sabato, Dicembre 4

Cambiamento climatico: Sic transit gloria mundi Il cambiamento climatico servirà a ridurre la popolazione umana a proporzioni plausibili. Gli storici del futuro lo descriveranno come un necessario riadattamento demografico

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Questa è la seconda estate consecutiva nel corso della quale il Circolo Polare Artico raggiunge, in più giorni consecutivi, temperature superiori ai 30º C. Mai il tenente Jasper Hobson e l’intrepida signora Paulina Barnett, protagonisti de ‘Il paese delle pellicce‘ Giulio Verne, avrebbero immaginato qualcosa di simile. Il cambiamento climatico è arrivato e ognuno di noi ha dato un notevole contributo per provocarlo, a cominciare dai cacciatori della Compagnia della Baia di Hudson, i primi a colonizzare le regioni polari. Giulio Verne ha ritratto l’asprezza della predazione della fauna di quelle latitudini. I membri della spedizione nel suo romanzo si sono avventurati a nord del 70° parallelo, mentre branchi di animali selvatici si rifugiavano sempre più vicino all’Artico, in fuga dalla predazione umana.

L’autore si è ricreato descrivendo l’operosità e l’ingegno con cui un branco di castori costruisce una diga per regolare il corso d’acqua di un fiume. Spingono dei paletti di legno sul fondo del letto e li intrecciano con rami flessibili, che poi ricoprono con argilla compattata come piccole palline. La forma ad arco della diga permette di mantenere un flusso d’acqua costante, che facilita la costruzione delle loro tane: capanne solide con spesse mura di legno e argilla, a due piani; quello inferiore, per il deposito delle vettovaglie, sommerso; quello superiore, per l’abitazione del proprietario e della sua famiglia.
Il lettore è ancora affascinato dal sapiente lavoro di squadra dei preziosi roditori, quando nel paragrafo successivo avviene la strage: centinaia di castori vengono fucilati in pochi minuti; le loro pelli pregiate verranno stoccate nei magazzini dell’Azienda e finiranno nelle più selezionate sartoria di moda delle grandi città d’Europa; alla fine, daranno splendore alle dame dell’aristocrazia più rancida.

La Compagnia della Baia di Hudson è stata una delle prime multinazionali capitaliste. Oggi, milioni di animali selvatici sono assediati dal vortice capitalista. Un numero molto maggiore si ammassa nelle fattorie e finisce al macello per soddisfare l’appetito inutilmente carnivoro dell’umanità che è sovradimensionata, insaziabile e incapace di contenere i suoi istinti predatori.
Studi scientifici avvertono da più di vent’anni della necessità di drastici cambiamenti nella produzione e nel consumo umano per evitare una catastrofe climatica. Eppure non si fermano il consumo di carne, il commercio internazionale di merci pesanti, lo spreco di plastica, l’abuso di termosifoni e condizionatori e il turismo di massa in auto private. In altre parole, continuiamo a inquinare, provocando l’estinzione di migliaia di specie e martirizzando centinaia di milioni di animali da fattoria. Anche la nostra stessa specie sarà presto in pericolo.

L’equilibrio ecologico è governato da leggi fisiche e la tecnologia non può ignorarle: consiste, insomma, nello stabilizzare il numero degli individui di ciascuna specie, compensando gli eccessi demografici con una carenza di nutrienti. Gli esseri umani hanno rotto questo equilibrionegli ultimi duecento anni e la natura si vendicherà. Il cambiamento climatico servirà a ridurre la popolazione umana a proporzioni plausibili. Gli storici del futuro lo descriveranno come un necessario riadattamento demografico. Speriamo che il transito sia leggero e che l’ecosistema sia meno crudele per l’umanità di quanto lo sia stato per il resto della specie. Il capitalismo sarà stato una strana parentesi nella storia della biosfera. Sicuramente, sic transit gloria mundi.

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Sull'autore

Docente della Universitat de Vic, Departament d'Economia i Empresa

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