domenica, Ottobre 24

Caracas 2014: 2.464 morti in sei mesi A Caracas è facile morire o essere sequestrati e i colpevoli restano liberi.

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 Caracas, VenezuelaIl numero degli omicidi a Caracas nei primi sei mesi del 2014 ha raggiunto la cifra record di 2.464, secondo i documenti ufficiali dell’obitorio di Bello Monte.

Tra gennaio e giugno sono stati uccisi 70 poliziotti e 50 bambini e adolescenti, nonostante l’attuazione di vari piani di sicurezza coordinati dal Ministero degli Interni, della Giustizia e della Pace, nel quadro del piano di pattugliamento intelligente che prevede ronde della polizia e dei militari in 158 aree della città.

È uno schema che si ripete anno dopo anno, e si fonda sul fatto che ci sono più soldi per la strada, le persone escono di più e aumenta il consumo di alcol; quest’anno c’è stato anche un aumento delle armi da fuoco e un’escalation nel consumo di droga, fattori che influenzano l’incidenza della criminalità e delle morti violente in particolare,” ha detto l’avvocato Monica Fernandez, che lavora sul contrasto dei fenomeni di violenza.


I gruppi vulnerabili

A Caracas sono morte in media 45 persone ogni settimana, nei primi sei mesi dell’anno, e per il secondo anno consecutivo; secondo quanto rilevato da ‘El Universal‘, bambini e adolescenti sono stati il ​​gruppo di età più vulnerabile.  

In Venezuela è diminuita anche la fascia di età delle vittime e degli autori dei crimini. Andiamo dai 15 ai 25 anni, e i reati commessi sono sempre più reattivi, con meno consapevolezza, e questa è solo un’altra conseguenza dell’impunità,” ha detto l’avvocato.  


Un’uniforme non protegge
 

Il secondo obiettivo principale dei delitti è la polizia: nel 2010 sono stati 59 gli agenti uccisi e nel 2011 il numero è salito a 83 agenti; questo significa che c’è stato un aumento del 40,6%. Nel 2012 il numero dei soldati uccisi nella capitale era 106 e nel 2013 ci sono state 100 vittime.

Un altro fattore che a parere degli esperti può influenzare l’aumento dei tassi di criminalità nella capitale è la crescente apatia dei membri delle agenzie di sicurezza, generata dalle cattive condizioni di lavoro e dall’impunità dei criminali.

La polizia venezuelana si sente non supportata, non solo economicamente ma anche in senso legale e dai pubblici ministeri, perché sono convinti che alcuni di loro li vedano come nemici; non si sentono sostenuti dal punto di vista politico nella loro lotta quotidiana per smantellare la criminalità organizzata e, peggio ancora, ritengono che gruppi come il Collettivo 23 gennaio, FBL, i guerriglieri e i paramilitari abbiano più potere di loro,dice il criminologo Fermín Mármol García. 

 

La mancanza di incentivi

L’esperto afferma che non si tratta solo della carenza – in tutto il paese – del numero degli agenti di polizia, soprattutto a Caracas, dove la Polizia Nazionale Bolivariana funziona solo in una parte della città; il problema è l’impunità, la crisi delle istituzioni e del sistema amministrativo della giustizia, che favorisce l’aumento dei tassi di criminalità e di inerzia agenti di polizia.

Visto il numero carente degli agenti e la mancanza di sostegno, la polizia venezuelana ha assunto un atteggiamento quasi accasermato ed evitano tutti gli scontri che potrebbero essere problematici o potrebbero fargli perdere il lavoro,la libertà o persino la vita,” ha dichiarato Mármol García.


I rapimenti aumentano
 

Un altro crimine che continua a crescere in Venezuela è il sequestro di persona. Solo durante la prima metà di quest’anno, alla divisione di polizia scientifica anti-estorsione e sequestri sono stati segnalati 110 casi e 121 vittime.

Il distretto Capitale è stato quello con la maggior parte dei casi segnalati, ben 29. La denuncia più recente ha riguardato il commerciante di origine portoghese José Maia, 49 anni, rapito nella mattina del 7 luglio in una zona ad ovest di Caracas, mentre un camion scaricava le merci davanti al suo negozio.

I rapitori hanno chiesto ai parenti della vittima una quantità di bolivares molto elevata, negoziandola con il fratello di Maia e con sua moglie. Rendendosi conto che la trattativa non avanzava, i rapitori hanno ucciso e squartato la vittima. Sei giorni dopo, nel mercato di San Martino, nel centro di Caracas, sono stati trovati la testa e le mani di Maia.

La brutalità con cui i criminali agiscono ha a che fare con gli alti livelli di impunità nel paese. Si sa che gli autori dei reati hanno un’alta probabilità di farla franca,” ha detto Mármol García.

Nella stessa settimana di questo sequestro, sono stati segnalati altri due casi di rapimento a Caracas, con sette vittime, tra cui cinque adolescenti di età compresa tra 15 e 17 anni.

“Le bande criminali a Caracas escono di notte per rapire le persone, perché sanno che le famiglie sono disposte a pagare l’importo – se possono – in cambio del rilascio delle vittime,” ha detto l’avvocato e criminologo.

In un caso segnalato alle autorità del CICPC, quattro ragazzi all’interno una Mitsubishi Lancer sono stati intercettati da una banda criminale, mentre si spostavano nel quartiere Vizcaya, a est di Caracas.

Dopo diverse ore di trattativa con i genitori dei giovani, i delinquenti – ottenuto un bottino in dollari, euro e gioielli d’oro – hanno rilasciato i ragazzi in via Francisco Fajardo.

Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli

 

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