venerdì, Ottobre 22

Canone Rai: Quali cambiamenti?

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Il canone Rai è una imposta statale che, al pari di altre tasse (IMU, TARI, TASI), se non viene pagata dai contribuenti è considerata evasione fiscale. Il mancato pagamento prolungato provoca il sollecito di Equitalia, anche se la sanatoria 2015, entrata in vigore a inizio anno, ha escluso i debiti minori tra cui il mancato pagamento del canone.

Il premier Renzi ha annunciato proprio in questi giorni l’antipasto di una legge di Stabilità che per il nuovo anno impone, oltre alla riduzione del canone in bolletta (dai 113,5 euro nell’anno vigente ai 100 euro per il prossimo), un cambiamento nella modalità di riscossione del pagamento. All’annuncio di Renzi, a oggi, non ha fatto seguito un chiarimento da parte del Ministro competente nelle Comunicazioni che confermasse con quali modalità il canone dovrà essere incassato. Non sono ancora ben chiari quali potrebbero essere i criteri. Negli annunci si prospetta una riforma che tenga conto delle fasce di reddito prospettando una possibile esenzione del reddito basso (attualmente la soglia è quella dei 75 anni).

Prepondera la posizione di un avvicinamento al modello spagnolo: si prevede di far pagare il canone Rai addebitandolo nella bolletta di energia elettrica.

Un antipasto, quello annunciato da Renzi, che crea mal di pancia non solo fra le associazioni di consumatori, ma anche fra le compagnie elettriche che protestano perché sostengono che il canone Rai complica loro la vita, aumentando anziché diminuire i costi in bolletta. Questo sta già creando un impasse proprio alla vigilia dell’approvazione della Legge di Stabilità, il cui obiettivo sarà quello di contribuire a ridurre l’evasione fiscale che passa anche attraverso il mancato pagamento di questa imposta.

Abbiamo chiesto a Mauro Antonelli, dell’Unione nazionale Consumatori, perché l’introduzione del canone in bolletta sarebbe inefficace, cercando di capire  se esistono dei parametri fiscali con i quali è possibile accertare, oltre ogni ragionevole dubbio, che il cittadino realmente non possieda uno strumento radiotelevisivo.

L’unica possibilità è che le forze dell’ordine entrino in casa a controllare se il cittadino possieda o meno un televisore. Una perquisizione vera e propria. Altrimenti, per l’inversione dell’onere della prova deve essere il cittadino a dimostrare di non essere possessore della radio o della televisione”.

Il ché è molto difficile da comprovare. Allo stesso modo, la riscossione del canone in bolletta sarebbe una procedura complessa in un sistema, quello dell’energia elettrica, di per sé ingarbugliato.”Le aziende si rendono conto che già ci sono sufficienti disguidi nell’invio dei conguagli, con ritardi nell’invio delle fatturazioni.”

E ciò ha comportato anche l’apertura di procedure antitrust. Solo la scorsa estate sono state aperte quattro procedure nei confronti di Acea, Edison, Enel ed Eni.

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