sabato, Settembre 18

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C’è chi ha iniziato quest’anno aspettando il verdetto della commissione di esperti che sarà chiamata a legittimare una eventuale sperimentazione del metodo stamina, nonostante, come accade spesso in questo Paese, le polemiche sull’imparzialità delle nomine dei commissari. C’è chi attende quindi una sperimentazione che per molti è una speranza, visto che le cartelle cliniche dei malati che a Brescia già vengono curati con il metodo stamina non registrano alcun miglioramento.

C’è chi ha iniziato quest’anno con un altro tipo di speranza, ovvero quella di una famiglia numerosa e di una vita libera dallo spauracchio dei campi di lavoro. Potrebbe accadere in Cina già durante quest’anno appena iniziato, rivoluzionando così una cultura millenaria di controllo della nascite e di successivo controllo ossessivo della vita dei figli unici che sono venuti al mondo.

Notizia che a noi tocca poco sul piano personale, ma dal momento che siamo arraccati alla civiltà come valore, guardiamo con speranza alla Cina così come abbiamo accolto con favore la notizia della liberazione di Maria Alyokhina e Nadia Tolokonnikova, meglio conosciute come Pussy Riot. Le due ragazze erano finite in un campo di lavoro russo per aver in qualche modo offeso la dignità di Putin. Una ragazzata, insomma, secondo i nostri standard che considerano poco più di una bravata le estorsioni di cui è stato dichiarato colpevole Fabrizio Corona, il fotografo dei vip, e il far ballare su pali da lap dance ragazzine minorenni durante feste dal sapore burlesque e poi ricompensare le suddette minorenni con migliaia di euro e appartamenti in centro per l’intrattenimento offerto.

Paladini della giustizia, perbenisti, difensori dei diritti di tutti, amanti del “vivi e lascia vivere”. Tranne in rete, dove, dietro l’anonimato di una foto profilo e un nickname, tiriamo fuori il peggio di noi.

E così, in quella jungla 2.0, non esiste nemmeno più il diritto fondamentale: il diritto alla vita. Lo sa bene Caterina, la venticinquenne di Padova che ha appena terminato il 2013 con decine e decine di auguri di morte per aver difeso si facebook la sperimentazione sugli animali. Perchè in linea di principio possiamo essere tutti d’accordo contro le sevizie sugli animali, ma se queste sperimentazioni permettono ad una studentessa universitaria di vivere nonostante alcune rarissime malattie genetiche da cui è affetta è tutto un altro paio di maniche. Non per tutti: per alcuni Caterina non ha diritto di vivere. Deve morire, perchè la sua vita non vale quella degli animali che vengono impiegati nelle sperimentazioni mediche.

Ma la rete è il far west, si sa. Una questione tanto delicata viene risolta in una manciata di commenti sgrammaticati, alcuni anonimi, che sembrano indicare più un pessimo rapporto con l’italiano che un’opinione personale vera e propria.

C’è chi inizia, in modo più veniale l’anno aspettando i saldi.

Dopo aver risparmiato sui regali, sul cenone, sulle vacanze, sulle luminarie e a momenti pure sulla messa di mezzanotte, forse ci sono dei soldi da spendere in qualcosa di utile. Qualcosa di agognato, guardato per settimane attraverso le vetrine e atteso finalmente a un prezzo abbordabile.

Le previsioni sono di meno di duecento euro di spesa a famiglia in tempo di saldi, e nemmeno per tutte le famiglie.

Inizia infatti l’anno nuovo con una disoccupazione giovanile che fa spavento, che solo nel florido nord est, il Veneto, è al 23.5%. Come a dire che se vediamo quattro amici a passeggio assieme almeno uno di loro è disoccupato.

Il lato positivo è che da un po’ non si sente parlare dei giovani come di “bamboccioni”. Una parola che fin da subito, ai giovani precari, sfruttati da una generazione che ha ben pensato di radere al suolo il sistema economico e di tutele che aveva creato “per il futuro dei propri figli”, ha subito fatto rabbia, ma che per qualche anno ha retto come scusa per la nostra complessiva mancanza di autonomia. Ora la scusa dei “bamboccioni” non regge più: dateci un lavoro (possibilmente non precario, con uno stipendio dignitoso) e vi solleveremo il mondo.

Per sopravvivere l’unica arma a disposizione è l’ironia. Lo sa il veneto medio, che in questi giorni si sta augurando con gli amici “buon Na-tares, e tasi“.

La risata diventa esorcismo, diventa speranza, diventa l’unica cosa che non ci potranno mai togliere e che ci permette di iniziare questo nuovo anno con ancora un briciolo di aspettativa nei confronti del futuro.

Se non possiamo avere il panem, almeno ci resti il circenses.

Perchè la vera notizia, passata su tutti i giornali durante queste feste, è quella di Alfonso Signorini, direttore di “Chi”, che non è riuscito a raggiungere Cortina perchè bloccato dalla neve. A pochi chilometri dalla località montana, dove avrebbe dovuto trascorrere il capodanno assieme alla gente che conta, è stato costretto a fare marcia indietro e tornare a Milano.

Queste sì che sono tragedie.

 

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