sabato, Novembre 27

Carceri: provvedere si deve e si può, e subito Non si può aprire una cabina di regia o uno studio ad alto livello, perché nelle carceri ci sono uomini e donne oggi, che hanno una vita oggi, e vanno trattati oggi per quello che sono: esseri umani

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Una volta di più, trovo conferma in ciò che scrivo e ho scritto e, temo (ma in realtà spero) scriverò. Mentre i ‘due Matteo’ fanno giochetti di terz’ordine, mentre Beppe Grillo e Giuseppe Conte litiga(va)no su chi comanda di più e però dopo il pranzo di ieri hanno detto che hanno fatto pace, mentre il ‘dotto Letta’ fa propaganda per procurarsi uno stipendio a Siena, mentre in Parlamento si discute su una cosa, il ddl Zan, che dovrebbe essere approvato senza nemmeno discutere e si potrebbe farlo se non fosse stato scritto con i piedi , mentre si viene a sapere che a causa della DAD (balle!) i nostri ‘maturi’ hanno la consapevolezza di un ragazzino di tredici anni, in un Paese, del resto, in cui a molti Ministri e a moltissimi parlamentari dare la licenza elementare sarebbe uno scandalo, mentre tutto ciò accade nella vita reale dello scantinato, Mario Draghi, accompagnato dal Ministro della Giustizia Marta Cartabia a fare il controcanto, spara a zero contro il sistema carcerario e l’orrore (frequentissimo se si indagasse davvero) e il massacro non solo di S. Maria Capua Vetere.
Nello scantinato, invece, si era ignorata la questione e il giustizialismo deteriore faceva strame della nostra tradizione giuridica, che risale a un certo Cesare Beccaria, personaggio certo ignoto ai più tra i nostri politicanti, e i duellanti Grillo e Conte e Di Maio trattavano Cesare Battisti come un animale (una cosa vergognosa, della quale nessuno ha chiesto conto e nessuno chiederà) e non solo questo, e i due Matteo facevano i bellimbusti in Parlamento. E sorvolo sulla disgustosa scena dei calciatori che improvvisano una manifestazione di popolo -preordinata lo vogliamo dire?- della quale nessuno è responsabile, nemmeno la solita signora Christillin, che non c’era e se c’era dormiva!
Lo scantinato, dunque, lo ripeto, lo scantinato! Ai piani nobili si ragiona, talvolta.
Ma si ragiona da soli, isolati, e nemmeno tutti.

Vedremo se ciò che Draghi ha detto -durissimo, pur col solito tono pacato e senza emozione-, in nome della civiltà e della nostra storia giuridica, che forse non conosce a fondo e magari non apprezza perché ammira la ‘giustizia’ americana, ma diversamente da questa, afferma che certe cose sono inammissibili, si tradurrà in fatti.
Vedremo, dico, perché
provvedere si deve e si può, , si può, subito. Facendo qualunque cosa, a costo di ospitare i carcerati in alberghi come si fa per i terremotati in attesa invece che delle case delle carceri. Perché se, come molti pensano e moltissimi vogliono (giustizialisti della domenica in testa), quelle sono state solo chiacchiere di facciata, il Governo e Draghi in particolare faranno la figura che spero non meriteranno!

L’impegno è serio? Se lo è, se cioè si considera il carcerato come lo considerava Cesare Beccaria, non si può aprire una cabina di regia o uno studio ad alto livello, perché nelle carceri ci sono esseri umani veri, che hanno una vita oggi, una famiglia oggi, e che hanno commesso reati oggi, e vanno trattati oggi per quello che sono: esseri umani. Mafiosi e super mafiosi inclusi. Occorre coraggio, molto coraggio, un coraggio da leoni per farlo, ma si deve fare. Ma -attenti- evitando la solita soluzione alla democristiana, e cioè liberandone un po’. Eh no: nessuno, dico nessuno, deve essere messo in libertà perché è successo quel che è successo e Draghi ha parlato. Sarebbe un ennesimo insulto allo Stato democratico e di diritto.
Certo, il dubbio c’è. Perché, mentre Draghi diceva quelle cose, alla Camera, un certo Luigi Di Maio negava ogni nostra responsabilità nel comportamento indecente dellaguardia costieralibica da noi pagata, finanziata e diretta, sì, diretta. E’ arrivato a osare dire: «il Governo non ha disposto e non disporrà finanziamenti a favore della Guardia costiera libica». Ha ribadito, il Di Maio, a nome del Governo, che non abbiamo alcuna responsabilità e che finanziamo per fare bene e, insomma, non abbiamo responsabilità nei massacri libici‘ … -e forse nemmeno nel sequestro delle uniche navi in grado di salvare qualche vita, visto che la nostra gloriosa Marina sta in porto. Scaricabarile?
Se questa fosse la linea del Governo, sarebbe la linea della doppiezza, la linea della peggiore Democrazia Cristiana. E in tal caso sarà bene che si sappia. Perché, la vita di un negro vale esattamente quanto quella di un detenuto, così come quella di un governante e di un parlamentare, Salvini incluso.

E nelle stesse ore, l’incredibile rapporto Invalsi, mette un ditone grosso come una casa in una piaga purulenta. Il dissesto della nostra scuola e Università. E, per favore, non statemi a dire che è colpa della DAD. Quelle sono balle!
Il disastro viene da lontano, dal disinteresse di un ceto politico incolto, rozzo, ignorante, supponente e indifferente, che per decenni ci ha portati in fondo alle classifiche della scuola e dell’Università.
Non prendiamoci in giro, non ci prenda in giro dottor Draghi: la scuola è un disastro, gli insegnati spesso anche, i Ministri sempre. Affrontiamo anche questo tema?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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