lunedì, Agosto 8

Carne rossa: distorsione classificarla cancerogena? field_506ffb1d3dbe2

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La IARC ha aggiunto le carni lavorate nello stesso gruppo 1 di agenti cancerogeni, come tabacco e amianto. Le carni lavorate, spiega l’Oms, includono le carni che sono state trasformate «attraverso processi di salatura, polimerizzazione fermentazione, affumicatura, o sottoposte ad altri processi per aumentare il sapore o migliorare la conservazione». Per quanto riguarda la carne rossa non trasformata, ossia manzo, vitello, maiale, agnello, montone, cavallo e capra, si hanno prove forti  di un possibile effetto cancerogeno, ma questo non è non sufficiente a metterlo nello stesso gruppo degli agenti cancerogeni. L’agenzia ha citato ricerche che attribuiscono circa 34.000 decessi per cancro ogni anno in tutto il mondo a causa di diete ricche di carni lavorate. Per quanto riguarda la carne rossa, qualora il collegamento dovesse essere confermato, sarebbero circa 50.000, secondo gli studi, le morti per cancro ogni anno in tutto il mondo, molto meno del milione di morti di chi fuma tabacco, dei 600.000 per il consumo di alcol e i 200.000 per l’inquinamento dell’aria.

https://youtube.com/watch?v=WPFWYkHgcBk

E in Italia? Ad intervenire Carmine Pinto, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom): «La Iarc conferma dati che conoscevamo da tempo. Per quanto riguarda le carni rosse è una questione di modalità e di quantità, non esiste una ‘soglia di esposizione’ oltre la quale ci si ammala sicuramente. Il messaggio che dobbiamo dare è che la carne rossa va consumata nella dovuta modalità, una o due volte a settimana al massimo. Il messaggio principale è invece un invito a tornare alla dieta mediterranea, che ha dimostrato invece di poter diminuire il rischio di tumore». Mentre il famoso oncologo Umberto Veronesi, che da anni ormai non mangia più carne, è più deciso: «Il mio consiglio da vegetariano da sempre è quello di eliminare del tutto il consumo di carne, e questo per motivi etici e filosofici. Detto ciò, lo studio dell’Organizzazione mondiale della sanità Oms sulla cancerosità della carne rossa e trattata non ci coglie di sorpresa. L’identificazione certa di una nuova sostanza come fattore cancerogeno è sempre e comunque una buona notizia in sé, perché aggiunge conoscenza e migliora la prevenzione». E se la Coldiretti assicura che le carni italiane sono le più sane in circolazione, il Codacons ha deciso di presentare un’istanza al Ministero della salute e un esposto al Pm di Torino Raffaele Guariniello«L’Oms non lascia spazio a dubbi», commenta il Presidente Carlo Rienzi. «Il principio di precauzione impone in questi casi l’adozione di misure anche drastiche. Per tale motivo chiediamo al Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, di valutare i provvedimenti da adottare a tutela della popolazione, compresa la sospensione della vendita per quei prodotti che l’Oms certifica come cancerogeni». Di certo c’è che, nonostante i rischi fossero chiari da anni, la battaglia tra pro e contro continuerà. Forse però la risposta (giusta) sta nel mezzo.

(video estratto dal canale Youtube della BBC)

 

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