sabato, novembre 17

Cambiamento e vergogna: ‘manine’ e condono Un fine settimana che fa vergognare l’Italia: Moody’s che ci declassa e i ‘governanti’ se ne fregano, tutti intenti a cercare la ‘manina’ e a modificare un decreto che manco avevano letto

0

Vergogna, vergogna, vergogna. L’unica parola che mi viene in mente ad assistere a questa serie (nota bene ‘serie’) di volgarità, insulti e minacce urlati, di facce contorte e distorte nell’urlo e nei selfie disgustosi (fatti dagli uffici con tanto di bandiere … vergogna !!! e non mi dite che ‘anche qualcuno di quelli di prima’ è una vergogna lo stesso), i visi e i corpi sudati e discinti di questi ominicchi incapaci anche solo di fingere di essere esseri umani civili: intenti solo a parlare di sé ad affermare sé a cercare divincereuno scontro da cortile dei gatti, per sé. Contando i voti conquistati -perché purtroppo li conquistano (secondo i sondaggi, per quel che valgono)- toccando sempre gli istinti più bassi, le paure e gli odi più atavici, l’incultura felice degli elettori e il tradizionale cinismo tipico e rozzo di ‘Franza o Spagna purché se magna’, annunciato già nel 1500 da un furibondo e accorato Guicciardini. Vincere l’uno sull’altro, a colpi bassi, trucchi, ‘maninementre il Paese va in pezzi, disgustato (pochi) o tifoso (i più); pensare costruttivamente è escluso. Chi ha vinto? Questa è la domanda cui Luigi Di Maio risponde in piazza a Roma a una folla felice non si sa di che, ma bene istruita dalla Casaleggio & co.: ‘IO, IO solo io’, mentre, più sornione, Matteo Salvini ghigna ‘io’. Chi ha vinto? l’Italia sicuramente no. L’onestà, urla Robespierre-Di Maio, mentre gli fa eco, sibilando ‘torno a Dicembre’, Dibba. Onestà? Un condono tombale di cinque anni, sia pure piccolo, è onestà? Chiedetelo a quelli che si sono dannati per pagare tutto e sempre! Pochi temo: perché qui da noi (direbbe oggi Guicciardini) chi ora non ruba, tace, non per paura, ma perché un domani potrebbe convenirgli di farlo anche lui!

Contemporaneamente (cadono le braccia credetemi, cadono fino in terra!) un altro uomo discinto e sudato, il viso tumefatto, la camicia stazzonata con le maniche arrotolate, presenta un programma’ (economico!) del PD, cioè no, di una parte del PD insieme all’ex Ministro dell’Economia (evvia, un po’ di dignità, di discrezione: santa pace, dopo le dimissioni Cameron è sparito, di Kohl non si è più sentito parlare, perfino Sarkozy ha taciuto per un po’ … ma che dico persino De Gaulle finse di ritirarsi in campagna) e lo presentano boriosi, appollaiati su uno sgabello traballante dinanzi a un ‘tavolo’ sorretto da penumatici di automobile … prova di modernità, suppongo -non certo di polemica politica ‘di sinistra’, quelli mica lo sanno che, sarà un caso, sono gli stessi pneumatici del villaggio beduino caparbiamente costruito in Palestina che Netanyahu vuole distruggere, per odio solo per odio, o forse, chi sa, prova proprio di odio, ormai il sentimento prevalente in questo Paese. Mi riferisco all’ex segretario del PD, Matteo Renzi, sconfitto fino all’inverosimile, che dopo averne distrutto l’organizzazione e la base, continua a celebrare i propri successi, talmente clamorosi che gli elettori lo hanno premiato con un salasso di oltre il 20% dei voti; ma lui sta lì, a parlarsi addosso, a celebrare se stesso, a progettare … ulteriori sconfitte e a fare il conduttore TV, per togliere il lavoro al sempre più mummificato Fabio Fazio, a proporre nuovi segretari come ilparkinsonicoMarco Minniti, che si pronuncerà ‘al momento opportuno’. Un congresso no, eh?

In altra sede, un altro tizio, allampanato, inutile barba nera ormai un ‘must’, rigorosamente in camicia pure lui, sedicente Segretario ex reggente del PD (sic!), presenta a sua volta un altro programma economico del PD, mentre un altro tale (e siamo a tre!), organizzatore fallito di cene, promossosi sul campo ‘intellettuale’ (per pubblicizzare il solito libercolo inutile), spiega, insieme ad un altro paio di piazzisti dei propri libri, perché il PD non serve più e deve diventare un partito trasversaleche va da destra a sinistra, escludendo solo la sinistra-sinistra e la destra-destra. Pare che quest’ultimo, punti a costruire ‘sta cosa complicata, col tizio sudato davanti ai pneumatici. O forse no, chi sa, l’importante è parlare, esserci, mostrarsi. E ci sarebbe anche il fratello di Montalbano, ma ne riparleremo. A Napoli hanno un aggettivo che è una poesia: ‘chiachielli’, è il suono che conta (provate!) non l’etimologia. Ma non vale solo per questi, eh!

Moody’s, intanto, declassa ancora un po’ l’Italia in attesa delle botte di Standard and Poor’s e di nuovo Fitch. E vorrei vedere, con questo caos, un bilancio da ridere, o forse da piangere, i governanti che si accapigliano accusandosi di falsificazione di documenti dettati da una nullità e scritti da un illetterato, e trasmessi chi sa da chi al Quirinaleforse, perché il Quirinale nega di avere ricevuto alcunché; forse, perché invece, forse il Quirinale ha ricevuto e ha restituito scandalizzato (anche dal Quirinale niente chiarezza, che siamo noi cittadini?) il documentofalsificatodallamanina’, ma in realtà, pare, scritto e distribuito esattamente in quella forma già quattro giorni prima, grazie anche ad un provvidenziale intervento di tal Massimo Bitonci (?) … un nome una garanzia! Meraviglioso clima di lealtà e fiducia, e per evitare equivoci pare che la lettera di risposta alla UE -che deve arrivare a Bruxelles oggi-, dovrà prima essere fatta leggere ai due, hai visto mai la ‘manina’! E ci si stupisce che Moody’s declassi, ma suvvia, tranquilli, il Governo ‘se lo aspettava’ … e allora, siccome se lo aspettava il declassamento non vale? Sarò pure prevenuto, ma a me sembra di stare in un manicomio … ma no, mi dice lo psichiatra che abita l’appartamento accanto al mio, i matti sono matti, ma razionali!

Sarà: intanto, l’energico premier (quello che Mattarella, avendo letto il decreto sul bilancio e avendolo restituito al mittente, pare, crede che sia il Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo italiano … mah, contento lui!) riunisce il Consiglio dei Ministri (‘il Presidente sono io e riunisco quando dico io’ … ‘sti c… !) per fare non si sa cosa: Consiglio, che peraltro non si capisce da chi sia composto e come funzioni, visto che uno detta l’altro scrive, il terzo guarda, ma non vede, e gli altri … già gli altri? … fanno tappezzeria, come le ragazze bruttine alle feste da ballo? Eh sì, perché Di Maio dice che non può passare per bugiardo dinanzi al popolo; Salvini dice che non può passare per scemo dinanzi al popolo; il professor Conte dice che Salvini ha ragione, però pure Di Maio ha ragione, e poi ogni tanto ‘arrivava’ un documento (da dove non si capisce, c’era Silvan il prestidigitatore dietro la porta?) e si andava di fretta perché si doveva concludere entro sera … e infatti non si conclude, tanto valeva prendersela comoda no? Conte (chi?) doveva pure partire per Bruxelles a presentare un bilancio (non scritto, né abbozzato, ma si sa ‘sti professori sono capaci di tutto) ad una Angela Merkel sorpresa ed estasiata per la grandezza delle riforme (delle quali solo Conte ha notizia) e ad altri capi di Governo a dir poco distratti (e forse anche un po’ incavolati) che, infatti, mandano Conte (chi?) a letto e se ne vanno al bar a gozzovigliare e a parlare di politica seria, a decidere, senza l’Italia, ormai emarginata come non mai, forse proprio che fare dell’Italia, cui peraltro l’orrido Pierre Moscovici riconosce un ruolo dileadership’ … ma non si rendono conto che ci sfottono?
Tanto per dire, Salvini sbraita contro Macron che ci rimanda indietro dei migrantiespatriatidall’Italia, e Emmanuel Macron si scusa e il giorno dopo ce ne manda altri tre o quattro, e Salvini? manda le pattuglie della Polizia a sorvegliare i sacri confini … e quando arriva un altro gruppetto di migranti che si fa il tiro alla fune?

Ma vi rendete conto in mano a chi stiamo? Cito solo le parole testuali del Robespierre vesuviano Di Maio: «Quando si dice che Conte leggeva e Di Maio scriveva si dice una cosa che non è vera. Nel Cdm (Consiglio dei Ministri, NdT), come è sempre stato, non si legge un provvedimento norma per norma ma si enunciano i principi generali. Conte ha enunciato i principi generali dell’accordo sulla pace fiscale». Guadiamo bene. Al di là della scrittura sotto dettatura o meno (come si fa ad affermarlo e negarlo così? Mah), costoro adottano in questo modo un decreto legge, cioè una legge dello Stato che entra immediatamente in vigore per tutti i cittadini italiani, ma nemmeno si prendono la briga di leggerlo, enunciano i principi e Conte (chi?) lo ha pure confermato! E ancora si potrebbe accettare, con disgusto ma va bene chi li ha votati questi si merita, ma hanno la faccia di bronzo di dirlo, come se fosse la cosa più normale del mondo: si fanno leggi senza manco leggerle! E Salvini, grande statista: «Stimo Conte, ma questa volta chiederò una copia del testo» … meno male, finora manco dopo lo leggevano, il testo. Dove poi l’estrema ‘finezza’ sta in quel ‘stimo Conte, ma’, che equivale a dire … beh lo capite da soli!

Ma poi, quale è la ragione del contendere? Semplice: un condono che non è un condono, ma condona gli ultimi cinque anni di mancate dichiarazioni -ma ‘la dichiarazione integrativa già esisteva’, già ma solo per l’anno in corso!-, quindi non solo di distrazioni dei contribuenti stanchi dal dovere assistere la mamma ammalata e la moglie zoppa, o col camioncino rotto come piace a Salvini. Però hanno tolto lo scudo per i capitali all’estero. Quest’ultima è l’unica cosa tolta dopo lo scontro, mentre resta la punibilità, che però è ovvio che se si mantiene anche per il ‘ravvedimento operosoì degli ultimi cinque anni, ben pochi si ravvedranno; se invece resterà per il futuro è altra cosa. Certo, se si degnassero di farci vedere un testo! Ma è complicato, abbiate pazienza, sono cose tecniche uno scrive, poi si può interpretare così, allora si riscrive … roba da tecnici, dice Conte (chi?), che vogliamo capire noi!

Bisogna attendere il testo, ormai abbiamo visto come si fanno le cose. Resta anche poco chiaro cosa accade per il condono ischitano. Salvini, infatti, elegantemente ha fatto notare, cosa già ampiamente rilevata anche dal sottoscritto, che nel Decreto Genova non si capisce perché ci sia il condono per le case abusive di Ischia (comprensivo di risarcimento del danno per il crollo della casa abusiva da parte dello Stato!) e meno che mai (ma questo lo dice anche Crozza, ma non Salvini) si capisce perché ci sia anche una norma che aumenta i limiti di inquinamento da idrocarburi (!) in zone agricole … tutta, pare, opera del concentrato Danilo Toninelli, in uscita, su un tir, dal tunnel del Brennero e pronto a chiudere tutte le autostrade d’Abruzzo! Mentre il Ministro Riccardo Fraccaro (altra new entry sul proscenio) vuole che si interrompa la costruzione del tunnel … -ma prima o dopo che Toninelli ne esca?

Ah già, ma il decreto Genova si può cambiare in Parlamento, e così si fa uno sberleffo agli abusivisti ischitani, lo dice a chiare lettere il beffardo ‘giurista’ Marco Travaglio (che ormai pur di ‘difendere’ Di Maio & co., dimentica pure come si chiama) dimenticando che, trattandosi di un decreto legge, esso è immediatamente applicabile, è già in vigore, e, ovviamente dagli abusivisti almeno, immediatamente preteso, e poi saranno cavoli amari a fare marcia indietrobene che vada, lo Stato gli dovrà pure pagare i danni per la mancata sanatoria dell’abuso e il mancato versamento del risarcimento per la ricostruzione della casa abusiva. Tanto più che lapacetra i due duellanti, pare che preveda lasciar cadere l’opposizione al decreto Genova-Ischia-agricoltura, in cambio della caduta delle obiezioni all’obbrobrio sicurezza. L’importante sono la coerenza e la linearità e quindi, alla fine, come al solito, tutto finisce a tarallucci e vino: il potere si deve mantenere ragazzi!

Però, scusate, in questo casino, cosa vi aspettate che facciano Moody’s e i pochi investitori stranieri ancora in Italia se non declassare, e disinvestire, come del resto, pare sia chiaro pare, abbia già fatto il lucido Paolo Savona, che i suoi soldini (1.3 milioncini e non so che altro, lui “è innovativo”, parole sue: Il Giornale, 14.10.2018 … mica l’anno scorso!) li tiene in Svizzera, pur facendo il Ministro in Italia. Capito come funziona? I signori Ministri portano i propri soldi all’estero e, se del caso si fanno curare in USA, ma poi ci impongono di comprare i bond italiani e farci curare negli ospedali italiani.

Tranquilli ragazzi, questo è il cambiamento, non è esattamente questo che volevamo?

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.