lunedì, Aprile 19

Caro prof. Draghi, non tratti con i partiti! Ne va della nostra pelle Applichi la regola vera della divisione dei poteri: il Parlamento -e quindi i partiti- legifera, indirizza, critica, ma non governa, e quindi i partiti non entrano nel governo, non spendono e non distribuiscono

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Scrivevo ieri che a mio parere Mario Draghi dovrebbe fare un gesto di carattere pedagogico e culturale, nell’interesse nonché dei destinatari di esso, in quello degli italiani, anzi, dell’Italia.
Pedagogico, nel senso di imporre, insegnare umiltà e fatica di apprendere a tutti, dai grillini ai piddiini, passando per i salvinini e i meloncini. Pedagogico, ripeto, perché darebbe a costoro il tempo e il modo di ridiventare umani (posto che lo siano), di rientrare per un po’ nella vita di ogni giorno, di andare a comprare il pane e il latte, di contare i soldi in tasca, di accorgersi che non crescono come i funghi bisogna metterceli e le buste fanno carta da gettare via e che inquina.
Non mi illudevo, né mi illudo che accada.

Ho seguito, un po’ distrattamente, le convulse riunioni di questi giorni. Ho visto Draghi scambiarsi violente gomitate con un Berlusconi stanco, ma lucido e tagliente, un Berlusconi che, credo -l’unico in quella gabbia di criceti impazziti- ha capito cosa sta succedendo e havistoquella prospettiva che molti si aspettavano da lui, troppo preso dal salvataggio delle aziende e dalle gonnelle da togliere e mettere (una fatica!), ma che ora forse ha compreso: essere l’input (sì usiamo la parola inglese) per la costituzione di quel partito liberale del quale si parla da decenni, quel partito del ceto produttivo italiano del quale c’è assenza da sempre in Italia. Vedo su qualche giornale, apparire il ‘timore’ per una amicizia tra Berlusconi e Drghi, come se fosse un mostro. Calma ragazzi, è solo politica e fa impressione perché Berlusconi, oggi, è l’unico che la fa, anche ammiccando dalla villa di Zeffirelli!

Ho visto la logorroica conferenza stampa di Matteo Salvini, che diceva che Draghi era d’accordo con lui su quasi tutto (beh, sulla flat tax no, e su varie altre cose nemmeno, ma sorvoliamo) e di essere a sua volta pieno di spirito di collaborazione anche verso il piano di rinascita per la prossima generazione europea al punto da indurlo ad una videoconferenza per ottenere il voto favorevole dei leghisti a Bruxelles, e infine di essere un amico e un innamorato dei migranti che, infatti, vorrebbe trattare come gli altri Paesi europei;: non ha specificato se si riferisse alla Ungheria e al suo filo spinato, alla Slovenia e alla Croazia (in procinto di entrare nella UE) o altro. Ma non ha importanza, lui pensa che noi siamo scemi e non abbiamo capito: che sta cercando, appunto, una conversione verso la formazione di un partito conservatore europeo, come gli ha imposto Giancarlo Giorgetti, la livida eminenza grigia di Salvini, legato all’imprenditoria non proprio limpidissima del nord, cui interessa non pagare le tasse, e non pagarne di meno. Non ha nemmeno capito che Berlusconi lo ha battuto sul tempo, e lui, Berlusconi, è mille volte più affidabile nonché di Giorgetti (che da buona eminenza grigia, farà la fine di tutte le eminenze grigie) di lui stesso, Salvini, troppo veloce a cambiare registri. Sarà una bella lotta: Salvini è vincente ora sul punto, ma con perdite. Il guaio è che Berlusconi è vecchio e, come tutti i ‘capi’ e ‘capetti’ politici non ha eredi: Antonio Tajani non esiste e Giovanni Toti (che ci pensa) fa ridere, la Carfagna, mah!, una Di Girolamo più magra.

Gli altri partiti, almeno hanno avuto il buon gusto di parlare poco e di limitarsi a dire ciò che hanno chiesto loro: sì, qualcuno ha detto proprio ‘chiesto’. Hanno accennato a punti di accordo, ma non sono andati oltre. Certo il PD le pensa di notte: ora, non contento dei guai che ha fatto, cerca una elezione per Conte a Siena, così magari si mette a fare il ‘mossiere’ al Palio.

Poi Vito Crimi: imbarazzante. Ha spiegato che Grillo ha spiegato a Draghi come sarà l’Italia, che dico, il Mondo, che dico l’Universo fra trent’anni, e che però loro devono ‘consultare la base’ (che non volevano consultare) cioè quattro gatti scelti chi sa da chi e chi sa perché, anche a causa del fatto che (questo non lo ha detto ma si è capito benissimo) alcuni stellini hanno organizzato un ‘vaffa day’ (che raffinati!) … contro l’inventore del vaffa day! E poi, sposta la votazione.
Ma poi, inattesa (per me, che sono un ingenuo), compare la sbrodolata in video di Grillo in persona: l’evanescente persona superiore che partecipa ai colloqui, ma non va a dirlo ai giornalisti. Basterebbe questo a qualificare un partito e una persona. Ma poi, si dà da fare e tira fuori il video, in cui dice che Draghi gli ha chiesto di iscriversi agli stellini, dimenticando che la condizione preliminare è di fare volantinaggio e quindi si rinvia ad altra occasione. Ma, dice Grillo, che Draghi lo avrebbe chiamato ‘elevato’ non ha spiegato se genuflesso o no, è d’accordo con lui su tutto, ma proprio tutto, anche se lui, Grillo, ha dovuto spiegargli qualcosa, ma alla fine ha capito, Draghi. È d’accordo sul reddito di cittadinanza e anche sull’uso del ‘recovery fund’, lui lo pronuncia così, ‘faund’. Anzi, sul punto Grillo ha dato un’idea grandiosa a Draghi, che l’ha presa molto seriamente: creare un superminstero che accorpi le competenze (notate bene le competenze, cioè, credo le funzioni) dei ministeri sull’ambiente, sugli investimenti e sui lavori pubblici (o qualcosa del genere) e non so che altro, anzi, nemmeno un ministero, un gruppo di persone che gestisca tutte le funzioni destinate alla transizione ecologica (qualunque cosa significhi) non più di tre, due nominate da Draghi, e una da lui, Grillo. C’è bisogno di commentare? Avete idea di cosa significherebbe una cosa del genere? Bloccare tutto per almeno tre o quattro anni … certo i tre avrebbero dei bei stipendi, come quel bel tomo che ha diretto i ‘navigator’, ma come lui non caverebbero un ragno dal buco. Però vedrete, conclude Grillo, il ragazzo si farà e prima di dirgli no, sentiamo lui che dice … ma non era d’accordo con Grillo parola per parola, vaffanculo compresi? Non so, vedremo, ma certo circola la voce dell’istituzione di un Ministero ad hoc (‘Transizione ecologica’, quindi direi senza portafoglio!) che però, se ben capisco, avrà una funzione di coordinamento, ben diverso da ciò di cui parla Grillo … vuoi vedere che alla fine sarà la ‘task force’ di Conte?

Caro prof. Draghi, so che non mi leggerà, ma glielo dico col cuore in mano.
Male ha fatto a sentire per la seconda volta i partiti, perché ha dato loro la possibilità di dire che stanno negoziando con lei. Lo so che era politicamente necessario e che Sergio Mattarella insisteva. Ma è stato un errore, perché dà di lei la possibilità di dire chenegozia’ (in politichese significa ‘spartire la torta’) e che loro faranno e diranno.
Male ancora di più farà se seguirà il suggerimento (credo proprio sia così) di Mattarella di fare un governo di politicanti e non politicanti. Non lo faccia, per carità, la prego non lo faccia: i partiti devono sostenerla, ma non devono mettere nemmeno un’unghia nella gestione. Applichi, la prego, la regola vera della divisione dei poteri: il Parlamento -e quindi i partiti- legifera, indirizza, studia, progetta, analizza, critica, ma non governa e quindi i partiti non spendono e non distribuiscono.
E anche sui ‘tecnici’, attenzione, molta attenzione. Spesso sono più pieni di sé che di capacità, e non basta avere svolto una funzione per essere bravi e capaci, politicamente, indipendentemente dal sesso. Lei può insegnare a tutti che ‘competenza’ non è solo tecnica, ma anche politica, cioè idea del futuro, progettualità.
In questo momento, lei ha l’Italia in mano. Ma se scivola nella trattativa, nel negoziato, nella mediazione, si impania in una rete dalla quale sarà difficile uscire. Si dice che uno che ha trattato con Weidmann può ben trattare con Crimi. Ebbene no, non è così. Le parola di Salvini e di Grillo sono la prova di quello che dico. Se proprio lo ha promesso, aspetti pure il voto dei grillini (ma poi perché solo il loro?), ma faccia vedere subito, oggi, che ha già deciso e che va avanti comunque.
Attento, ripeto, la rete è stata tesa, ma è ancora piena di buchi. Ne esca subito, in anticipo, e mostri che non è un pesce facile da prendere e per nulla disposto a farsi prendere.
Ne va della nostra pelle, se permette!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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