giovedì, Maggio 13

Camerun, a rischio l’integrità territoriale?

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Dallo scorso anno il Camerun sta affrontando una grave crisi politica che mette a serie rischio la sua integrità territoriale. Le regioni occidentali al confine con la Nigeria a maggioranza anglofone si sono ribellate al Governo centrale sentendosi discriminate.
Il movimento di protesta si divide in due fazioni. La prima chiede maggior autonomia e la seconda l’indipendenza. Dopo la violenta repressione delle proteste, nel 2016, il movimento nazionalista anglofono camerunese evita di indire manifestazioni. Al posto delle manifestazioni, viene condotto lo sciopero bianco. Ogni lunedì tutti i negozi e gli uffici pubblici rimangono chiusi per protestare contro il Governo centrale e le attività economiche si bloccano.

Le regioni occidentali anglofone contano il 20% della popolazione del Camerun, ma assicurano il 60% del prodotto interno lordo. La popolazione anglofona da decenni accusa il Governo centrale di marginalizzazione e di mancato sviluppo. Pur producendo la maggioranza del PIL, le regioni occidentali sono meno sviluppate di quelle orientali, abitate dai francofoni. Il Camerun è un Paese bilingue e la Costituzione garantisce pari diritti e opportunità alle popolazioni francofone e anglofone. Diritti e opportunità non, però, assicurate nella realtà.

Dopo la prima guerra mondiale, la Germania perde il controllo della sua colonia africana (il Kamerun). Il Paese, nel 1919, viene suddiviso dalla Lega delle Nazioni (antenata delle Nazioni Unite) in due territori sotto il controllo francese e britannico. La Francia esercita un controllo diretto sulla parte che ha avuto in assegnazione, mentre la Gran Bretagna gestisce i territori camerunesi dalla Nigeria importando mano d’opera nigeriana. Nel 1955 il partito Union of the Peoples of Cameroon (Unione delle Popolazione del Camerun – UPC) inizia una violenta guerriglia contro le truppe di occupazione francese che porterà all’assassinio del leader UPC, Ruben Um Nyobé. La popolazione anglofona non si unisce nella lotta per l’indipendenza. Verso il 1958 è chiaro che la Francia non è più in grado di contenere le spinte indipendentistiche. L’impegno militare per contenere la ribellione risulta costoso per la potenza coloniale europea, uscita semi distrutta dalla Seconda Guerra Mondiale. I fondi sono più necessari per sostenere lo sforzo bellico in Algeria.
Il 1° gennaio 1960 il Camerun francese ottiene l’indipendenza e viene eletto il primo Presidente, Ahmadou Ahidjo. Il 1° ottobre 1961 il Camerun anglofono ottiene l’indipendenza dalla Gran Bretagna. I due processi nazionalistici sono totalmente scollegati tra essi. Quello francofono ottiene la libertà con le armi in pugno. Quello anglofono la riceve dalla potenze coloniale inglese che non intende spendere troppe energie a mantenere il controllo delle sue colonie africane, essendo la sua attenzione rivolta all’India.
L’indipendenza delle regioni occidentali crea grande disappunto tra la popolazione anglofona che aspirava ad essere inglobata nella Nigeria. Al contrario viene formata la Repubblica Federale del Camerun, unendo i territori sotto amministrazione francese a quelli sotto amministrazione inglese.

Nel 1966, il Presidente Ahidjo attua un golpe istituzionale trasformando il suo partito, il Cameroon National Union (CNU), Unione Nazionale del Camerun CNU, nell’unica forza politica autorizzata nel Paese. Nel 1972 abolisce il sistema federale, imponendo  l’unità nazionale sotto guida francofona. Nasce la Repubblica Unita del Camerun. Nel 1982 Ahidjo consegna il potere a Paul Biya (attuale Presidente).
Biya inizialmente attua delle aperture democratiche e ventila l’ipotesi di ritornare al federalismo. Questi propositi si bloccano dopo il fallito colpo di Stato del 1984, Biya cancella ogni apertura democratica e abbandona per sempre le idee federalistiche.

Dal 1985 Biya favorisce un processo di francofonia delle regioni occidentali con il chiaro obiettivo di cancellare l’identità anglofona della popolazione. Viene imposto il francese come unica lingua ufficiale, e invia un esercito di dipendenti pubblici francofoni ad amministrare il Camerun anglofono. La popolazione della regione si oppone al progetto di colonizzazione‘ rivendicando il ritorno al federalismo.
L’attuale movimento indipendentistico nasce sotto forma di salvaguardia della identità culturale anglofona, ma si trasforma ben presto in un movimento politico. Gli anglofoni si sento trattati come cittadini di seconda classe che non beneficiano dell’industria petrolifera, nonostante che la maggioranza dei giacimenti si trovino nelle loro regioni. Anche la rappresentanza anglofona  al Governo, in Parlamento e nelle istituzioni nazionali è ridotta ai minimi termini.

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