domenica, Maggio 16

California: ‘Big One’ in vista?

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Alcuni indizi raccolti recentemente potrebbero però preannunciare tempi cupi per i quasi 20 milioni di persone che risiedono nell’area urbana di Los Angeles.  Da qualche settimana, i meteorologi dello Us National Weather Service hanno infatti rilevato la presenza di una spessa coltre di monossido di carbonio nei cieli della California.

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Le concentrazioni anomale di questo pericoloso gas inodore, incolore, altamente infiammabile e in grado di penetrare attraverso le rocce sono al centro degli studi del geofisico della Chapman University Ramash Singh, il quale ha messo a punto una teoria che imputa diffusioni così massicce di monossido di carbonio alla concentrazione della pressione sismica che va ad «influenzare il regime idrologico attorno all’epicentro». Segno che l’energia accumulata potrebbe essere sul punto di liberarsi, avendo ormai raggiunto il punto critico. Una dimostrazione pratica della teoria di Singh – che gli ha permesso di guidare un programma finanziato da Stati Uniti, India e Francia incaricato di monitorare costantemente i livelli di monossido – si è avuta nel gennaio del 2001, quando un terremoto di magnitudo 7.6 della scala Richter si abbatté sul Gujarat. Nei giorni precedenti, sui cieli dell’India occidentale si era venuto a creare uno strato di monossido di carbonio che andava continuamente ispessendosi e assottigliandosi fino a dissiparsi completamente subito dopo il sisma.

Benché il legame tra diffusione di grandi quantità di monossido di carbonio e terremoti sia ormai riconosciuto da buona parte dalla comunità scientifica, l’anomala presenza di quel gas nei cieli della California potrebbe avere un’origine diversa e non legata alla pressione sismica sul sottosuolo di Los Angeles. Le opinioni degli esperti convergono comunque nel ritenere che la California non potrà sottrarsi a lungo a ‘Big One’, che secondo gli studi più accreditati dovrebbe abbattersi con un’intensità superiore ai 6.5 gradi della scala Richter sulle regioni di San Bernardino e Riverside. Nel qual caso, colpirebbe pesantemente Palm Springs producendo enormi danni sia alle megalopoli situate più a Nord (Los Angeles e Santa Barbara), sia ai grandi centri urbani di San Diego e persino Tijuana. Sebbene l’immaginario popolare abbia ormai introiettato lo scenario catastrofista presentato nel celebre romanzo Last days of the late. Great State of California di Curt Gentry, che prefigura un netto distaccamento della California dal resto degli Stati Uniti, una prospettiva di questo genere rimane del tutto irrealizzabile per effetto del carattere trascorrente della faglia di Sant’Andrea.

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