lunedì, Giugno 21

Carceri: Orlando, da Strasburgo importante riconoscimento

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Non perde occasione, papa Francesco, per ricordare come la situazione carceraria in Italia sia inaccettabile; e qualche giorno fa anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato l’attenzione sulla situazione dei nostri istituti di pena; ha praticamente sillabato l’articolo 27 della Costituzione: «Adeguare il sistema penale e carcerario ai principi di umanità, consentendo ai carcerati una vita dignitosa durante la pena e dando loro la possibilità di progettare un futuro dopo aver effettivamente pagato per gli errori commessi».

Come risponde il ministro della Giustizia Andrea Orlando? Ricorda che quando si è insediato «i detenuti nelle nostre carceri erano 64mila, e i posti disponibili intorno ai 44mila. Attualmente i posti disponibili sono circa 50mila, e i detenuti sono 52-53mila. Diciamo che abbiamo risolto uno dei problemi, che era il sovraffollamento. Ma sappiamo di non aver risolto tutti i problemi. Dobbiamo lavorare perché nel carcere ci siano percorsi che effettivamente spingano verso la riabilitazione. Per questo il carcere va cambiato profondamente. Abbiamo promosso un momento di riflessione con oltre 200 esperti di settore diversi, che si concluderà in aprile, e che abbiamo chiamato Stati Generali dell’esecuzione penale, e che vedrà la presenza proprio del presidente della Repubblica, e che descriverà il nuovo assetto del sistema penitenziario».

Orlando è palesemente soddisfatto: «La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ci ha comunicato che  stata archiviata in maniera definitiva la vicenda Torreggiani in materia di sovraffollamento delle carceri italiane». Secondo Orlando, «una buona notizia per il nostro paese. Una notizia che mi riempie di orgoglio e soddisfazione, ma non di appagamento. E’ stato apprezzato il lavoro che abbiamo fatto, le riforme adottate e quelle in itinere, i risultati raggiunti. Il nostro Paese viene indicato dal Consiglio d’Europa come esempio da seguire nell’affrontare il tema del sovraffollamento».

Rita Bernardini, l’esponente radicale che da anni segue le vicende relative al carcere e alla giustizia, scuote la testa. «Puntualmente», dice, «sul sito giustizia.it sono usciti i dati delle presenze dei detenuti nei 195 istituti penitenziari italiani al 29 febbraio 2016. Mi sembra doveroso analizzarli anche perché il Ministro della Giustizia continua a ripetere che il sovraffollamento nelle carceri è definitivamente superato».

Non è così? Dei 195 istituti penitenziari spiega Bernardini, ben 91 hanno un sovraffollamento che va dal 110 per cento al 192 per cento: «Questo vuol dire che in 100 posti regolamentari, quando va bene ci ‘azzeccano’ 110 detenuti, e quando va male se ne accalcano fino a 192. In sintesi: 18 istituti hanno un sovraffollamento che va dal 151 per cento al 192 per cento; 15 istituti hanno un sovraffollamento che va dal 141 per cento al 150 per cento; 19 istituti hanno un sovraffollamento che va dal 131 per cento al 140 per cento; 17 istituti hanno un sovraffollamento che va dal 121 per cento al 130 per cento; 22 istituti hanno un sovraffollamento che va dal 110 per cento al 120 per cento».

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