mercoledì, Maggio 25

Canada: Freedom Convoy, populismo in salsa canadese Milioni di dollari di finanziamento, organizzazione perfetta praticamente militare, uomini della Polizia e dell'Esercito tra i vertici del movimento. Dietro la manifestazione, l'operazione di occupazione organizzata dall'estrema destra

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Dal 28 gennaio, un convoglio di sedicentelibertàoccupa Parliament Hill, a Ottawa, in Canada. Si tratta del Freedom Convoy.
Quella che era parsa all’inizio una manifestazione si è rapidamente trasformata in un’occupazione, di fronte al principale simbolo della democrazia canadese, e in una grave crisi per la sicurezza pubblica, difronte la quale le autorità del Canada sembrano impotenti.
L’evento che ha innescato il Freedom Convoy è stato l’annuncio, nel novembre 2021, da parte del Ministro dei Trasporti canadese, che la prova della vaccinazione contro il Covid-19 sarebbe stata richiesta a tutti i lavoratori dei trasporti a partire da metà gennaio 2022.

L’atteggiamento dell’opinione pubblica difronte a quanto sta accadendo varia in modo significativo in base all’affiliazione politica. È il più forte tra gli elettori del Partito popolare (82%), dei Verdi (57%) e del Partito conservatore (46%). Al contrario, gli elettori del Partito Liberale (75%), NDP (77%) e Bloc Québécois (81%) affermano di avere poco in comune con il modo di vedere i manifestanti.
L’impatto economico è notevole: il movimento sta bloccando l’accesso all’Ambassador Bridgeche collega Detroit, Michigan, con Windsor, Ontario. E sotto tiro non è soltanto Ottawa,blocchi a imitazione di Ottawa stanno interessando altre citta (Toronto, Quebec City, Calgary, tra le altre), alcune delle rotte più trafficate che collegano il Canada agli Stati Uniti. Blocchi che stanno causando carenze di componenti negli stabilimenti dell’Ontario, interrompendo le catene di approvvigionamento. Le più colpite sono le principali case automobilistiche che hanno stabilimenti nell’area, portando a interruzioni della produzione e a un allarme crescente perchè a rischio c’è il commercio del Paese con gli Stati Uniti, il suo principale partner commerciale. Le case automobilistiche, che stanno già soffrendo per una carenza globale di semiconduttori necessari per alimentare le loro auto, sono particolarmente colpite dalla chiusura parziale dell’Ambassador Bridge, un collegamento che rappresenta circa un terzo del commercio tra i due Paesi.
Anche l’impatto politico e sociale non è meno poderoso.

Frédérick Guillaume Dufour, professore di sociologia politica presso l’Università del Quebec a Montreal e professore associato nel dipartimento di sociologia della Laval University, analizza le proteste in corso nella loro dimensione politica, ideologica e socio-storica.«Questo cosiddetto movimentocamionistanon è esattamente uno». E non gode del sostegno unanime dell’ambiente degli autotrasportatori, anzi. «La Canadian Trucking Alliance ha denunciato inequivocabilmente l’usurpazione della rappresentanza dei camionisti da parte degli organizzatori del convoglio. Si stima che il tasso di vaccinazione tra i camionisti sia compreso tra l’85%e il 90%, che è simile alla media canadese». I camionisti in protesta, dunque, rappresentano una minoranza vociante, sia tra i colleghi sia tra i cittadini. Il Canada ha uno dei tassi di vaccinazione più alti al mondo, con circa 4 canadesi su 5 completamente vaccinati, secondo i dati della Johns Hopkins University. E il Governo ha confermato quanto sostenuto dalla loro associazione: quasi il 90% dei camionisti canadesi è completamente vaccinato e idoneo ad attraversare il confine.

Drew Dilkens, sindaco di Windsor, ha detto: «Li definirei un gruppo senza leader e, francamente, le richieste di queste persone non sono omogenee. Ci sono persone qui che protestano contro il governo, come si vedrebbe a una protesta del G-7 o del G-20. Ci sono persone che stanno protestando contro le iniziative sui cambiamenti climatici e ci sono alcune persone che protestano contro l’obbligo dei vaccini».

Secondo Dufour, il movimento è «logica continuazione di decenni di deregolamentazione del settore dei trasporti, il convoglio propone una concezione del lavoro molto individualistica, addirittura libertaria. Non si denunciano le precarie condizioni di lavoro, ma i regolamenti governativi che minano le libertà individuali dei piccoli appaltatori di trasporti. È quindi più appropriato parlare diarmamentodell’opposizione alle misure sanitarie (‘armamento’: il fatto di attrezzare un movimento politico) da parte degli imprenditori politici della destra populista canadese e americana».

Chi sono, dunque, gli organizzatori di questo movimento? Secondo Dufour, «gli imprenditori politici dietro il movimento sono figure chiave nei partiti politici del Canada occidentale. Patrick King, attivista della cospirazione dell’Alberta, etnonazionalista è il co-fondatore del partito Wexit Canada. Divenuta ‘Maverick Party’, questa formazione rivendica la separazione delle province occidentali dal resto del Canada. Tamara Lich è la coordinatrice regionale dello stesso partito in Alberta. BJ Dichter è un ex candidato del Partito conservatore canadese, ora sostenitore del Partito popolare». E poi, Maxime Bernier, leader del Partito popolare canadese di estrema destra, e James e Sandra Bauder, leader di un gruppo che si fa chiamare Canada Unity. SecondoSky News‘,Bauder «è un sostenitore della teoria del complotto di QAnon e ha apertamente chiesto che Trudeau venga processato per tradimento delle sue politiche Covid».
Il movimento, poi, ha ricevuto il sostegno di alcune figure della destra americana, tra cui l’ex Presidente Donald Trump, che ha definito Justin Trudeau un «pazzo di estrema sinistra», le cui politiche sanitarie avrebbero «distrutto il Canada», ma anche il miliardario Elon Musk ha espresso sostegno ai camionisti.

Interessante sarebbe definire le fonti di finanziamento, decine di milioni di dollari che finanziano l’operazione. Ma qui non c’è chiarezza. Secondo alcune fonti, una parte dei fondi proverrebbero da altri Paesi come gli Stati Uniti, e forse anche Russia e Cina. Gli organizzatori del convoglio hanno raccolto decine di milioni di dollari in poche settimane, un record, in forma di donazioni anonime, attraverso piattaforme di crowdfunding come GoFundMe e GiveSendGo, molte dagli Stati Uniti. Un ruolo in questa raccolta, lo avrebbe avuto, secondo alcune analisi,anche Steve Bannon, l’ideologo di Trump. Secondo la Polizia di Ottawa, come riportato dal ‘Washington Post‘, «un ‘elemento significativo’ degli Stati Uniti è stato coinvolto nella partecipazione, nel finanziamento e nell’organizzazione» del Freedom Convoy. «La giornalista Sandy Garossino, avvocato ed esperta nel settore della beneficenza canadese, definisce i 10,1 milioni di dollari raccolti dalla campagna GoFundMe degli organizzatori di proteste nelle due settimane prima che il sito di crowdfunding la sospendesse ‘estremamente sospetta’», e analizza nei dettagli tutti gli elementi che la portano tra il resto a concludere che vi sarebbe anche attività di riciclaggio.
Quando GoFundMe ha interrotto la campagna, gli organizzatori sono passati a
GiveSendGo, che ora afferma di aver raccolto donazioni per oltre 9 milioni di dollari da oltre 102.000 donatori, con un obiettivo della campagna di 16 milioni di dollari. Stessa piattaforma -che si definisce ‘cristiana’-, per altro, che raccoglie i fondi sostenere gli avvocati di Donald Trump.

Alcuni manifestanti sono stati osservati recaresimboli nazisti. Ci sono state segnalazioni di molestie ai residenti e violenze contro i passanti,segnaletica Trump 2024, e possibili crimini d’odio. Queste preoccupazioni, si fa notare, si adattano alle attività criminali dei gruppi di destra identificate in un rapporto presentato a Public Safety Canada e hanno portato a interrogarsi sulle libertà per le quali i manifestanti stanno combattendo.
«
Ciò di cui tratta veramente questoconvoglio della libertàè l’interesse personale», afferma Gerald Walton, docente di Educazione al Genere, Sessualità e Identità presso la Lakehead University, esperto di esclusione sociale. «È una richiesta petulante dei partecipanti di essere in grado di fare quello che vogliono, quando vogliono,indipendentemente da chiunque altro. La libertà è limitata a ciò che possono vedere allo specchio». Poi c’è la ‘libertà’ degli altri canadesi, la maggioranza, quella degli indigeni, dei musulmani, dei canadesi asiatici, vittime, tutte del razzismo. Quella delle «donne e ragazze che continuano a subire sessismo, molestie sessuali, aggressioni sessuali e sfruttamento sessuale per mano degli uomini», «Chiedi alle persone trans che hanno regolarmente a che fare con la transfobia. Chiedi a persone immigrate, disabili, povere, in sovrappeso».

Le forze dell’ordine sono state evidenziate come un problema. E’ stato fatto il confronto tra la risposta della Polizia al convoglio dei camionisti e il modo in cui sono state gestite le proteste degli indigeni e dei neri. «Le differenze nelle tattiche di intervento sono evidenti», afferma Temitope Oriola, docente associato di sociaologia presso l’Università di Alberta, studiosa di Polizia, uso della forza, terrorismo e insurrezioni armate. «Tuttavia, è un errore considerare questo principalmente o esclusivamente un problema delle forze dell’ordine: la paralisi superficiale delle forze dell’ordine parla di questioni più ampie nella nostra società», e chiama in causa la politica. «I manifestanti del ‘convoglio della libertà’ sono stati in grado di attingere a un livello di capitale politico che la maggior parte delle persone che scendono in piazza per lottare per i propri diritti raramente hanno». «I camionisti e la loro rabbia possono essere usati come catalizzatori per la mobilitazione elettorale e la loro protesta viene affrontata con maggiore cautela». Il continuo afflusso di contanti, sostiene Oriola, suggerisce che ilconvoglio della libertàva oltre alcuni elementi marginali della società. Per prospettiva, afferma la studiosa, «considera che nel 2021, l’NDP, in Alberta, ha raccolto 6,2 milioni di dollari nel 2021, la più alta raccolta di fondi di sempre, mentre gli United Conservatives hanno generato 3,8 milioni di dollari». Il convoglio è una macchina generatrice di denaro che rivaleggia con diversi partiti politici affermati. Chiaro l’interesse della politica a non scontrarsi frontalmente con il convoglio.
«La Pol
izia, anche se potrebbe non prendere indicazioni da funzionari eletti, prende spunto dai leader politici. La portata e l’interruzione del convoglio della libertàrappresenta una scelta politica di inazione da parte dei leader eletti e dei capi della Polizia. Gli agenti nelle strade probabilmente avrebbero agito in modo rapido e deciso se fossero stati adeguatamente diretti molto prima dell’arrivo dei camion. Importa chi protesta e la posizione sociale e politica che occupa», afferma Oriola.
A ciò si aggiunge un elemento ancora più preoccupante: l’infiltrazione della destra estrema nella Polizia. «Un rapporto declassificato del 2020 dell’Integrated Terrorism Assessment Center del Canada rileva che gruppi di estrema destra come i Proud Boys stannoreclutando attivamentemembri della Polizia e dell’Esercito in servizio e in pensione», conclude Temitope Oriola.

La Polizia di Ottawa è stata criticata per non aver fatto rispettare le leggi locali e federali. Secondo alcuni potrebbe essere ritenuta responsabile per le perdite subite dalla gente del posto, in particolare dalle attività che hanno chiuso e perso ingenti entrate. Erika Chamberlain, Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell Western University, specializzata in responsabilità extracontrattuale della Polizia e delle autorità pubbliche, afferma che «in Canada, la Polizia può essere citata in giudizio per non aver protetto le vittime di reati in alcune circostanze». Ma la particolarità della situazione potrebbe giocare a favore della Polizia. I «danni più sostanziali non sono danno fisico, ma la perdita economica per le aziende che hanno chiuso. L’inerzia della Polizia sembra più eclatante quando la vita e la sicurezza di vittime identificabili sono in pericolo rispetto a quando si perdono profitti». A ciò si aggiunga che le denuncie di molestie che sono state presentate, non hanno caratteristiche di rilevanza tali da poter diventare cause; i reati rilevanti a Ottawa (ad esempio maltrattamenti e violazioni del livello di rumore) sono di natura pubblica e non sono mirati a vittime specifiche; la Polizia di Ottawa ha dovuto bilanciare la necessità di far rispettare i diritti costituzionali della libertà di espressione e di riunione. Insomma, in questo caso il massimo che si potrebbe ottenere da una causa, potrebbe essere «attirare l’attenzione sull’inerzia ufficiale e quindi esercitare pressioni per il cambiamento».

Frédérick Guillaume Dufour identifica le radici del movimento nella destra libertaria. «L’attuale movimento è uno dei recenti esempi di resistenza regionale in Canada. Fa parte della lunga storia della politica di protesta occidentale. Caratterizzate da una forte dimensione populista, una serie di ‘terze parti’ sono riuscite così a convertire l’insoddisfazione collettiva in un’accumulazione di capitale politico sulla scena provinciale e anche nazionale. A destra dello spettro politico, queste formazioni condividono un contenuto ideologico: conservatorismo sociale e fiscale e, in alcuni casi, un ancoraggio alla supremazia anglosassone.
Come altre formazioni nel Canada occidentale, l’attuale movimento mobilita una serie di riferimenti all’alt-right americana, la bandiera dei Confederati, attraverso la sua opposizione al governo ‘centrale’, o l’appello per un ‘6 gennaio canadese’, in riferimento all’invasione del Campidoglio, a Washington, da parte di militanti di Donald Trump. Il convoglio è sostenuto anche da parte della destra conservatrice americana, di cui alcuni esponenti hanno probabilmente partecipato al movimento».

La polarizzazione attivata dal movimento, prosegue Dufour, «si nutre di tre strategie di inquadratura. Una prima è ciclica. Attiva la polarizzazione tra sostenitori e detrattori delle restrizioni sanitarie poste in essere dal governo federale e dalle province. Permette di scovare gli oppositori delle misure sanitarie, molti dei quali fanno parte del movimento cospirativo.

Un secondo quadro è strutturale. Fa parte della dinamica federale canadese. Attiva il sentimento di alienazione degli elettori nel Canada occidentale, coltivando una forma di sfiducia nei confronti del governo federale, delle politiche separatiste, dei progetti separatisti. Questasensazione di essere ignorati nella politica nazionale, specifica dell’Occidente e in particolare delle Praterie, è diversa dalla sovranità del Quebec.A ciò si aggiunge un inquadramento populista che propone una polarizzazione tranoi meritevoli‘, i lavoratori (autotrasportatori), e ‘loro,disonesti e corrotti‘, le élite liberali del centro e una parte dei lavoratori dell’immigrazione. Nel discorso degli organizzatori del convoglio, questo ‘noi’ è stato associato anche alla difesa di un’identità bianca e anglosassone. Quando questi tre frame sono sovrapposti, il Partito Liberale del Canada appare sistematicamente nel polo preso di mira». L‘opposizione alle misure sanitarie sembra costituire l’unico legame tra i manifestanti dell’Occidente e quelli del Quebec, solo il Partito conservatore del Quebec di Éric Duhaime si è distinto per il suo sostegno ai camionisti. «Fuori dal Paese il movimento si sta diffondendo, in particolare in Francia, sostenuto dall’estrema destra, altrove in Europa e fino alla Nuova Zelanda».

Secondo Frédérick Guillaume Dufour, «Non è la prima volta che la destra canadese trova appoggio in mobilitazioni extraparlamentari. In passato, i movimenti pro-oleodotti avevano già mobilitato convogli con ‘United we Roll’; o l’emulazione di manifestazioni del tipo ‘giubbotti gialli’ nel 2019. Abbiamo visto anche altre mobilitazioni di ‘cittadini’ sostenute in Occidente… da lobbies tankers.

Alcuni movimenti presenti nel convoglio usano una retorica violenta, arrivando fino all’incitamento alla violenza armata sfidando apertamente lo stato di diritto. L’attuale movimento è radicato in alcune tendenze che non sono nuove nella politica canadese, ma che stanno godendo di slancio: l’esaurimento collettivo unito all’opportunismo sconsiderato di diversi politici federali.
Ciò che lo rende un movimento da tenere d’occhio è l’escalation dei mezzi mobilitati (dirompente, violento), il suo arsenale da parte dell’alt-right canadese e americana, nonché la sua capacità di innovazione tattica (l’assedio e il blocco)».

Secondo gli esperti di sicurezza come Jack L. Rozdilsky, Professore Associato di Disaster and Emergency Management alla York University, «la pianificazione delconvoglio della libertàsi basa su sistemi organizzati per supportare il coordinamento e la logistica dell’occupazione», cioè a dire, gli organizzatori del convoglio hanno una «profonda conoscenza delle forze dell’ordine e delle tattiche militari».
«Il gruppo Police on Guard, formatosi durante la pandemia, ha avallato il convoglio di camion. Sul suo sito web, identifica pubblicamente più di 150 agenti di Polizia per lo più in pensione che sono contrari alle misure di salute pubblica imposte dal governo. Sul suo sito vengono nominati anche più di 50 ex soldati delle forze armate canadesi. L’organizzazione afferma di avere ‘stivali a terra’ a Ottawa»,
riporta la ‘CBC‘. Inoltre, l’emittente radiotelevisiva pubblica canadase prosegue identificando connessioni palesi. Il «gruppo dirigente dei manifestanti che si fanno chiamare Freedom Convoy include: Daniel Bulford, un ex ufficiale della Royal Canadian Mounted Police (RCMP) che era nel reparto di sicurezza del primo ministro; si è licenziato l’anno scorso dopo aver rifiutato di farsi vaccinare ed è il capo della sicurezza del convoglio; Tom Quiggin, un ex ufficiale dell’intelligence militare che ha lavorato con l’RCMP ed era considerato uno dei massimi esperti di antiterrorismo del Paese; Tom Marazzo, un ex ufficiale militare che, secondo il suo profilo LinkedIn, ha prestato servizio nelle forze armate canadesi per 25 anni e ora lavora come sviluppatore di software freelance». ‘CBC‘ precisa, circa Tom Quiggin, che «durante il suo incarico presso l’RCMP, ha lavorato con l’Integrated National Security Enforcement Team (INSET). INSET è stato creato per contrastare le minacce terroristiche in seguito all’11 settembre e comprende alti funzionari del Canadian Security Intelligence Service (CSIS), dell’agenzia di spionaggio canadese, della Canada Border Services Agency (CBSA) e delle forze di polizia municipali».
Preparazione di alto livello, dunque, dell’operazione: «Sembra un’operazione militare», dichiara a ‘CBC‘ Michael Kempa, professore associato di criminologia all’Università di Ottawa, affermando che «l’esperienza di Polizia e militare del convoglio può essere vista nel coordinamento delle loro attività nel centro di Ottawa. “Hanno questo tipo di addestramento militare o di Polizia o almeno di sopravvivenza. Guarda la raffinatezza di ciò che stanno allestendo in termini di un accampamento nel centro di Ottawa”. Kempa ha indicato le tende e le strutture in legno utilizzate per le cucine che gli organizzatori hanno allestito e la catena di approvvigionamento che è sorta in tutta la città per nutrire, lavorare e protestare».«Kempa dice che la Polizia ha commesso il ‘grave errore’ di permettere ai camion di trasporto di guidare fino ai cancelli di Parliament Hill. La Polizia ha definito quegli autocarri pesanti potenziali armi, ma sono anche strumenti essenziali utilizzati per il trasporto di rifornimenti, come due per quattro per costruire rifugi, legna da ardere e barili per riscaldare i manifestanti e serbatoi di propano per i barbecue. Nel centro, auto e camion abbandonati con le gomme smontate stanno bloccando le strade. Per Kempa, il posizionamento di questi veicoli non è casuale, ma piuttosto strategico in quanto potrebbero impedire l’infiltrazione della Polizia».

Come si muoverà ora il governo federale piuttosto che quello locale per sbloccare la situazione è difficile immaginarlo -sul tappeto ci sono una varietà di ipotesi- proprio perchè, come sostiene Temitope Oriola, la questione ora è politica e i politici si rendono conto che non conviene scontrarsi con Freedom Convoy. Una cosa sembra certa: il convoglio anche quando smobiliterà resterà nelle ossa del Paese, perchè il popolo del convoglio è parte del Paese, di quel pezzo di Paese populista e di estrema destra che nei Paesi più ricchi sta avanzando. Negli Stati Uniti (con l’elezione di Trump), in Europa (da Marine Le Pen ai gilets jaunes, alla Brexit, ai partiti come la Lega) è arrivato prima. In Canada è appena esploso. Freedom Convoy è una delle facce dell’era post-Covid. 

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