lunedì, Settembre 27

Camusso-Landini pronti alla battaglia contro il Jobs act Spagna, crescita Pil del 1,2% nel 2014

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Camusso-Landini_in-piazza

I risultati ottenuti nell’ultimo trimestre nell’Eurozona smuovono fino ad un certo punto le Borse che sono in attesa delle decisioni della Bce.  A Milano Piazza Affari avanza dell’1%, meglio Parigi che fa registrare un +0,3% mentre Francoforte chiude con -0,2% e Londra con +0,1%. L’euro si muove sopra 1,24 dollari, mentre si muove di poco lo spread in area 155 punti base con i Btp che sul mercato secondario rendono il 2,34%.

Pochi movimenti anche a  Wall Street che, dopo il record della vigilia, presenta Dow Jones  invariato come l’S&P 500, mentre il Nasdaq avanza dello 0,2%. In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo consolidando con l’indice Nikkei ha recuperato lo 0,56% a 17.490,83 punti.

Notizie positive giungono proprio dall’Eurozona in merito alla crescita e all’inflazione. Secondo i dati diffusi dall’Eurostat, l’economia dell’area è cresciuta nel terzo trimestre dello 0,2% congiunturale (+0,8% annuo)  mentre, nell’intera Unione europea, la crescita è dello 0,3 per cento (+1,3 annuo). A sorprendere positivamente sono i risultati ottenuti da Francia e Germania. Per quanto concerne i francesi, è stata registrata nel terzo trimestre una crescita del Pil del 0,3%, risultato che ha colto gli analisti di sorpresa in quanto avevano prospettato un 0,1%. Tale risultato è dovuto principalmente dai consumi delle famiglie (+0,2%) e della pubblica amministrazione (+0,8%), mentre gli investimenti, pubblici e privati, hanno registrato una nuova caduta (-0,6%). Positiva anche la performance tedesca che, in linea con le stime degli analisti, il Pil è aumentato dello 0,1% (+1,2% annuo) , quanto basta per scongiurare la caduta nella recessione tecnica.

Tra tutti gli Stati dell’Unione europea chi però ha ottenuto in questo ultimo anno dei risultati soddisfacenti è la Spagna. Secondo i dati diffusi dalla Commissione europea, il governo spagnolo dovrebbe chiudere il 2014 con un incremento del Pil dell’1,2% per poi proseguire nel 2015 con un ulteriore aumento dell’1,7 per cento.   Malgrado il tasso di disoccupazione sia ancora elevato (23%), la crescita economica della Spagna è evidente e ciò è dipeso esclusivamente dagli aumenti di produttività, sulle esportazioni e sui consumi delle famiglie.

Continua invece in Italia il duello tra governo e sindacati su uno dei temi più importanti per gli italiani: il lavoro. Durante il corteo tenutosi oggi a Milano, sia la  leader della Cgil Susanna Camusso e il segretario della Fiom Maurizio Landini, hanno fatto emergere il loro disappunto sul Jobs act promettendo battaglia al governo. «Non ci pare che quella mediazione sia una risposta per mantenere la difesa dei diritti che noi facciamo. La partita non è assolutamente chiusa. L’abbiamo già detto e lo ripetiamo non è un voto di fiducia che cambierà il nostro orientamento e le nostre iniziative», afferma la Camusso in merito al patto interno al Pd sulla riforma del lavoro.  Sulla stessa lunghezza d’onda è Landini che, parlando anche dello sciopero del 5 dicembre indetto dalla Cigl, ha detto: «Una presa in giro che serve solo ai parlamentari a mantenere il loro posto. Bisogna avere rispetto dei lavoratori – ha detto Landini – chi parla senza sapere di cosa parla è meglio che stia zitto. Noi non siamo quelli che pagano mille euro per una cena, siamo quelli che con mille euro debbono mangiare per un mese. Non ci fermiamo andiamo avanti fino in fondo, finché non cambieranno le loro posizioni. Lo si deve sapere abbiamo la forza e l’intelligenza per farlo».

E così, mentre i sindacati danno battaglia al governo e Bankitalia informa che il debito delle Amministrazioni pubbliche è sceso a settembre di 14,4 miliardi a 2.134 miliardi, l’Istat conferma che l’Italia resta in recessione. Nel terzo trimestre del 2014 il Pil cala dello 0,1% dopo il -0,2% fatto registrare nel periodo aprile-giugno e la variazione nulla nei primi tre mesi dell’anno.  Se andiamo a comparare i dati di quest’anno con quelli dell’anno scorso emergerebbe un -0,4%. Con il dato odierno, la serie negativa dell’economia italiana arriva 13 trimestri. Infatti, l’ultimo dato positivo risale al secondo trimestre del 2011.

Continua a risultare interessante la vicenda Rai Way.  Pronta a debuttare a Piazza Affari il prossimo 19 novembre, dopo un serie di ritiri dell’ultima ora da Italiaonline a Fedrigoni fino a Intercos, la Borsa è pronta a salutare la nuova matricola che gestisce la trasmissione del segnale tv della Rai. Il prezzo d’offerta è stato fissato in 2,95 euro per azione, con una domanda che è stata pari a 2,1 volte il quantitativo di azioni offerte. La capitalizzazione di Borsa di Rai Way, calcolata sulla base del prezzo di offerta, è pari a 802 milioni di euro.

Dunque, qualche notizia positiva in Italia c’è e forse proprio dai risultati di Rai Way e Bankitalia il governo deve far leva per far riemergere un paese abituato a fare tante parole e pochi fatti.

 

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