giudicare una cosa del genere, mi darei malato.

Ma ora basta. Ora basta verbali che sfuggono qua e là, frasi carpite qui e lì, foto trovate su e giù. Ora basta. E se, come è largamente possibile, c’è un tanto o poco di orchestrazione di tutto ciò, peggio ancora, occorre che un giudice si occupi anche di questo. Ma ora basta.
È troppo evidente, plateale, perfino ridicolo, il fatto (badate: il fatto, non il tentativo, non sta a me dirlo) che sulla cosaci si stia marciando‘. E siccome non siamo nati ieri mattina, diciamoci chiaramente le cose come stanno: di fatto o no si sta finendo per mettere il giudice che dovrà decidere nella scomoda posizione di potere accorgersi di esserne influenzato. Ma, peggio, molto peggio, si stanno di fatto creando le premesse per impostare la solita infinita solfa del processo falsato dalle notizie, dalla pressione dell’opinione pubblica: sia chiaro, in un senso come nell’altro.
In altre parole è, sarebbe venuto il momento che qualche giudice da quelle parti prenda in mano seriamente la cosa e spezzi questo stillicidio morboso di oscenità, di volgarità, di … schifo. Sì, è vero, i processi sono molti, ma, una volta tanto, si salti un week end e se un avvocato ha un impegno, gli si mandino i carabinieri a levarglielo! Basta con questo schifo.
Sì, schifo.

Perché ciò che emerge da tutto ciò, e dagli altri episodi che immediatamente sono balzati sulle prime pagine, è innanzitutto proprio questo: se, in realtà, non sia quel caso a fare da traino per altri, in quanto svolti in ‘certi’ ambienti … ma di quelli quotidiani, magari, che riguardano altrettante donne e uomini (sì, anche uomini, e datemi del maschilista se vi fa piacere) ‘comuni’, nulla si dice. Si sa, si dice, si suppone, che sia un fenomeno molto diffuso, ma non si fa nulla per fermarlo.
E si sa che, sesso a parte, di fenomeni di repressione, di ricatto, di sottomissione imposta ne accadono a migliaia ogni giorno, ovunque in Italia e non solo. Sì, migliaia. In un Paese in cui siamo tutti diventati (beh, scusate: siete tutti) diventati sovranisti e cavolate simili, si lasciano affogare i migranti, e quelli che si sono salvati vengono allegramente (non certo per loro) avviati al lavoro nero, a raccogliere i pomodori sotto il sole a 50 gradi, a raccogliere la frutta, a pulire le guarnizioni di gomma delle Porsche in Veneto, a pulire i nostri genitori: per quattro soldi e magari nemmeno. Questo, diciamocelo francamente, questo è il nostro Paese.
Ma su ciò non vi è discussione. Vediamo, invece, il giovane Grillo in mutande abbracciato a tre ragazze non ancora in mutande; ma non prendiamoci in giro, il senso di quella foto è ‘ora me le faccio tutte e tre’, ma anche (oddio il sessista che sono!) anche ‘ora ce lo facciamo tutte e tre’.
Certo, la parità dei sessi, nessun dubbio. Se una donna vuole un uomo che male c’è se glielo dice; se una donna si diverte e poi magari … , che male c’è se lo fa … certo, ma.
Ma in quelle foto, in quei raccontivolevo urlare ma non ce la facevo e lui mi ingozzava di vodka”, duole dirlo, c’è un che, un grande che, di ambiguo, di torbido, di oscuro. Ma anche di immaturo, di infantile, di inconsapevole, di … malato o di ‘avariato‘: saltano così facilmente i freni inibitori, anche a voi che mi leggete? E, poi, è ammissibile sentire dire da una persona seria come Milena Gabanelli, che “quando ti fanno ubriacare” c’è violenza: come “ti fanno”, vogliamo scherzare? E da qui tutto il solito intollerabile ciarpame di chiacchiere, più o meno ‘maschiliste’ o più o meno ‘femministe’.

E allora ripeto, ora basta. Per Grillo, sì, anche per Grillo, che personalmente mi disgusta, come uomo, come padre, come politicante, ma basta, basta.
Si blocchino queste corse nei meandri dello schifo, si faccia questo benedetto processo: mostri, una volta tanto, la Magistratura di essere migliore della gente che giudica; sappia evitare di essere essa stessa parte, usata o meno (ma deliberata, non parliamo di neonati) di un gioco di massacro e di voyerismo di terz’ordine, più da Grand Guignol che da postribolo.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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