martedì, Settembre 28

Cameron e la rinegoziazione dei benefits

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Il Premier britannico, David Cameron, ha annunciato, nella notte di giovedì, che aveva trovato una via per risolvere la questione dei benefits sui migranti e d’accordo con l’Unione Europea perché come britannici «salvaguardiamo i principi europei fondamentali, tra cui la non discriminazione e la libera circolazione» soprattutto ha aggiunto che tengono in considerazione il quarto (quello sulle prestazioni sociali), e di non aver rinunciato alla sua richiesta per un divieto ai migranti in UE di ricevere benefits britannici prima di risiedere per quattro anni nel Paese. Cosa per ora esclusa dal tavolo delle trattative e ampiamente respinta almeno fino ad oggi, ma l’incoraggiante proposta di Angela Merkel e determinante per la scelta di Cameron della possibilità, ancora da approvare in Parlamento e quindi tuttora aperta, di accettare ora il principio di modifica di tale trattato UE e poi attuare tali cambiamenti successivamente in un’altro eventuale trattato, infatti apre uno spiraglio per il Premier britannico. Dopo 4 ore di colloqui con i partner europei affiliati e legati politicamente alla Gran Bretagna, si è concluso un accordo per trovare una soluzione comune entro febbraio prossimo. Nella conferenza stampa a tarda notte di giovedì scorso , tenutasi a Bruxelles, Cameron ha detto che il compito che attende sarà molto pesante ed oneroso per la Gran Bretagna, cosa che ha ribadito anche Donald Tusk, Presidente del Consiglio UE, affermando che produrrà a breve un testo concreto in vista del prossimo vertice UE nel mese di febbraio, ringraziando tutti perché «La cosa più importante era l’atmosfera pacifica e la buona volontà»Tuttavia altri leader dell’UE hanno detto di aver fatto marcia indietro accettando che Cameron non poteva discriminare i cittadini di altri Stati membri dell’UE.

(tratto dal sito internet di ‘The Guardian’)

 

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