martedì, Agosto 3

Carceri: Conte promette interventi urgenti Il successo dell’iniziativa non violenta di Rita Bernardini che da sempre con coerenza e coraggio conduce una battaglia esemplare per il diritto al diritto e per il diritto alla conoscenza

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Numeri, cifre, non opinioni; e quelli snocciolati da Mauro Palma, Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà rivelano una realtà che sconcerta:  Negli ultimi dieci giorni le persone registrate negli Istituti sono diminuite di 339 unità, passando da 54.195 del 9 dicembre a 53.856; le persone effettivamente presenti sono oggi 53.002 (alla stessa data del 9 dicembre erano 53.266). Tra loro anche 32 donne con 35 figli di età 0-3 anni, di cui 18 donne con 20 bambini nelle cosiddette sezioni nido e 14 donne con 15 bambini in quattro Istituti a custodia attenuata per detenute madri (Icam). I posti letto disponibili sono circa 47 mila.

   Sono dati, osserva Palma, poco incoraggianti rispetto alla diffusione del virus, che richiede invece la possibilità di individuare spazi all’interno degli Istituti per garantire quella indispensabile esigenza di separazione e isolamento non sempre assicurata. Per quel che riguarda la pandemia, accertati focolai nelle carceri di Trieste, Milano-Opera, Milano San Vittore, Bollate, Monza, Busto Arsizio, Bologna, Sulmona, Regina Coeli a Roma e Napoli-Secondigliano

  Nelle ultime settimane i contagi nelle carceri sono aumentati rispetto ai mesi scorsi: tra febbraio e agosto, erano state contagiate 568 persone, tra carcerati e lavoratori, quattro sono morte (due agenti e due detenuti).

  Da questa realtà, da queste cifre, nasce l’appello lanciato dal portavoce dei garanti regionali dei detenuti, Stefano Anastasia, ripreso dalla Senatrice a vita Liliana Segre, dalla Presidente del gruppo Misto del Senato Loredana De Petris e dal Senatore delle Autonomie Gianni Marilotti. Hanno presentato un’interrogazione urgente al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro di Giustizia Alfonso Bonafede, per chiedere che “la popolazione carceraria, composta sia da detenuti che da agenti della polizia penitenziaria ma anche da tutte le figure professionali che operano nel mondo delle carceri, non possa essere lasciata indietro” nella vaccinazione di massa che inizierà nelle prossime settimane.

  In parallelo va registrato il lungo incontro-confronto, ieri, tra Rita Bernardini, Presidente di ‘Nessuno tocchi Caino’ e componente del Consiglio Nazionale del Partito Radicale, e il Presidente del Consiglio Conte. Quaranta minuti di colloquio, e già la durata è il segno dell’attenzione che Bernardini ha saputo conquistarsi. Ora naturalmente, dopo le parole, occorrerà vedere come e quando si tradurranno in concreta azione politica. Ad ogni modo, formalmente, e in un luogo istituzionale, palazzo Chigi, si sono poste nell’agenda questioni che fino a oggi si tendeva a eludere e ignorare; e sono le questioni di sempre: quella del carcere, di come si vive all’interno delle comunità penitenziarie; della giustizia, della sua amministrazione.  

  Per questo Bernardini ha dovuto intraprendere un lungo e logorante digiuno durato più di un mese – trentacinque giorni -. Va salutato come un innegabile successo il fatto (dolosamente ignorato dai mezzi di comunicazione), che a questa iniziativa nonviolenta, ancora una volta, si siano affiancati quasi quattromila detenuti e un migliaio di cittadini liberi; che si sono mobilitati oltre duecento professori di diritto e di procedura penale, che hanno sottoscritto gli appelli lanciati da due autorevoli giuristi: Giovanni Fiandaca e Massimo Donini; che si siano registrano le chiare, nette, inequivoche prese di posizione di Gherardo Colombo, Giovanni Maria Flick, Luigi Manconi, Roberto Saviano, Sandro Veronesi. Tutto ciò costituisce un grande patrimonio ideale e culturale, per l’oggi e per il domani.

La prima cosa, la più importante” dichiara Bernardini al termine dell’incontro con Conte, “è quella riguardante la necessità di una deflazione della popolazione detenuta. Gli ho riportato ancora una volta quello schema che contiene, istituto per istituto penitenziario, i dati del sovraffollamento, tenendo presente le stanze detentive, cioè le celle inagibili, e i posti inagibili. Abbiamo fatto diverse ipotesi. La prima riguarda la riduzione dell’applicazione della custodia cautelare in carcere. Conte si è dimostrato molto d’accordo perché è stato il primo a sottolinearlo, sulla proposta Salvi (il procuratore generale della Cassazione, ndr) quella di evitare gli arresti con la detenzione in carcere delle persone non pericolose, soprattutto in questa fase di coronavirus”.

  Più complicata la questione che riguarda amnistia e indulto. Conte, si limita a dire Bernardini, si “è mostrato attento”. 

A prescindere da ciò che il Presidente del Consiglio Conte riterrà di fare, si tratta comunque di un indubbio successo dell’iniziativa nonviolenta di una militante rigorosa che da sempre con coerenza e coraggio conduce una battaglia esemplare per il diritto al diritto e per il diritto alla conoscenza.

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