domenica, Agosto 1

Casi editoriali: ‘ilSaggiatore’ e il vecchio ‘pensiero’ di Lévi-Strauss field_506ffbaa4a8d4

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Il pensiero selvaggio di Lévi-Strauss tra prima e seconda edizione: un caso editoriale italiano?’. In questo modo su ‘Nuovo Meridionalismo Studi’, periodico di riflessione ed analisi ‘dai e sui meridioni’, viene aperto un caso culturale-editoriale. Riguarda Claude Lévi-Strauss, l’accademico francese padre della moderna antropologia culturale, ed uno dei suoi testi fondamentali: ‘Il pensiero selvaggio’. L’apparente ossimoro venne da lui ideato per indicare il vincolo che unisce la società occidentale alle popolazioni più remote, ed il suo contenuto è divenuto ben presto imprescindibile nel dibattito culturale, e non solo, del Novecento, capostipite del rifiuto dell’universalismo eurocentrico. Opera di riferimento nell’ambito dell’antropologia, ma anche locuzione entrata nell’uso comune.

Il lettore italiano può leggerlo in una recente edizione de ‘ilSaggiatore’, che l’ha rieditato nel Gennaio 2015: ma l’intervento di tre studiosi ne contesta l’attuale completezza. Si tratta di Salvatore Abbruzzese, Direttore di ‘Nuovo Meridionalismo Studi’ ed Ordinario di Sociologia delle religioni all’Università di Trento, Paolo Iagulli, Docente di Sociologia dei processi culturali all’Università di Bari, Lorenzo Scillitani, Presidente del Corso di laurea in Scienze della comunicazione dell’Università del Molise e Docente di Diritti dell’uomo e globalizzazione.

Si sono accorti che si tratta, ancora una volta, della pur pregevole traduzione a cura di Paolo Caruso, condotta sulla prima edizione francese del 1962 edita in Italia nel 1964. In Francia però è stata pubblicata nel 2008, un anno prima della morte di Lévi-Strauss, un’ultima edizione riveduta e modificata in alcuni passaggi estremamente significativi. Le variazioni riguardano in particolare la rilettura di Auguste Comte, filosofo e sociologo ottocentesco tra i padri del positivismo, e del suo ‘Sistema di politica positiva’. Come sottolinea Lévi-Strauss, questo l’ha portato alla riformulazione, ed in alcuni casi al ribaltamento, di alcuni fondamentali assurti de ‘Il pensiero selvaggio’.

Il fulcro del mutamento è linearmente spiegato dallo stesso autore nelle sue ‘Œuvres’, raccolta selezionata della propria produzione intellettuale pubblicata dalla collana ‘Pléiade’ di Gallimard. Scrive infatti: «Il lettore delle edizioni precedenti constaterà che queste pagine sono state ritoccate in profondità. Un’attenzione troppo esclusiva rivolta al Corso di filosofia positiva mi aveva portato a formulare contro Comte critiche infondate. Il Sistema di politica positiva e la Sintesi soggettiva, letti in séguito con assiduità, dimostrano che, per il Comte della maturità, il feticismo non appartiene soltanto al tempo delle origini, perché è con l’avvento del positivismo che esso ritroverà la sua influenza. La paternità dell’idea, avanzata al termine del presente libro, secondo la quale il processo della conoscenza assume il carattere di un sistema chiuso, spetta incontestabilmente a Comte». Così con una nota del 2005-2006, a pagina 794, a ‘spiegazione riassuntiva’ delle tante variazioni ed integrazioni intervenute.

Sottolineano quindi ora gli autori della ‘contestazione’. «È strano che il lettore italiano non possa usufruire della traduzione dell’ultima versione di un’opera capitale della letteratura scientifica del XX secolo, che ha fatto epoca non solo in campo antropologico-culturale, ma in generale nell’ambito delle scienze umane, assumendo il carattere di un ‘classico’ del Novecento. Il passaggio qui ricostruito si segnala peraltro come decisivo ai fini dell’interpretazione complessiva di questo libro». Evidenziando ed enumerando poi le non poche diversità che ricorrono in quest’ultima versione.

L’Indro’ propone all’attenzione questa ‘scoperta’, e la polemica aperta da Abbruzzese, Iagulli e Scillitani. Da notare che riscoperta e rivisitazione di Lévi-Strauss avvengano anche ad opera di sociologi e filosofi del diritto, simbolo di come la sua avventura intellettuale travalichi ormai rigidi schemi disciplinari. Per esaminare in dettaglio i contenuti dell’analisi, il testo completo su ‘Nuovo Meridionalismo Studi, tra le ‘Anteprime’.

 

 

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