mercoledì, Ottobre 20

Carta della distribuzione delle forze combattenti in Siria – 1

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Non esistono stime chiare circa i numeri dei combattenti afferenti alle diverse organizzazioni, specialmente quelle estremiste, in Siria, per via del verificarsi di varie separazioni e adesioni, nonché di un cambiamento mensile della carta dei giuramenti di fedeltà nel Paese, mentre la diffusione di oltre 70 fazioni di opposizione nel Paese complica lo scenario siriano. Tuttavia, le fonti dell’Esercito Siriano Libero di opposizione ritengono verosimile che il numero dei combattenti dell’ISIS “superi i 20 mila combattenti, dopo che l’organizzazione ha assunto il controllo delle zone rurali di Deir el-Zor e ha costretto i combattenti dell’opposizione suoi antagonisti ad aderire alle sue fila o lasciare la regione”.

Si ritiene che il numero dei combattenti aderenti al Fronte al-Nusra, un braccio dell’organizzazione al-Qaeda in Siria, si aggiri attorno ai 15 mila. Secondo le fonti, se non si contano i suoi alleati, come Jund al-Sham, Jund al-Aqsa e altre brigate islamiche radicali presenti nel nord e nelle zone rurali di Damasco, “i numeri dei combattenti nell’asse [di al-Nusra]sono raddoppiati, il che l’ha reso una forza equivalente all’ISIS per numero di combattenti”. Le organizzazioni estremiste diverse dall’ISIS, da al-Nusra, dal Fronte Islamico ecc. sono nate dall’esclusione dell’Esercito Siriano regolare e dell’Esercito Libero da ampie zone rurali del Paese e dal confinamento della loro presenza nelle città e in alcune campagne delle province siriane.

L’organizzazione ISIS è alla testa della forza militare di opposizione in Siria, per via della sua capacità economica, del suo equipaggiamento militare, dei suoi strumenti e delle sue armi, senza contare l’esperienza dei suoi combattenti, specialmente quelli stranieri, considerando che l’organizzazione conta il maggior numero di fazioni che hanno attratto combattenti esteri nei loro ranghi, con circa 10 mila combattenti disseminati nelle regioni sotto il suo controllo.

Passati circa quattro anni e mezzo dall’inizio della guerra siriana, i territori del Paese attualmente si dividono in aree apparentemente omogenee tra le quattro forze effettive, che sono il regime siriano, le fazioni dell’opposizione, le forze curde e l’ISIS. La mappa più complicata è quella del nord e dell’est del Paese, in particolare nelle province di Raqqa, Deir el-Zor e al-Hasaka a est, e di Idlib e Aleppo a nord, dove sono disseminate diverse fazioni combattenti dell’opposizione armata. Questa mappa militare, nella zona settentrionale e orientale, ha assistito a enormi cambiamenti che ne hanno sconvolto l’immagine, specialmente dopo l’entrata in guerra dell’Esercito Siriano Libero e l’accordo delle fila islamiste per la guerra contro lo Stato Islamico dell’Iraq e della Siria, noto come ISIS, il 4 gennaio 2014.

Probabilmente il cambiamento sul campo più rilevante emerso sulla mappa della Siria quest’anno è stata l’estensione della penetrazione curda nel nord del Paese, ristrettasi nell’angolo nord-orientale della Siria e in altri piccoli punti; i curdi hanno iniziato a controllare la maggior parte della Siria settentrionale, da al-Hasaka al nord di Aleppo, oltre alla regione di Afrin a nord-ovest. Le fazioni dell’Esercito della Conquista, che comprende il Fronte al-Nusra, Ahrar al-Sham e altri gruppi salafiti, controlla ampie zone della parte orientale di Aleppo e delle sue campagne nei quattro punti cardinali, mentre si contende con il regime numerose regioni all’interno della città e nei due comuni di Nubl e Al-Zahraa, in cui risiede una maggioranza sciita fedele al regime.

L’ISIS controlla alcune regioni nelle campagne di Aleppo che si estendono nei dintorni dei due comuni di Mare‘ e A‘zaz (vicino al confine con la Turchia), oltre alle città di Manbij, Al-Bab e Jarabulus. L’organizzazione raggiunge anche vaste regioni del deserto siriano nella parte centrale e orientale della Siria, concentrandosi nei due governatorati di Raqqa e Deir el-Zor, e la città di Palmira, mentre combatte con il regime nei dintorni della città nella campagna orientale di Homs e con i curdi in alcune regioni di al-Hasaka. Quanto al governatorato di Idlib, la maggior parte è nelle mani della resistenza armata, specialmente dell’Esercito della Conquista, a eccezione delle due cittadine di Kafriya e Al-Fu‘ah, in cui risiede una maggioranza sciita fedele al regime, che sono sotto assedio e attacco da parte della resistenza.

La striscia sottoposta al controllo del regime si estende sulla maggior parte della Siria occidentale, dal confine con la Turchia a nord al confine con la Giordania a sud, per includere la maggior parte delle campagne di Latakia, passando per la maggior parte del governatorato di Hama, e la sezione occidentale del governatorato di Homs, nonché la capitale Damasco e zone rurali sparse nei dintorni, per arrivare al governatorato di al-Suwayda e circa un terzo della superficie della provincia di Dar‘a.

Le zone precedenti si frappongono tra numerosi punti sotto il controllo dell’opposizione, i più importanti dei quali sono il monte Turkmen e Jabal al-Akrad nel governatorato di Latakia, ampie regioni della pianura di Ghab, nelle campagne di Hama, i due comuni di Al-Rastan e Talbiseh nelle campagne di Homs, e grandi aree delle ghuta orientale e occidentale che circondano Damasco, oltre alla maggior parte della superficie del governatorato di Dar‘a.

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