martedì, Settembre 28

Caro Lettore, on line non significa ‘gratis’ Campagna #sostienilindro

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Mi par di capire, che la maggior parte degli utenti che leggono su internet pensano che il prodotto che stanno leggendo sia tutto e semplicemente gratis. Ragionamento completamente sbagliato.

Caro Lettore, on-line è sinonimo di gratis solo quando si vogliono vendere i dati o i gusti dell’utente. Chi scrive on line non ha lo scopo di invadere la privacy del Lettore; il giornalista non ‘vende’ il suo Lettore all’investitore pubblicitario, vuole ‘vendere’ il proprio lavoro al Lettore. Ha l’intento di divulgare. Ma la divulgazione costa.

Si prendano i social network come esempio. Questi sono una fonte inesauribile di notizie, così potenti nella condivisione da essere più veloci di un’agenzia stampa. L’utente legge la notizia e crede che non gli sia costato nulla. Se quella notizia è stata pubblicata è solo perché il sito si sostiene sui ricavi pubblicitari. Quindi, caro utente, non lamentarti se ogni tanto si apre un pop up con una pubblicità, quella serve per pagare il lavoro del sito e per consentirti di leggere la notizia.

Inoltre, non pensare che le notizie si costruiscano da sole. Dietro queste, ci sono molti giornalisti, che spesso non vedono un soldo perché i ricavi pubblicitari non coprono tutte le spese.

Ora mi dirai che potresti passare direttamente a ‘The Economist’ che scrive da più di 100 anni: ma ti sei accorto che anche questa ‘istituzione’ in fatto di giornalismo sta diminuendo i suoi contributi on line? Che ti fa leggeregratissolo 3 articoli e il resto li devi pagare senza sapere se sono analisi che ti stimoleranno o ti aiuteranno solo a prender sonno? Con l’esempio de ‘The Economistcapisci perché le espressionigratisegiornalismo di qualitànon vanno d’accordo?

Tutto questo per raccontarti de ‘L’Indro’, un quotidiano online che, cinque giorni su sette, informa i Lettori sia sui fatti nazionali sia, soprattutto, su quelli internazionali. Per ora la nostra attività è tutta e solo investimento puro.  I servizi sono costruiti da giornalisti e analisti che investono il loro lavoro (vale a dire: attività e tempo). E gli articoli che scrivono non si realizzano in due ore. Ci sono giorni di ricerche, studio, interviste e fusi orari da coprire. Poi c’è da rispettare l’orario del palinsesto e la diffusione del lavoro sui social. Questo è, in estrema sintesi, ciò che fa un giornalista de ‘L’Indro’. È l’estrema sintesi di tutto un lavoro che ora ti spiego.

Faccio l’esempio di un giornalista o analista che opera sull’area Esteri (chi vi scrive, fa parte degli Esteri).
Ogni settimana, chi opera su ‘L’Indro’, ha la responsabilità, in media, di due uscite.
I servizi vengono proposti alla Redazione; ogni settimana tre alternative proposte di servizi, sulle quali, poi, la Redazione decide e sceglie una delle tre proposte  -le altre finiscono in archivio (o nel cestino). La sola proposizione dei tre alternativi servizi ha già richiesto un lavoro di ricerca di ore sulle fonti locali -ufficiali e ufficiose-, relativa verifica incrociata delle fonti, e studio del sentiment internazionale attorno al tema.
Quando la Redazione decide quale servizio mandare in lavorazione, bisogna attivarsi sulla seconda fase di lavorazione. Ovvero, cercare chi intervistare, studiare approfonditamente tutti i dati e i documenti ufficiali, fare le verifiche incrociate di tutte le fonti, in particolare di quelle non ufficiali. Nel caso delle interviste, molte, programmate, slittano perché l’intervistato rifiuta all’ultimo minuto o non risponde dopo averti fissato l’appuntamento. In quel caso bisogna esser pronti con il ‘pezzo panchina’, per tanto riniziare da capo tutto il lavoro. Poi si passa alla stesura concettuale, alla scrittura, e alla verifica della scrittura del testo. In ultimo, il testo viene caricato -entro un orario sul quale non si può sforare- sulla piattaforma del quotidiano.
Facendosi un po’ i conti, sebbene gli articoli siano solo due a settimana, si vedrà che il lavoro che c’è dietro è durato tutto una settimana.
Ma non è finita.
Il servizio passa, a questo punto, in mano al desk di Redazione. Il desk effettua le verifiche del caso, e realizza tutto il lavoro di editing (immissione e/o correzione di: fotografie, virgolette, corsivi, neretti, link, SEO, articoli correlati, parole chiave, ecc…., parte di questo lavoro dovrebbe farlo l’autore del servizio, ma spesso su questo noi autori lasciamo a desiderare e se ne deve occupare il desk). Finalmente il desk pubblica il servizio, nel giorno e nell’orario stabilito secondo palinsesto.
Ancora non è finita.
Quando il servizio è on line, inizia il lavoro di ‘distribuzione’ sui social, sia da parte del desk, sia da parte dell’autore del servizio.
Non basta. A questo punto inizia un lavoro che in via teorica quasi non finisce. E’ l’attività di interazione con il Lettore: ‘ascolto’ del Lettore, che vuol dire incoraggiare commenti e rispondere ai commenti; ricercare i contributi di competenza del Lettori e acquisirli per l’integrazione del servizio. Una fase, questa, sulla quale, lo ammetto (e credo che i Colleghi possano condividere) ancora dobbiamo lavorare molto.

Caro Lettore, come ben puoi vedere, dietro ogni servizio (anche dietro questo breve commento) c’è un lavoro lungo e complesso che non puoi considerare ‘gratis’. Per questo ti conviene sostenere ‘L’Indro’.
Altresì: oggi lavoriamo così e facciamo tutto ognuno di tasca nostra, a titolo di puro investimento, puoi immaginare cosa possiamo fare se ci dai una mano?

Spero di averti convinto, vuoi sostenerci?

 

 

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