lunedì, Agosto 2

CArD nel territorio piacentino field_506ffb1d3dbe2

0

card

La prima edizione di CArD, ovvero Contemporary Art & Design, nasce con l’idea di creare dei percorsi d’arte e di design nelle valli e sulle colline piacentine, con mostre, eventi e installazioni di artisti di fama internazionale, visitabili dal 12 settembre al 12 ottobre. La creazione di tale rassegna si deve all’intuizione di Paolo Baldacci e Daniela Volpi.

Paolo Baldacci (che abbiamo intervistato) ha passato la sua vita come esperto e studioso di arte moderna e contemporanea dagli anni Ottanta del secolo scorso. Egli è infatti uno dei maggiori esperti di Futurismo e di Pittura Metafisica, curatore di numerose mostre in Italia e all’estero, oltre ad essere già stato professore, dal 1971 al 1990, di storia antica e epigrafia latina nelle Università di Genova e di Milano. Daniela Volpi è un architetto professionista milanese, che si occupa essenzialmente di edifici e di design, e che è stata per quattordici anni presidente dell’Ordine Architetti di quella città, quindi a strettissimo contatto con tutti i principali fenomeni che hanno fatto di Milano la capitale del design internazionale.

I due hanno spesso ragionato privatamente di arte che sconfina nel design e di design che sfocia nell’arte, nella loro casa, o buen retiro, a Pianello in Val Tidonetra le colline piacentine, dove ospitano anche i loro amici. Negli ultimi quindici anni questo territorio è diventato uno dei più ambiti e ricercati per il riposo e per il tempo libero da molti esponenti del mondo culturale, giornalistico, editoriale, economico-finanziario del nord Italia, in particolare milanese. Il successo di quest’area geografica è dovuto soprattutto alla bellezza quasi incontaminata del paesaggio collinare e montano (che comprende la vastissima regione del Po a cavallo dell’Appennino emiliano e di quello ligure, con la relativa vicinanza di luoghi d’arte medievale e rinascimentale come Cremona, Piacenza, Bobbio, Parma e Modena, che non hanno nulla da invidiare a quelli più frequentati dell’Italia centrale), ma anche ad una tradizione gastronomica e vinicola che è per genuinità ed eccellenza tra le prime del nostro Paese, oltre che alla cordialità e affabilità della popolazione locale. Finora nei paesi di queste valli si sono sempre svolte manifestazioni dedicate alla gastronomia, ai prodotti vinicoli, all’artigianato e alla musica. Mai si era mai svolta un’iniziativa di carattere artistico, così che Paolo Baldacci e Daniela Volpi hanno pensato di colmare questo vuoto con una rassegna annuale di arte e design contemporaneimotivo di arricchimento dell’informazione, della conoscenza e della sensibilità pubblica verso queste due forme d’arte, fenomeni che vengono visti con diffidenza a causa di molti preconcetti e dello snobismo ed elitarismo mediante i quali essi vengono spesso comunicati e trasmessi al grande pubblico. Si è perciò cercato di superare questa diffidenza, facendo capire come tali motivazioni siano fuori luogo, e di rendere comprensibile ciò che in genere è considerato astruso e fuori dalla vita comune.

Partendo da ciò i due fondatori, insieme a Cristina Baldacci per quanto riguarda l’arte, Franco Raggi per il design, Andrea Kerbaker e Giulia Pellegrino per l’informazione, hanno dato vita a questa iniziativa chiamando un gruppo selezionato di artisti internazionali, unanimemente giudicati interessanti nel panorama delle due arti, a trascorrere un lungo periodo nelle valli piacentine per lavorare ad una serie di istallazioni ‘site specific’da ospitare in alcune sedi individuate per l’occasione. Viene così a crearsi l’opportunità molto rara di vedere al lavoro questi artisti, dialogando con loro e comprendendo dalle loro parole il senso delle opere, una volta che esse saranno ultimate. Ciò sarà possibile sia per le arti visive (come la pittura, la scultura e la fotografia), sia per il design, protagonista non come creatore di oggetti d’uso, ma come proposta estetica sperimentale e d’invenzione.

CArD ha quindi uno scopo non soltanto spettacolare, ludico e provocatorio, proprio di ogni manifestazione artistica, ma anche lo scopo di risvegliare la sensibilità collettiva che trasformi la regione, ove sono le valli piacentine, in un esempio armonico di tradizioni culturali ed estetiche con interventi artistici, di design e di architettura contemporanea che assumano la stessa dignità di opere già presenti e collaudate sul territorio, senza però imitarle con risultati di discutibile consistenza. Le esposizioni presenti nella rassegna saranno accompagnate da interventi esplicativi degli artisti che le hanno create e da conferenze studiate appositamente per avvicinare il pubblico meno esperto all’arte contemporanea e in questo modo facilitargli l’apprezzamento e la comprensione dell’opera, anche attraverso la proiezione di documentari d’arte, di design e di architettura contemporanea.

Per quest’anno le località piacentine interessate dalla rassegna CArD sono PianelloPiozzanoAgazzano e Gazzola, anche se potranno variare parzialmente di anno in anno ed estendersi anche in altri comuni del territorio (il programma delle manifestazioni artistiche e di design di CArD è disponibile su www.cardcard.it/project/).

Paolo Baldacci, è la prima volta che si svolge questa rassegna annuale di arte contemporanea e design nelle valli piacentine: come è nata questa idea?

L’idea è nata poco più di due anni fa, quando James Hyde, uno degli artisti partecipanti, venne per circa un mese a lavorare nella nostra casa sopra il Chiarone (gli misi a disposizione il garage che divenne così il suo studio). Vennero a trovarlo altri artisti e l’esperienza fu molto interessante, tanto da indurci a inventare questa mostra, una delle cui caratteristiche è appunto la permanenza in loco di artisti al lavoro.

Come mai la scelta di unire insieme nella stessa rassegna l’arte contemporanea e il design?

Perché i confini tra le due pratiche si stanno annullando.

A cosa è dovuta a scelta di luoghi meno conosciuti e forse più marginali dell’area piacentina?

Al desiderio di far scoprire posti bellissimi che pochi conoscono. Non si tratta di luoghi marginali, almeno non nel senso estetico e storico.

CArD sarà legata alla permanenza degli artisti nelle valli piacentine con il compito di creare opere site specific da ospitare in alcune sedi dei comuni sul territorio. Quali sono tali progetti e come si inseriscono in una valorizzazione e promozione del territorio italiano?

I progetti non sono stati pensati per uno scopo specifico di ‘valorizzazione e di promozione’, ma di fatto hanno questo effetto in quanto dialogano con l’ambiente circostante o con un particolare edificio, sia per osmosi sia per contrasto. Tra questi segnalo soprattutto le installazioni di Giordano Pozzi, dei Formafantasma e di Paola Anziché alla Cascina Masarola, quella di Jessica Stockholder al Bocciodromo di Pianello; ‘Interiora’ di Attilio Stocchi alla Rocca d’Olgisio e lo straordinario ‘Revolving Arches di Ron Gilad alla Villa Anguissola Scotti di Agazzano.

Vengono create quindi anche opere come ‘Interiora di Attilio Stocchi per mimare ed evocare le viscere del maiale che nutre la pianura padana da tempi immemorabili, o il mostro di gomma voluto da Denis Santachiara. Come queste opere interagiscono con il territorio che le circonda e che impressione fanno ai visitatori e alla popolazione locale?

Interagiscono nel senso che sono subito percepite come un metaforico sviluppo di realtà locali molto radicate e la popolazione locale reagisce prima con stupore e poi con grande partecipazione.

In questa rassegna vengono valorizzati con esposizioni e mostre luoghi dell’antica tradizione culturale dei comuni coinvolti e vecchi edifici industriali. Come mai la scelta di riunire insieme realtà costruttive così strutturalmente diverse tra loro?

Proprio per esplorare l’intera tradizione costruttiva ed edilizia di una regione, sia pur in maniera limitata.

L’arte e il design sono ancora avvolti da una forma di indifferenza a causa dei preconcetti e dello snobismo che tali arti si portano nella loro comunicazione con il pubblico? Come pensate di superarli con questa iniziativa?

Facendo capire che i preconcetti e la diffidenza sono fuori luogo.

Come è presentato il design in questa manifestazione: come oggetto dalla semplice e necessaria funzione, o ha un senso più profondo interrogandosi sullo scenario globalizzato dalla cultura materiale?

Non abbiamo presentato quel particolare settore del design destinato alla produzione d’uso, ma quello più creativo, fantastico e in un certo senso ‘inutile’, poco utile o addirittura paradossale.

La mostra ‘Painting then for now/ Dipingere allora per oggi’ ha per tema le fotografie dei particolari dei tre grandi teleri del Tiepolo dei dieci per il palazzo della famiglia Dolfin a Venezia, conservati al Metropolitan Museum di New York, scattate nel 2006 frutto di sei ore di lavoro da parte di Svetlana Alpers, James Hyde e Barney Kulok. Quali legami corrono tra l’arte moderna di Tiepolo e quella contemporanea che lega i tre artisti che riproducono tali particolari?

Alpers, autrice di saggi e libri memorabili, è un grande studiosa di Tiepolo che, invece di vedere in lui la fine del grande ciclo dell’arte italiana, ne ha messo in luce le qualità di precursore del moderno; Hyde ha fatto dell’indagine strutturale (decostruzione e ricostruzione) della materia pittorica uno dei centri della sua tematica artistica, mentre Kulok è stato il sensibile interprete della dialettica di questo incontro.

Pensate di ripetere l’iniziativa anche l’anno prossimo e se sì in che luoghi?

Non lo sappiamo ancora, i tempi sono stretti, e se non avremo un sostegno concreto delle istituzioni non potremo più ripetere questa esperienza.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->