mercoledì, Maggio 12

Caso Ayotzinapa, Acapulco in liquidazione

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A tre mesi dalla scomparsa di 43 studenti di Iguala, Guerrero, dopo che ne è stato identificato solo uno privo di vita, e in seguito le manifestazioni violente scoppiate nella regione per questo motivo, la terza meta turistica del Messico, Acapulco, registra un calo storico degli alberghi, la cui offerta consiste in più di 17.400 camere. Il Governo Federale introduce strategie di recupero dell’economia come incentivo per i turisti; l’occupazione, tuttavia, dopo l’inizio delle vacanze invernali, era inferiore al 50 per cento.

La meta turistica, famosa per i suoi 365 giorni di sole, nelle prime due settimane di dicembre accusa un calo di 28 punti percentuali nell’affluenza alberghiera, rispetto al medesimo periodo del 2013. A novembre ha registrato un calo di quasi il 50 per cento, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

È ormai lontano l’inizio del 2014, quando Acapulco ha ricevuto un riconoscimento per l’accoglienza turistica a livello nazionale in mete di mare: Datatur de la Secretaría de Turismo (Sectur), ha confermato i 3.218.781 turisti nazionali che hanno visitato la città portuale dello Stato di Guerrero dal 1 gennaio al 30 ottobre del 2013.

Le prospettive per il 2014 erano molto diverse dalla realtà, caratterizzate da una previsione di superare l’ottanta per cento entro la fine dell’anno. È l’effetto della violenza sull’economia, sostengono gli esperti del settore del turismo. Mentre altri propongono l’ipotesi secondo la quale il Caso Ayotzinapa si è aggiunto alla lista di attacchi che subisce lo Stato, tanto per il clima quanto per i suoi problemi sociali; soprattutto la città portuale di Acapulco, che ne costituisce il motore economico.

 

“LI VOGLIAMO VIVI”

Oggi è noto che il 26 settembre un commando formato da agenti di polizia al servizio della criminalità organizzata a Iguala e Cocula, nello Stato di Guerrero, ha attaccato un gruppo di studenti che cercavano di raggiungere il luogo in cui si celebrava una festa delle autorità locali. 6 i morti, tra gli studenti e i componenti di una squadra di calcio. Al tempo stesso 43 giovani sono stati sequestrati.

A novembre si è saputo che i 43 studenti della scuola Normal di Ayotzinapa erano stati massacrati. Il governo di Enrique Peña Nieto fino a questo momento è riuscito a provare solo che i resti trovati in una discarica di Cocula, appartengono a uno degli studenti. Degli altri 42 si attendono ancora notizie ufficiali.

Da allora, fino al 21 dicembre, sono stati organizzati circa 10 posti di blocco lungo la Autopista del Sol che collega Città del Messico e Acapulco. Ci sono state marce con enorme partecipazione nella stessa città portuale e anche nella capitale dello Stato, Chilpancingo. Proporzionalmente all’incremento delle proteste organizzate sotto la parola d’ordine “Li vogliamo vivi”, il turismo è caduto in picchiata.

 

RICORDATI DI ACAPULCO

La voragine in cui versa lo stato e le sue conseguenze economiche, non sono limitate a 90 giorni, dice l’imprenditrice del settore alberghiero María Eugenia Pérez. Membro della Confederazione delle Camere di Commercio della Zona Sud comprendente gli Stati di Guerrero, Chiapas, Veracruz e Oaxaca, sostiene che la criminalità organizzata (il narcotraffico) ha condizionato l’andamento dell’economia, ma sottolinea anche il ruolo degli uragani “Ingrid” e “Manuel” nel 2013.

La forza d’urto dei due fenomeni metereologici, ha tagliato le comunicazioni con la città portuale per tre settimane nel settembre 2013, quando si è registrato un calo di affluenza turistica che ha interessato anche i mesi seguenti a causa dei danni alle strade. Dal 2010 gli Stati Uniti mantengono uno stato di allerta sconsigliando i propri cittadini a viaggiare verso Acapulco.

Il Dipartimento degli Stati Uniti, nell’ultima allerta di ottobre 2014, raccomanda di «rimandare i viaggi non imprescindibili in qualsiasi zona dello Stato di Guerrero». Se si visitano Acapulco, Zihuatanejo, Ixtapa, Taxco e altre zone di vacanza, si consiglia vivamente di non uscire dagli itinerari turistici. Nel caso di Acapulco, il governo di Barack Obama chiede ai propri turisti di non entrare nelle zone popolari, parallele alla fascia costiera del porto.

Da un punto di vista statistico, la risposta a tali avvertenze si può leggere nel rapporto della Segreteria dei Rapporti con l’Estero del Messico, rispetto all’arrivo di turisti stranieri durante il 2013. Dal 2012, solo Zihuatanejo ha ricevuto una consistente visita di turisti dagli Stati Uniti, dal Canada, dal Regno Unito e dalla Spagna, con cifre che vanno dai 39 turisti all’anno ai 53.813, secondo la nazione di provenienza. Il porto di Acapulco da solo, che prima era la meta turistica più frequentata in Messico, non offre numeri rilevanti negli arrivi internazionali al suo aeroporto. Per questo, dalla canzone del compositore messicano Agustín Lara, che ha celebrato nei suoi versi la città portuale, è sorta la supplica “Ricordati di Acapulco”, uno slogan spontaneo per chiedere alla gente di tornare a visitare la cosiddetta “Perla del Pacifico”.

L’impatto della violenza sull’economia non è stato considerato mortale, finché la Segreteria dell’Agenzia delle Entrate e del Credito Pubblico, e il Banco de México, hanno ammesso le conseguenze per il caso degli studenti della Escuela Normal Rural di Ayotzinapa.

Il governatore del Banco de México, Agustín Carstens Carstens, ha ammesso pubblicamente che «i recenti avvenimenti sociali nel Paese possono condizionare in modo sfavorevole lo svolgimento dell’attività produttiva e le aspettative degli agenti economici».Parallelamente, Luis Videgaray Caso, il direttore della Agenzia delle Entrate nazionale, ha detto che «questi fatti hanno compiuto il giro del mondo e hanno,  senza dubbio, caratterizzato l’opinione che si ha del Messico, fuori e dentro il Messico e, naturalmente, ciò può interessare decisioni di investimenti e di assunzioni di personale; sarebbe ingenuo sostenere che non avrà effetti sull’economia».

 

OFFRESI CITTÀ

Per incentivare l’arrivo di turisti, in seguito agli uragani del 2013, è stato applicato uno sconto del 50 per cento sul pedaggio della Autopista del Sol, la Messico-Acapulco. Si era in giugno e l’allora governatore Ángel Aguirre Rivero (che ha poi abbandonato il posto con congedo illimitato) annunciava la riduzione del costo di viaggiare su strada da mille pesos messicani a circa 500 pesos.

Dopo il Caso Iguala che ha condotto in carcere il sindaco di quella cittadina, insieme a sua moglie, il presidente Enrique Peña Nieto ha annunciato un ulteriore taglio del 50 per cento sul pedaggio autostradale per Acapulco. La cifra è stata fissata per decreto presidenziale a 248 pesos, e ancora oggi è così. La  Segreteria del Turismo, inoltre, in sinergia con altre succursali ha offerto incentivi fiscali agli imprenditori già colpiti dalla crisi del turismo.

Come se non bastasse, le aerolinee nazionali hanno annunciato sconti dal 40 al 64 per cento nel trasporto aereo. Tutte queste misure però, secondo i dati di affluenza alberghiera, non hanno prodotto gli effetti desiderati. La presidentessa della Asociación de Hoteles y Empresas Turísticas de Acapulco (AHETA), Maribertha Medina Cortés, ha informato che per Natale le prenotazioni arrivano solo al 25 per cento.

«Il tasso di prenotazioni è basso» ammette, ma spera che per le feste di Fine Anno, si raggiunga il 90 per cento. Il settore alberghiero nazionale ha calcolato che le perdite subite dalle proteste del “Caso Ayotzinapa” ammontano almeno a 60 milioni di pesos fino a novembre 2014. In gennaio, avvisano, sarà possibile effettuare una valutazione dell’anno.

 

NON TUTTI SONO AYOTZINAPA

La parola d’ordine “Siamo tutti Ayotzinapa” per chiedere giustizia al governo messicano non convince tutti. «Grazie a te ragazzino che non studi e non fai nulla, che passi il tempo a bruciare uffici del governo e a saccheggiare negozi, che rubi autobus e che occupi i caselli dei pedaggi. Grazie a te, centinaia di persone che vivono alla giornata, che hanno figli e sono capifamiglia, che invece guadagnano il pane onestamente, sono assolutamente soli, grazie per colpire ancora di più l’economia dello Stato. Perché lascia che ti dica che al dittatore, al governo oppressore, ai cattivi dirigenti politici non fai neppure il solletico, questi avresti dovuto fermarli nelle urne. In nome di tutti i piccoli e medi commercianti che stai danneggiando: V……!».

Questa è l’opinione di Maribel Campos, che si presenta come una cittadina di Acapulco, il cui scritto è stato riproposto in reti sociali. Il suo rifiuto delle proteste a favore degli studenti della Normal, deriva dalla crisi economica già accusata in modo acuto dai piccoli e i medi commercianti. Associata a immagini di negozi totalmente deserti lungo la spiaggia di Acapulco, Maribel Campos ringrazia tutte le persone che hanno subito ingenti perdite economiche per l’appoggio con cui è stata accolta la sua lamentela.

Un’altra imprenditrice, di Acapulco, Talina Salinas Pérez, risponde: «Chiunque siano, i dolenti, gli opportunisti, i grilli (politici), i ratti (ladri) con i colletti bianchi, chiunque siano, stanno portando lo Stato alla rovina». La statistica sull’affluenza riportata da DataTur, l’area specializzata della Segreteria del Turismo (Sectur), annuncia il “settembre nero” di Acapulco, per il secondo anno consecutivo.

Se nel 2013 questo periodo aveva caratterizzato il calo dell’occupazione a causa di fenomeni climatici, un anno dopo, sono l’insicurezza, la violenza e le proteste che definiscono settembre come lo spartiacque del calo memorabile del turismo nella città portuale in cui splendeva sempre il sole, in tutti i sensi.

 

Traduzione di Marco Barberi

 

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