venerdì, Ottobre 22

Capucci dionisiaco tra moda e arte Firenze saluta il ritorno a Palazzo Pitti dello stilista romano tra i più famosi al mondo

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Un Capucci inedito  ma  non  nuovo ad incursioni nel teatro e nel cinema ( il suo talento si era già espresso in Teroema di Pier Paolo Pasolini (1968) e nell’attività di alcuni enti lirici – dall’Arena di Verona al Teatro San Carlo di Napoli – che hanno avuto il privilegio di vestire di primedonne del canto, quali Raina Kabajvanska, in abiti Capucci. Il che conferma quanto scriveva  Kirsten Aschengreen Piacenti in occasione della Mostra della mostra ospitata a Palazzo Strozzi nel 1990 su  Roberto Capucci. L’arte della moda:  volume, colore, metodo.  «Roberto Capucci – è la conferma del detto di William Morris: C’è un artista in ogni artigiano e un artigiano in ogni artista».

E di artigiani che talvolta si fanno artisti, se ne sono visti  nei giorni scorsi  alla 93° edizione di Pitti Immagine Uomo che ha coinvolto l’intera città, e non solo la sede espositiva della Fortezza da Basso. Il bilancio è stato positivo: un incremento del 2.5% rispetto all’edizione del gennaio 2017,  25 mila buyer e oltre 36mila visitatori. Tra i compratori esteri  si è registrata una crescita del +4% (quasi 9.200 in totale i buyer internazionali), ottime presenze da Corea (+14%), Russia (+31%), Olanda (+15%), Francia (+3%), Giappone (+3%), Stati Uniti (+20% nel numero dei negozi), Austria (+8%) e Portogallo. Bene anche quelli che possono essere considerati mercati relativamente nuovi come Messico, Australia, Brasile e India. Tra i paesi nord europei spiccano i risultati di Norvegia e Finlandia (Guest Nation di questa edizione), e a sorprendere maggiormente è l’exploit dell’Europa dell’Est tra cui   Polonia con il raddoppio dei suoi compratori, Repubblica Ceca, Romania, Ungheria, Bulgaria, Slovacchia), seguita dai Balcani con Serbia, Slovenia e Croazia e all’Estonia.  La settimana si è chiusa

con la presentazione dei modelli realizzati dagli studenti dell’Istituto Europeo di Design utilizzando materie prime green.  Nel corso della Rassegna cena e spettacolo al cinema teatro Odeon  per l’evento Cuoio  di Toscana, in occasione della presentazione del nuovo progetto a sostegno dell’alto artigianato italiano: svelata una capsule collection di calzature firmate da Mario Bemer Firenze. Presso mi fratelli Bemer (Mario e Stefano, prematuramente scomparso), fece il proprio apprendistato il Premio Oscar Daniel Day Lewis,  che ogni giorno frequentava diligentemente il laboratorio di S.Frediano. Fino a quando Martin Scorsese,  dopo insistite apparizioni non riuscì a strapparlo a questa sua attività creativa e ricondurlo sulla strada del cinema per il film Gangs of New York. Ma questa è una storia che l’Indro ha già raccontato.  Dieci le creazioni per Cuoio di Toscana,  totalmente personalizzabili grazie al configuratore virtuale,  che permette oltre 8mila combinazioni per personalizzare la scarpa, scegliendo tra modelli, materiali, cuciture e colori.

La capsule collection è il primo dei nuovi progetti di Cuoio di Toscana a sostegno della filiera della calzatura di qualità, che saranno rivelati nei prossimi mesi. Presentato anche uno spettacolo e il documentario Cinque  dedicato al Cuoio di Toscanaconsorzio leader nella produzione di cuoio da suola (con quote di mercato pari al 98% di quello italiano e oltre l’80% di quello europeo).  Guest star della serata Patty Pravo, un’artista che – ricorda il presidente di Cuoio di Toscana Antonio Quirici – ha dato tanto alla musica e alla moda, la persona giusta per un evento Pitti, vetrina internazionale e salone dedicata alle nuove tendenze del lifestyle. La stessa Patty Pravo ha esposto qualche tempo fa, alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti, un proprio abito di scena. Da Pitti la moda italiana è partita e a Pitti ritorna, come espressione artistica. La Mostra di Capucci è aperta fino al 14 febbraio.

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