sabato, Maggio 15

Caravan e camper: una preziosa risorsa per il turismo

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Nonostante l’industria del caravanning abbia subito una frenata negli ultimi anni, dovuta a diversi fattori, quali la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, la crescente difficoltà di accesso al credito al consumo, l’aumento dell’Iva, nonché l’incremento del prezzo del carburante, il settore dei camper sta reagendo con tenacia per contrastare la fase recessiva.

Il comparto del caravanning del Bel Paese, con oltre 5.500 persone addette, genera annualmente un fatturato di 500 milioni di euro, rientrando stabilmente nel terzetto dei migliori produttori europei. Numeri confortati anche da una richiesta/offerta turistica che si distingue per cifre di tutto rispetto: ogni anno, oltre alla nutrita comunità tricolore composta da più di 800.000 camperisti, sono circa 3 milioni gli italiani e 2,7 milioni gli stranieri che percorrono le strade della Penisola a bordo di questi veicoli, generando a loro volta un fatturato annuo di 2,6 miliardi di euro (1,5 miliardi dal turismo domestico e 1,1 miliardi dal turismo estero). Secondo la ricerca del Ciset – Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, questi flussi rappresentano il 5,6% del movimento turistico italiano e il 5,4% di quello estero nel nostro Paese.

Dati quindi di valore, a conferma di come il comparto sia in fase di leggera ripresa dopo anni difficili. “A questi risultati si unisce un auspicato miglioramento dell’offerta delle aree di sosta”, commenta Francesca Tonini direttore generale Apc (Associazione produttori caravan e camper). “Grazie alle iniziative e agli incentivi di Apc rivolti ai Comuni italiani, sta prendendo forma la realizzazione di uno dei principali obiettivi dell’Associazione, colmare il gap nei confronti di realtà avanzate come Francia e Germania, storicamente all’avanguardia in termini di servizi legati al turismo in libertà. Migliorare e rendere più accessibili le aree di sosta italiane è un aspetto assolutamente prioritario per incrementare l’attrattività turistica e camperistica del nostro Paese”.

L’Apc realizza dal 2013 analisi e ricerche sul settore del turismo in libertà in Italia, attraverso uno studio approfondito sulle Regioni grazie alla consolidata collaborazione con il Ciset che elabora i dati dell’Osservatorio sul turismo in camper e in libertà nelle Regioni italiane. In particolare l’Osservatorio fornisce una fotografia aggiornata sulla diffusione e la valorizzazione di questa tipologia di turismo Regione per Regione, partendo proprio dalla valutazione dell’attrattività e del grado di capacità ricettiva dei singoli territori, nonché dal relativo potenziamento delle strutture in libertà per incrementare l’accoglienza di questo esercito di turisti.

Secondo i risultati del Rapporto Nazionale sul Turismo in Libertà in Camper e Caravan 2015, l’immagine del turismo in libertà in Italia risulta ampiamente articolata a livello territoriale. “Marche, Sardegna e Veneto sono le Regioni con la maggiore capacità di attrarre questo tipo di turismo la quota percentuale dei turisti che alloggia in campeggi e aree di sosta rispetto alla domanda regionale totale è la più elevata a livello nazionale. L’intensità della domanda in libertà è invece massima in Veneto e Valle d’Aosta, mentre la specializzazione dell’offerta ricettiva dedicata ai turisti itineranti risulta nettamente superiore alla media in Marche, Puglia, Valle d’Aosta, Abruzzo, Piemonte, e Toscana. La maggioranza delle Regioni italiane presenta una quota di aree di sosta attrezzate in libertà superiore all’80% dell’offerta regionale di aree di sosta. La qualità delle aree in Italia risulta quindi molto buona”, riferisce Francesca Tonini.

Considerando poi i Comuni partecipanti al Bando Apc per l’assegnazione di contributi destinati alla realizzazione di aree di sosta multifunzionali, come riporta la manager di Apc, “le Municipalità di Veneto, Lombardia, Umbria, Puglia e Molise sono quelle che mostrano una maggiore partecipazione, ossia che hanno fatto domanda per più edizioni del Bando. Anche per il 2015, la Regione Marche registra le migliori performance in tutti gli indicatori analizzati dall’Osservatorio, rappresentando quindi uno dei territori che ha maggiormente investito nelle potenzialità di questa modalità turistica, sia dal punto di vista dell’offerta dedicata ai turisti itineranti, sia della domanda in libertà sul totale regionale.

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