lunedì, Ottobre 25

Canada: i liberali di Trudeau vincono le elezioni Stop ai raid contro l'Is, avanti con il controverso progetto Keystone

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Il Canada volta pagina. I liberali di Justin Trudeau hanno vinto le elezioni federali battendo i conservatori del premier Stephen Harper, in carica dal 2006. Trudeau, figlio dello storico leader del partito Pierre Trudeau, diventa così il secondo premier più giovane (43 anni) nella storia del Canada dopo il conservatore Joe Clark, eletto a 39 anni, e il secondo anche tra i Paesi del G7, dopo Matteo Renzi (40 anni).
La ‘valanga’ liberal ha sorpreso anche i più scettici: il partito era al terzo posto nei sondaggi, ma negli ultimi giorni di campagna elettorale, la più lunga (78 giorni) nella storia recente del Paese, è rimontato fino ad arrivare in testa. Anche grazie al suo leader. Con la vittoria di ieri, il partito di Trudeau ha ottenuto a sorpresa la maggioranza assoluta al Parlamento di Ottawa con 184 seggi su 338 contro i 102 dei conservatori e i 41 del partito democratico (Ndp).
Harper, che sperava in un quarto mandato, si avvia invece verso le dimissioni da leader del partito che avrà una guida ad interim fino alla prossima convention.
Contro Harper hanno pesato la crisi economica e il rischio di recessione. Dopo una rapida crescita economica, il Pil canadese è sceso per cinque mesi consecutivi, da gennaio a maggio 2015, a causa del crollo del prezzo del petrolio e della crisi cinese, e la Banca centrale ha dovuto abbassare il costo del denaro due volte per sostenere l’economia. Con questa situazione, per Harper è stato difficile mantenere una delle più importanti promesse elettorali: portare il bilancio in pareggio entro il 2015.
Justin Trudeau, come dicevamo, porta un nome importante. Il padre è Pierre Trudeau, lo storico premier del Canada morto nel 2000 che governò per 15 anni il Paese, dal 1968 al 1984, con una sola interruzione, e che rimane uno dei pochi politici canadesi conosciuti all’estero e in America, dove fu spesso paragonato a John F. Kennedy per il suo carisma. Per Justin seguire le orme del padre non sarà per nulla facile, ma i canadesi sono dalla sua perte. Ex insegnante, 43 anni, con un passato da buttafuori e istruttore di snowboard, il primogenito di Trudeau è sposato con una ex presentatrice tv che gli ha dato tre figli. Per adesso ha dalla sua parte il merito di aver risollevato le sorti del partito dopo la peggiore sconfitta elettorale della sua storia, nel 2011, quando arrivò terzo, dietro l’Ndp, con appena 34 seggi in Parlamento.
Il neo premier ha condotto una campagna elettorale intelligente, resistendo agli attacchi degli oppositori, Harper su tutti, che ha puntato sulla sua inesperienza per tentare di screditarlo. Ha focalizzato la sua attenzione sulle classe media, impegnandosi a imporre più tasse ai ricchi, ridurre il deficit per aumentare la spesa pubblica. Con Trudeau al potere, secondo gli analisti, le tensioni con gli Usa potrebbero diminuire. Harper ha evitato la legislazione sui cambiamenti climatici e si è scontrato con l’amministrazione Obama sul controverso oleodotto Keystone XL che invece Trudeau sostiene anche se con alcune riserve.
Nei dettagli, Trudeau ha promesso un «vero cambiamento» in Canada. Nel programma elettorale con cui i liberali hanno ottenuto una consistente maggioranza al Parlamento vi sono in effetti delle svolte nette, soprattutto in politica estera.
In campagna elettorale Trudeau infatti ha promesso di mettere fine alla partecipazione del Canada ai raid contro lo Stato Islamico – come confermato nella telefonata di congratulazioni ricevuta da Obama – aumentando invece l’impegno nell’addestramento delle forze iraèhene e negli aiuti umanitari in Siria. In particolare il leader liberale si è impegnato ad accogliere 25mila rifugiati siriani.
Sempre sul fronte internazionale, Trudeau intende ritirare il Canada dal programma per i caccia F35, risparmiando così fondi necessari per  rilanciare le forze armate canadesi ed acquistare, dopo un bando aperto e trasparente, dei velivoli meno costose per sostituire i datati caccia Cf-18.
Sul fronte della politica interna, Trudeau prospetta una riduzione delle tasse per i redditi medi, bilanciata da aumenti per i più ricchi. E promette una politica economica rivolta alla crescita, mettendo in conto tre anni di conti in rosso per raddoppiare gli investimenti nelle infrastrutture. In generale, il programma prospetta una politica più liberal, con alleggerimenti alla controversa legge antiterrorismo varata dal governo conservatore e la legalizzazione della marijuana.
Pur ribadendo il sostegno al controverso progetto Keystone, l’oleodotto che dovrebbe portare il greggio canadese alle raffinerie americane sul Golfo del Messico, la cui realizzazione da anni aspetta l’ok definitivo dall’amministrazione americana, Trudeau ha detto che si deve fare molto più di quanto fatto dal precedente governo per da raccogliere le preoccupazioni e le critiche degli ambientalisti. In proposito, «i risultati delle elezioni canadesi non avranno alcun impatto sul calendario o decisione sul progetto dell’oleodotto Keystone», ha detto il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest.
In ultimo, il leader liberale si è anche impegnato all’avvio di un’inchiesta nazionale sulla scomparsa e l’assassinio di donne appartenenti alle comunità dei nativi, una richiesta che il premier uscente Harper ha più volte negato.

 

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