mercoledì, Dicembre 1

Carceri: salvaguardare la dignità del detenuto field_506ffbaa4a8d4

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Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Sei mesi per chiudere gli OPG, e per dare una svolta alla predisposizione delle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, in quelle regioni dove si sono accumulati ritardi. È questa la ‘road map’ da seguire secondo Franco Corleone, nominato Commissario unico per il superamento degli OPG dal Consiglio dei ministri. «Questa decisione del governo arriva a quasi un anno dalla data prevista dalla legge per la chiusura degli OPG», dice Corleone. «L’incarico è per sei mesi e bisogna chiudere una partita che ha un ritardo grave, anche se in qualche modo era una partita difficile». A oggi sono quattro gli OPG ancora aperti: Reggio Emilia, Montelupo Fiorentino, Aversa e Barcellona Pozzo di Gotto; gli internati poco più di 160. Le regioni in ‘ritardo’: Abruzzo, Calabria, Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto. «Non tutte e sei le regioni sono allo stesso punto» chiarisce Corleone. «Questo andrà verificato. Dove siamo in stato avanzato bisognerà accelerare, dove invece siamo a zero bisognerà trovare soluzioni rapide. Mi rendo conto che dire ‘rapido’ in Italia sembra una barzelletta, perché anche per fare una struttura da venti posti sembra che ci voglia uno o due anni, ma confido su un rapporto di grande collaborazione con le regioni per verificare gli intoppi che ci sono stati e come superarli».

La sfida, aggiunge Corleone, non è solo quella della chiusura degli OPG: occorrerà superare un ‘esame culturale’ e stare attenti a «non far risorgere una logica manicomiale. È chiaro che nelle Rems non ci potrà essere contenzione, questo significa che serve un grande investimento sul personale qualificato e motivato. Bisogna essere consapevoli che questa è una grande prova di civiltà, di umanità, ma chi va a lavorare lì deve essere sostenuto». Ne riparliamo fra sei mesi.

 

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