venerdì, Settembre 17

Camerun: difesa israeliana anti francese?

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Gli attacchi diretti alle multinazionali francesi hanno creato una guerra fredda tra i due Paesi e un senso di profonda insicurezza del Presidente Biya che non si fida più del suo Esercito. Considera la maggior parte dei Generali facilmente manovrabili dalla Francia. Sospetti aumentati dopo il fallito colpo di Stato nel gennaio 2015. Secondo un accurato reportage pubblicato il 03 luglio 2015 dal quotidiano ‘Cameroon Voice‘, lo scorso gennaio Parigi aveva pianificato la caduta del regime di Biya grazie alla complicità dell’ex Ministro dell’Amministrazione Territoriale e della Decentralizzazione, Marafa Hamidou Yaya, attualmente sotto processo per corruzione e uso illecito di fondi pubblici.

Secondo le dichiarazioni rilasciate dalla Stato Maggiore dell’Esercito del Camerun, i francesi erano intenzionati ad approfittare della presenza del gruppo terroristico nigeriano Boko Haram nel nord del Paese per creare un’insurrezione e dichiarare la secessione delle regioni nord dal resto del Paese. Esperti militari francesi erano stati inviati ad operare assieme a Boko Haram. La secessione del nord (anglofono e ricco di minerali: oro, diamanti, ferro, bauxite) doveva essere contemporanea a un attacco di un gruppo ribelle nell’est del Paese, sulla capitale Youndè, per far crollare il regime Biya. Il gruppo ribelle all’est ha contatti con il gruppo islamico centrafricano Seleka supportato dalla Francia per rovesciare nel 2012 il regime di Francois Bozize e successivamente combattuto dalla stessa Francia facendo sprofondare la Repubblica Centrafricana in un caos di pulizia etnica, pogrom contro la comunità mussulmana e guerra civile. Le responsabilità francesi in Repubblica Centrafricana sono state svelate dall’ex Generale Francese Jean-Bernard Pinatel, un luminare dell’Intelligence francese. In questo ultimo mese le violenze in Centrafrica stanno registrando una incontrollabile escalation che sta mettendo in forse la programmata visita di Papa Francesco.

Il progetto eversivo francese contro il regime Biya sarebbe stato sventato in tempo. Il 12 gennaio l’Esercito camerunese è riuscito a fermare il feroce attacco alla base militare presso la città di Kolofata, regione dell’Extreme Nord, e a sventare sul nascere l’attacco della ribellione del est su Youndè. La Francia nega ogni coinvolgimento liquidando le accuse come propaganda irrazionale e non veritiera.

Per contrastare i reali o presunti piani eversivi francesi, il Presidente Biya ha affidato la difesa del Paese e quella personale a un’equipe di esperti militari israeliani coordinati da Mayer Heres, un ex Generale dell’Esercito israeliano ora in pensione. Heres è un mastino della guerra. Durante la sua carriera ha comandato diversi raid contro le milizie di Hamas e diverse operazioni clandestine in Iraq, Libano e altri focolai mediorientali. Uomo discreto ed invisibile, detiene nelle sue mani la difesa del Camerun affidatagli dal Presidente miliardario Paul Biya. Comanda il famigerato BIR (Bataillon d’Intervention Rapide), l’Esercito personale del Presidente, forte di 5.000 uomini addestrati tutti in Israele e armati con armi modernissime e sofisticate. Questo esercito di terminator è autore di spettacolari azioni militari, tra cui la riconquista della isola di Bakassi, piena di petrolio e oggetto di una breve ma sanguinosa disputa bellica con la Nigeria, lo smantellamento delle cellule terroristiche di Boko Haram in Camerun, l’intercettazione delle armi francesi destinate a Boko Haram qualche minuto dopo che gli elicotteri francesi le avevano depositate nel luogo prestabilito nel nord del Paese, vicino al confine con la Nigeria, e l’arresto di due agenti dei servizi segreti francesi che coordinavano le azioni eversive di Boko Haram per creare un ondata di terrore nel Camerun. Episodi accuratamente nascosti dalla Francia, sia per motivi di immagine che per non compromettere la sua immagine di Nazione in prima linea contro il terrorismo internazionale.

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