sabato, Aprile 17

Cambogia: la lotta per la terra non si ferma Continuano le rivolte dei contadini per difendere la propria terra

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Le famiglie coinvolte in una lunga disputa sulla terra in Cambogia promettono di combattere fino alla fine. La requisizione da parte del governo e delle compagnie private è un grosso problema nel paese. Rimuovendo i residenti da un’area della capitale, si è cercato di far posto a nuovi edifici.

Qualche mese fa, decine di contadini della provincia nordoccidentale di Oddar Meanchey hanno accusato un ufficiale dell’esercito cambogiano di appropriazione indebita di un’intera foresta protetta, propria della comunità locale. Alcuni rappresentanti dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Unhcr) e alcuni attivisti sono intervenuti nel tentativo di risolvere la disputa. Lo scorso anno, il tenente Van Limeng aveva denunciato 13 famiglie del villaggio di O’Chab Trey per aver coltivato senza autorizzazione la terra, chiedendo 20mila dollari Usa di risarcimento. Il militare ha risposto di essere in possesso di un valido titolo di proprietà per circa 100 mila metri quadri di terreno, ma l’ area contesa è di 750mila in un documento risalente al 2014, otto anni dopo l’istituzione di un programma di tutela ambientale Onu.

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