sabato, Settembre 25

Carta della distribuzione delle forze combattenti in Siria – 2

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Deir el-Zor

L’ISIS controlla dal 2013 la porzione più grande del governatorato di Deir el-Zor, compresa la città di al-Bukamal al confine con l’Iraq, e i principali campi petroliferi del governatorato, il primo del paese in termini di quantità di produzione. L’organizzazione tenta da oltre un anno di mettere le mani su tutta la città di Deir el-Zor, il capoluogo della provincia. Tuttavia, l’esercito siriano controlla quartieri ben definiti della città di Deir el-Zor, i più rilevanti dei quali sono i quartieri al-Jura, al-Qasur e la regione di al-Tala’e‘, oltre a zone militari, quali l’aeroporto militare, il campo di al-Tala’e‘ e la base della brigata 137, che si trova nei sobborghi della città.

L’ISIS esercita il controllo sulla maggior parte delle campagne occidentali e orientali di Deir el-Zor. Tuttavia, ha perso parte della strategica Fawj al-Maylabiyya a sud della città di al-Hasaka nell’attacco delle Forze Democratiche Siriane. Il comune di al-Shaddadi (al-Hasaka) è considerato la più importante roccaforte dell’ISIS; attualmente vi sono scontri tra le Forze Democratiche Siriane e l’organizzazione dello Stato Islamico nelle zone circostanti i due villaggi di Umm Madfa‘ e al-Daham nelle campagne meridionali di al-Hasaka per il tentativo delle prime di entrare nella regione e quindi arrivare ad al-Shaddadi.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha reso noto che l’ISIS ha assunto il controllo totale della città di al-Qaryatayn, che si trova nelle campagne di Homs, su una strada che collega la città di Palmira alla regione del Qalamoun, in seguito a violenti scontri con le forze del regime.

L’organizzazione è riuscita anche ad avanzare verso il comune di Mahin minacciando le fasce anteriori della città di Sadad, a maggioranza cristiana, ma alla fine l’esercito siriano, col sostegno delle sue forze d’appoggio, ha ripreso il controllo della regione, creando un anello di sicurezza che impedisce l’espansione dell’organizzazione, oltre ad aver avviato un’operazione militare nel villaggio di al-Qaryatayn il 30 novembre 2015.

Il 28 aprile 2015 la città di Quneitra ha assistito a combattimenti violenti tra il Fronte al-Nusra e gli alleati dell’organizzazione dello Stato Islamico appartenenti alla Brigata dei Martiri di Yarmouk, combattimenti che si sono conclusi con caduti da entrambe le parti. Questo è avvenuto in seguito alla dichiarazione di fedeltà all’ISIS da parte dei combattenti di Saraya al-Jihad della brigata guidata da al-Fanusi, che ha portato alla presenza dell’ISIS nella zona di al-Qahtaniyah, nelle campagne di Quneitra, vicino ai confini con il Golan siriano occupato.

300 combattenti della Brigata dei Martiri di Yarmouk fedele all’ISIS si sono staccati e si sono uniti al Fronte al-Nusra. Il Fronte al-Nusra e numerose fazioni sue alleate hanno assunto il controllo della città di Saham, a ovest di Dara‘, nel tentativo di controllare regioni in cui è presente la Brigata dei Martiri di Yarmouk, guidata dal siriano Abu ‘Ali al-Baridi, dopo l’offensiva dei combattenti della brigata su un quartier generale di al-Nusra nel paese e l’uccisione di numerosi suoi combattenti. Si ricorda che l’ISIS tenta da tempo di mettere piede nel sud della Siria (Dara‘), dove alcune zone sono controllate dal Fronte al-Nusra e da altre fazioni dell’Esercito della Conquista e dell’Esercito Libero.

 

Il Fronte al-Nusra

A differenza dell’ISIS, che controlla territori geografici contigui nella parte settentrionale e orientale del paese, la forza del Fronte al-Nusra è distribuita nel sud, nel nord e nel centro del Paese, oltre che in alcune zone del Rif di Damasco, ed è soggetta a un continuo cambiamento geografico tra avanzate e arretramenti. Tuttavia, le regioni in cui la presenza del Fronte al-Nusra è più forte si trovano nelle campagne di Idlib, a Dara‘ e Quneitra (nel sud del paese), oltre che nel Qalamun, dove il numero di combattenti del Fronte raggiunge i 3000 uomini, cui si aggiunge una certa presenza nel Rif di Damasco e nelle campagne settentrionali di Homs.

Nell’estate del 2014, al-Nusra è riuscito ad allontanare l’Esercito Siriano Libero da alcune regioni delle campagne di Idlib, con l’obiettivo di creare un’entità parallela all’ISIS nel nord, e questo dopo che, nel mese di maggio del 2015, il suo leader Abu Muhammad al-Jawlani ha ordinato: «È ora che l’organizzazione abbia un proprio emirato”. Alcuni oppositori siriani affermano che al-Nusra ha compiuto “azioni operative e militari nelle campagne di Idlib, spianando la strada alla proclamazione di un suo emirato nella zona, che non include le campagne occidentali di Aleppo».

Il Fronte al-Nusra non ha combattuto da solo contro le forze del Fronte dei Rivoluzionari Siriani, capeggiato da Jamal Maarouf, e contro il Movimento Hazzm sostenuto dall’America e suo alleato: Anzi, ha collaborato in questa lotta con le brigate islamiste di Suqour al-Sham e Ahrar al-Sham, appartenenti al Fronte Islamico»cioè alcune brigate islamiste che trovavano nelle forze di Maarouf un ostacolo alla loro presenza, considerando che si impossessano della maggior parte del sostegno esterno, mentre al-Nusra vede nel Fronte dei Rivoluzionari Siriani un alleato dell’Occidente che colpisce i suoi quartier generali tramite incursioni della coalizione e che la condanna di Maarouf anticipa l’intenzione di colpire l’Occidente alleato, che si ritiene si assumerà l’incarico di combattere via terra contro al-Nusra e il resto delle fazioni islamiste presenti nella lista degli obiettivi della coalizione.

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