venerdì, Ottobre 22

Canone Rai, Renzi va in bolletta

0
1 2


L’intervista doppia, rilasciata in simultanea domenica pomeriggio dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e dall’ispiratore della nuova Ala governativa Denis Verdini, apre di diritto la cronaca politica della giornata. Ospite di Lucia Annunziata su Rai3, il premier riesce ad infilare nella sua narrazione persino l’introduzione nella bolletta elettrica del canone Rai, ridotto a 100 euro per azzerare l’evasione dell’odiato balzello. Furibonda oggi la reazione del M5S e di Matteo Salvini che il canone Rai lo vuole eliminare perché è «una truffa». A loro modo di vedere, Renzi dimentica di aggiungere che quei ‘denari’, espressione a lui cara, servono per foraggiare la (dis)informazione dei tg del (dis)servizio pubblico (tutti schierati acriticamente con il potente di turno, vedi Matteo), oltre che a permettere una vacanza permanente a viale Mazzini per migliaia di ‘furbetti della raccomandazione’ che altrimenti starebbero a mietere il grano da qualche altra parte. Il ‘Leone di Fivizzano’, da par suo, se la canta (letteralmente) su Sky e le canta anche all’amico ‘Matteuccio’ ricordandogli che «la maggioranza al Senato non c’è» senza di lui.

Guerra di carte bollate a Roma. Esposto in procura di Fratelli d’Italia contro le presunte ‘spese pazze’ del sindaco Ignazio Marino, emerse nei giorni scorsi dopo l’accesso forzato agli atti del Campidoglio, che oggi minaccia querele, compiuto dai consiglieri M5S i quali, a loro volta, ricorrono alla Corte dei Conti. Nel week-end il partito di Giorgia Meloni era uscito trionfatore dal ‘congressino’ di AN, tenendo saldamente le mani sul multimilionario patrimonio della Fondazione alla faccia di Gianfranco Fini e Gianni Alemanno.

Il vendoliano Massimiliano Smeriglio annuncia la «nascita di un nuovo soggetto unitario della sinistra italiana». ‘Assemblea costituente’ fissata per i primi di dicembre a Roma. Ma prima, entro ottobre, Sel, alcuni ex Pd come Stefano Fassina, Pippo Civati, Sergio Cofferati, insieme ad altri ‘rimasugli’ M5S, daranno vita ad un gruppo parlamentare unico.

Da segnalare la clamorosa notizia, fonti siriane, del riscatto di 11mln di euro pagato a gennaio per liberare le due ‘cooperanti’ Greta e Vanessa. Maurizio Gasparri presenta un’interrogazione per sapere se il governo ha «ceduto alle pressioni dei terroristi». M5S e Lega chiedono le dimissioni del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni perché «ha mentito».

Oggi pomeriggio, intanto, è ripreso il noioso iter delle riforme costituzionali in Senato, reso un po’ meno soporifero dal sex gate che ha come protagonisti le parlamentari del M5S insultate dagli ‘Alvaro Vitali e Bombolo’ verdiniani Lucio Barani e Vincenzo D’Anna. Il secondo ha già fatto sapere di non avere alcuna intenzione di scusarsi perché «ormai gli organi sessuali sono diventati interpunzioni nel linguaggio di tutti». Comunque sia, il Consiglio di Presidenza di Palazzo Madama ha istruito un ‘processo del lunedì’, con tanto di moviolone, che si è concluso con la squalifica di 5 giornate dall’aula per entrambi.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->