mercoledì, Dicembre 1

Carcere senz’acqua, pena supplementare Rubinetti a secco, celle come forni. L'emergenza idrica nei penitenziari: sotto silenzio, come al solito

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Ora un ‘compleanno’ di cui si vorrebbe fare a meno. Una barbarie che negli Stati Uniti chiamano ‘Old sparky’ (‘la vecchia che fa scintille’), e compie 125 anni; è la sedia elettrica, che a quanto pare è stato il metodo preferito per le esecuzioni della pena capitale sino agli anni ‘80: era il 6 agosto del 1890, quando venne usata per la prima volta: nella prigione di Auburn, stato di New York: William Kemmler viene legato alla sedia, coperto di elettrodi collegati ad un generatore e messo a morte. Condannato per l’omicidio della sua fidanzata Matilda Ziegler, Kemmler impiega oltre otto minuti a morire. L’autopsia rivela che gli elettrodi sulla schiena hanno bruciato persino la colonna vertebrale. Dalla testa del condannato si vede uscire del fumo. E’ un dentista, Albert Southwick, a suggerire per primo alla commissione dello stato di New York il metodo «più umano della forca. Con l’avvento della sedia elettrica, viviamo in una civiltà più evoluta da oggi in poi».

Un innovatore dell’energia elettrica, George Westinghwhouse, dice che «Avrebbero fatto un lavoro migliore con un’ascia»; e un giornalista presente all’esecuzione scrive sul suo giornale: «È stato uno spettacolo orripilante, ben peggiore dell’impiccagione».

Dal 1976, quando la Corte Suprema americana dà il via libera alle esecuzioni, si calcola che 158 siano state le esecuzioni con la ‘old sparky’; un quinto di queste nello Stato della Virginia. L’ultimo condannato a morte giustiziato con questo strumento nel 2013: Robert Glason, lui stesso chiede di essere ucciso in quel modo.

Attualmente può essere usata, in alternativa alle iniezioni, negli stati dell’Alabama, della Florida, in South Carolina, in Virginia, in Kentucky. In casi particolari anche in Oklahoma e Arkansas.

 

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