mercoledì, 1 Febbraio
HomeArchivioCasaleggio dopo Casaleggio: riecco il partito-azienda

Casaleggio dopo Casaleggio: riecco il partito-azienda

Quando Silvio Berlusconi usava le istituzioni come un trastullo della propria azienda, riempiendo il Parlamento di promotori finanziari, presentatrici e manager del suo gruppo, parlavamo con orrore, e giustamente, di partito-azienda. Si è visto com’è andata a finire, con padri della patria come Gianfranco Miccichè o Giancarlo Galan, provenienti dalle fila di Pubblitalia, diventare proprietari di Sicilia e Veneto. Ancora oggi al vertice della regione Liguria c’è un giornalista di famiglia. Degenerazioni depositatesi nelle abitudini politiche e penetrate ancora più fondo, nel tessuto culturale e sociale. Un giornalista straniero, di cui mi sfugge il nome, tempo fa aveva detto: «Gli italiani continuano a fare le stesse cose che facevano prima dell’arrivo di Berlusconi, la differenza è che adesso non se ne vergognano più».

Non si può essere meno teneri se la stessa procedura è adottata dal M5S. Se un comportamento è sbagliato non può improvvisamente diventare giusto perché arriva da vicino. Anche il fuoco amico è pericoloso. Forse dovremmo fidarci della purezza delle intenzioni degli adepti, ma le intenzioni si leggono nei comportamenti e non viceversa.

La circostanza della successione dal padre al figlio in un partito politico, perché questo è oramai il M5S, al netto degli artifici comunicativi, rappresenta l’inizio della fine di questa esperienza, perché quando le procedure sono legate allo spontaneismo, all’improvvisazione, significa che le sorti del soggetto governato, in questo caso una Nazione, dipendono prevalentemente da elementi emotivi e non formali. Questo lascia molto perplessi. Si sente dire, proprio da Luigi di Maio, che «Grillo sarà il garante delle regole», ma si dimentica di spiegare a chi risponde lo stesso Grillo. Speriamo non al suo mutevole paesaggio interiore o al suo carattere piuttosto singolare.

Certo, si può usare il magnifico effetto fionda, generato della pessima immagine dei partiti e di molti politici, per aumentare i propri consensi, ma c’è un momento in cui bisogna uscire dalla fase adolescenziale delle belle intenzioni e spiegare i propri algoritmi, giusto per usare un termine che Casaleggio senior avrebbe trovato pertinente. Bisogna raccontare come si formano le decisioni e se sono stati misurati gli effetti della loro applicazione, raccontare come si arriva agli obiettivi, perché in gioco non ci sarà più l’amministrazione del comune di Parma o di Gela, bensì dell’intero Paese.

Onestà onestà‘, spero non ci si riferisca alla foto del raduno dei fedeli di papa Francesco, spacciato per un’oceanica manifestazione contro Matteo Renzi. Un episodio di manipolazione, che è la forma peggiore della disonestà.

‘Onestà onestà’, ma bisognerebbe dare un’occhiatina alle performance della fidanzata del prossimo candidato premier Luigi Di Maio, dunque futura first lady, nonché ‘coach tv’, che tempo fa consigliava ai rappresentanti del Movimento di «usare la paura e la rabbia che suscita l’immigrazione negli italiani». Direi a destra di Marine le Pen.

Ora, va bene, ci siamo sorbiti di tutto in questi anni, e ce lo stiamo sorbendo pure adesso, ma ricordiamo che nella vita esiste anche la prevenzione.
È vero che la Destra italiana rappresenta la negazione della politica. È vero che se la Lega fosse nata negli anni Trenta in Centro Europa avrebbe avuto una collocazione obbligatoria e lusinghiera, almeno fino all’arrivo dei russi. È vero che il Centro ricorda il figlio minore della stessa Destra. È vero che le Sinistre sembrano particelle che vorticano nell’Lhc di Ginevra, urtando e frantumandosi in continuazione. È verissimo che Matteo Renzi avrebbe potuto soffiare il Nobel a Dario Fo per la strepitosa abilità nel ‘contarla su’.
Vero, tutto vero, purtroppo, ma prima di consegnare le chiavi di casa ad altri vorrei capire se, come i redattori del libro della Genesi, si tratta di persone realmente diverse o della stessa persona che, come dice il solito Woody Allen, si cambiava la giacca ogni volta che si sedeva a scrivere.

 

RELATED ARTICLES

Croce Rossa Italiana

spot_img

Save the Children

spot_img

Seguici sui social

Fondazione Veronesi

spot_img

Fondazione G. e D. De Marchi

spot_img

Fondazione Veronesi

spot_img

Salesiani per il sociale

spot_img

Campus Biomedico

spot_img
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com