domenica, Agosto 14

Caso Boschi: il centrodestra sfiducia il Governo

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‘Madonna’ Maria Elena Boschi rischia di perdere il posto nel presepe renziano a causa del caso del salvataggio di Banca Etruria (che non esclude un’azione di responsabilità contro i vecchi vertici) compiuto dal governo di cui il ministro delle Riforme fa parte. Un conflitto di interessi grosso come una casa che il M5S ha deciso di portare a giudizio attraverso una mozione di sfiducia presentata alla Camera e ora anche in Senato. In difesa della Boschi si alza un poderoso fuoco di sbarramento istituzionale. «La Ministra Boschi uscirà alla grande da questa questione perché non c’è nulla da nascondere», rassicura di primo mattino dai microfoni di ‘Radio anch’io’ il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Lo stesso numero 1 del Mef, poi, rinnova incondizionatamente la fiducia a Bankitalia e Consob, i due soggetti controllori che si sarebbero scordati di controllare i rischiosi giochi contabili compiuti dai ‘furbetti delle Popolari’. Padoan promette risarcimenti solo per «le persone più deboli» e scommette sul fatto che il Governo Renzi sta facendo tutto il possibile per salvaguardare l’intero sistema del credito italiano dai contraccolpi dello scandalo. «Le istituzioni sono solidali e sono forti», conclude, «e il Governo ha piena fiducia in Banca d’Italia e in Consob».

A fare da scudo alla Ministra del ‘clan degli aretini’ ci si mette pure il governatore della Toscana Enrico Rossi. «Mi pare che sia immotivata la richiesta di dimissione e ancora più immotivato l’attacco personale che viene portato alla ministra Boschi», ha dichiarato Rossi, ospite del programma ‘Omnibus’ su La7, commentando il ricorso pentastellato alla mozione di sfiducia. Bizzarra anche l’accusa di «maschilismo» lanciata da Rossi nel mucchio dei detrattori della ‘Giaguara di Laterina’. Una difesa appassionata che di certo non commuove i duri e puri grillini. «La Boschi deve dimettersi», ribadisce con fermezza dalle frequenze di Radio Cusano Campus il deputato Matteo Mantero perché «è palese che il ministro sia in chiaro conflitto d’interessi visto che il padre è coinvolto nella questione. Sarebbe corretto che la Boschi facesse un passo indietro o chen Renzi gli chiedesse di dimettersi per evitare che gli atti del governo possano essere influenzati dalla sua presenza». Ancora più duro degli ormai cresciutelli seguaci di Beppe Grillo si dimostra il berlusconiano Maurizio Gasparri. «La mozione di sfiducia al Senato ci sarà: ci sono persone che la presenteranno e io la firmerò immediatamente», afferma l’ex colonnello finiano durante la trasmissione ‘Agorà’ di Rai3, spiegando poi che «il M5S e chi presenta la mozione di sfiducia alla Camera fanno un errore perché alla Camera i numeri sono tali che sarà uno spot per il ministro Boschi. Invece, se si presenta al Senato, la Boschi si salva con il voto di Verdini, di Falanga, di D’Anna e ci divertiremo».

Parole profetiche quelle di Gasparri perché, a distanza di pochi minuti, arrivano la nota ufficiale in cui il M5S annuncia la presentazione della mozione di sfiducia anti Boschi anche a Palazzo Madama e, soprattutto, la mossa a sorpresa del centrodestra che, invece di accodarsi ai grillini, decide di presentarne una tutta sua di mozione in entrambe le Camere, ma non contro la sola ministra delle Riforme, bensì rivolta a sfiduciare l’intero governo Renzi. «Chi ha il più grande conflitto di interessi è Matteo Renzi», sentenzia il forzista Renato Brunetta. Mentre il leader leghista Matteo Salvini aggiusta il mirino prima di definire il premier un «infame, responsabile» del suicidio del pensionato di Civitavecchia. Salvini spara pallottole di grosso calibro anche contro la Boschi’s Family. «I beni della famiglia Boschi vanno bloccati e tenuti sotto sequestro, in garanzia della vedova, di quelli truffati», dice l’Altro Matteo alla trasmissione ‘La Zanzara’ di Radio24, «uno sbaglia e chiede scusa, papà Boschi si ritira, lascia la sua casa e la sua macchina in garanzia per i truffati e poi ne parliamo».

 

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