Canale Nicaragua: progresso o distruzione? Per il Governo sarà una svolta per il Paese, ma non tutti la pensano così

Un’ulteriore valutazione che andrebbe fatta è quella riguardante il turismo, una delle maggiori fonti di sostentamento del Nicaragua. Le persone che visitano questo Paese in effetti lo fanno per le coste sia pacifiche che caraibiche caratterizzate dalle spiagge bianche e dal mare cristallino, per le isletas del Lago Nicaragua, per le foreste tropicali e per i vulcani ma, come domanda un taxista nicaraguense che vive proprio grazie al turismo: «La gente continuerà a venire quando invece della tranquillità incontaminata troverà le enormi navi cargo delle rotte internazionali?».

Secondo il Governo, dunque, il nuovo canale non porterà altro che ricchezza per il proprio Paese. Dal punto di vista degli oppositori, invece, il progetto avrà come conseguenza la distruzione dell’ambiente, la deportazione forzata di migliaia di persone e la perdita del lavoro di tutti coloro che riescono a vivere grazie al turismo. Il tutto in cambio di qualche posto di lavoro a tempo determinato (sembra che i lavori dureranno circa cinque anni) e di un canale di cui il Nicaragua non avrà il diretto controllo per almeno cento anni.

Quando si discute della costruzione di opere tanto imponenti esistono sempre sia aspetti positivi che negativi e, per prendere la decisione migliore, andrebbero sempre valutati in modo oggettivo entrambi. La grande critica che si può muovere ad Ortega è il fatto che non si è reso disponibile ad ascoltare le ragioni di chi si oppone a questo nuovo canale, tanto da impedirne le manifestazioni nella capitale. Non possiamo sapere se le accuse che gli sono state rivolte riguardo agli interessi personali che avrebbe nella realizzazione del canale siano vere, ma forse un maggiore ascolto della popolazione lo aiuterebbe ad ottenere un appoggio più solido in occasione di scelte tanto importanti per il Paese di cui è a capo.