sabato, Settembre 25

Casaleggio, Rasputin a 5 Stelle Politicamente e psicologicamente illeggibile, è un personaggio che, dall'ombra, comanda

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gianroberto-casaleggio 

 

Un nemico comune PD e destra assortita ce l’hanno: è quell’indefinibile (da che parte sta? alcune ultime uscite non lo pongono dalla parte dei cittadini) Movimento 5 Stelle, frutto del matrimonio fra un profeta e un guru ‘illeggibile’ che, a volte, ne fa il suo ventriloquo.

Sono la stessa cosa? In realtà, all’osservatore esterno appaiono come l’incarnazione moderna del Gatto e la Volpe, direttori d’orchestra di una falange di Pinocchi e Lucignoli telecomandati.
Il Beppe, forte dell’esperienza del palcoscenico, sa come catturare il pubblico, dando voce al malessere generalizzato.

I partiti più o meno tradizionali, nati anche dalla mitosi di ceppi più antichi, sembrano votati all’autodistruzione, travolti dalla sommatoria di avidità individuali, fra loro alleate, e, dunque, potenziate all’ennesima.

E’ quasi vincere facile allestire contro di loro un eterno processo, giacché, quando gli argomenti languono, c’è sempre un’indagine o l’emersione di fatti malandrini ad alimentare il fuoco della pubblica indignazione. Quest’oligarchia imperante, espressione tangibile di un consociativismo, fino a qualche tempo fa sotterraneo e poi divenuto sfrontatamente pubblico, e madre di tutti i vizi, dalla corruzione alle cupidigie di sessualità mercenarie e pedofile, tali da sottoporre i soggetti che le praticano all’eterno rischio di ricatti-capestro, non rappresenta gli italiani.
Ne costituisce una specie di Bignami dei lati negativi, oscurando e scoraggiando l’emersione di ciò che, invece, c’è positivo. Insomma, c’era nell’animo dell’elettorato un’immensa area di protesta, di nausea, di ribellione che non si riconosceva in nessuna delle forze in campo, anzi, le sentiva antagoniste.
Che, avendo la percezione del disfacimento della cosa pubblica, si rifugiava nell’astensionismo  -che rimane il primo Partito in assoluto-  oppure nel particolarismo di debolissimi movimenti di protesta.

Neanche l’estrema sinistra poteva rappresentare l’approdo di tali malesseri, giacché, nel recente passato si era distinta per una litigiosità al calor bianco, stile ‘dormo sotto il letto per far dispetto alla moglie’.

A fronte di questo quadro, così chiaro e senza sfumature  -perché il colore unico e puro stava nella volontà di tagliare i ponti con questi professionisti della politica, che consideravano un lavoro la tresca e l’imbroglio, la poltrona e il potere-  il Giano bifronte adorato dai 5 Stelle (una classificazione da hotel extralusso … il sogno di tutti gli esclusi vivere a 5 stelle …) ha lanciato un recruitment fra sconosciuti, una Castrocaro della politica per dare l’immagine del radicale rinnovamento; dell’approdo nei luoghi decisionali dell’uomo e della donna qualunque. L’immagine, appunto: perché l’organizzazione di un sistema che fa unicamente riferimento alla volontà e al servaggio ai decreti dei due fondatori’ rimanda a una realtà quasi feudale.

Nelle loro dichiarazioni e, in particolare, in quelle di Gian Roberto Casaleggio, vi è spesso un’inquietante riferimento all’obbedienza (linguaggio che ha un che di massonico), come se i loro adepti fossero semplicemente dei manichini privi di volontà. E i giornalisti un ‘nemico’ da inserire nelle liste di proscrizione .

D’altronde, la scelta di prediligere dei turisti per caso in cariche dove un briciolo di competenza sarebbe stata necessaria, la dice lunga sull’imprinting autocratico dei due, in particolare dell’eminenza grigia del Movimento, che, se vogliamo rimanere nei colori cupi, ne è anche l’anima nera.

Perché, pur ammettendo che Beppe Grillo, per i suoi precedenti penali, non era eleggibile   -particolare, questo, piuttosto messo in sordina e che, se fosse capitato ad un loro avversario, sarebbe stato strombazzato da mane a sera-, non si riesce a capire perché Casaleggio abbia scelto di non partecipare all’agone parlamentare, rimanendo fuori campo, col telecomando in mano.

Oppure, si capisce: è assai meglio fare il grande burattinaio piuttosto che esporsi in proprio.

Io, che ho sempre l’anima di Lombroso a soffiarmi nell’orecchio, lo considero inquietante, con quel suo sembiante segaligno e sciatto.

E’ perciò che la mia fervida fantasia è giunto ad accostarlo ad uno dei più enigmatici santoni che si è portato nella tomba segreti, ma anche un tassello della responsabilità di aver fatto crollare l’Impero Russo: Grigorij Efimovic Rasputin.

Certo, l’accostamento è audace e storicamente un po’ balzano. Nulla, fra i fatti storici che riguardano il monaco folle che plagiò la corte dello Zar, può ravvisarsi nell’attualità della realtà italiana su cui Casaleggio si trova a incidere.

Eppure, vedo in entrambi un che di spiritato che li fa seguire un personale, quanto farneticante ‘Deus vult’: il comportamento da istitutore di un collegio di adolescenti che Casaleggio assume ogniqualvolta un aderente al Movimento, miracolato con una carica pubblica, esce fuori dal coro, ha certamente un che di preoccupante. Anzi, di più che preoccupante. Per me, di terrorizzante. Ultimamente, ha messo le mani in avanti, annunciando che, in concomitanza con le elezioni europee   -perché anche a Strasburgo, una manica di selezionati come per X Factor sono in partenza per andare a fare i guastatori parlamentari-  ‘qualcuno’, una di quelle manine così ricorrenti nelle cronache italiane, farà comparire, simsalabin, un dossier contro di lui.

Una profezia quasi banale: chi di noi non ha, sepolto nel cassetto di un’Entità oscura, una Spectre, un suo dossier che ne racconta i vizi privati?

Nel mio, già ve lo dico, c’è scritto che faccio delle puntate autolesioniste da Castroni, a ricostituire la scorta di cioccolato al sale Lindt e gelatine di frutta, proibitissime da quella santa donna della mia diabetologa; che, nel corso della vita, avrò schiacciato non meno di 8 formiche e che sono una colpevolissima e febbrile Chioccia con tutti gli esseri di sesso maschile che entrano nel cerchio magico del mio affetto, mio figlio e non solo.  

Divago, al solito, ma avevo bisogno di riprender fiato dopo aver affrontato tutte le inquietudini che mi suscita il soggetto del mio articolo.

Perché, a differenza dell’Innominato, che è carta conosciuta, l’enigmaticità del leader oscuro di M5S, salvo il fatto della sua propensione dittatoriale, mi fa paventare scenari fumosi, ma comunque terrorizzanti. Proprio come Rasputin … Cassandra io nacqui …

 

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