mercoledì, Ottobre 20

Calcio? Meglio il basket In tutta l’Asia si seguono i Mondiali di Calcio 2014. Ma nelle Filippine si preferiscono basket e boxe

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FilippineBasket


Bangkok
– Un po’ in tutta l’Asia, ci si riunisce nei locali e nei pub, intere famiglie si raccolgono persino a notte fonda, a causa dei fusi orari  sugli ampi marciapiedi. Si dispongono i televisori, si usano prolunghe, un po’ di snacks e qualche birra e si condivide il tempo dei Mondiali di Calcio. E’ girata forte la notizia -in questi tempi di Mondiali 2014 in Brasile- di quattro cinesi morti per problemi cardiaci dopo aver seguito le partite via tv senza dormire fino al giorno dopo. Leggenda metropolitana o vera che sia, questa notizia avvalora il fatto che il calcio è fattore collante importante. Ma la passione sportiva si diversifica, ci sono sport che riscuotono grande successo in Asia ma che in altre zone del continente passano in secondo piano. E così accade che il calcio sia famoso dall’Indonesia alla Cina, dalla Corea al Giappone, ma non nelle Filippine.

Nelle Filippine, invece, il calcio è solo un’eco lontana, di scarso rilievo. Una cosa impercettibile rispetto alla passione che suscita uno sport più tipicamente americano qual è il basket. Uno sport che viene praticato in ogni ordine e grado, dall’amatoriale al professionale. Uno sport che è salutato nelle Filippine come sport nazionale.

In realtà, se si tiene conto delle ricerche che vengono condotte in questo settore a livello mondiale, ci si potrebbe rendere conto che c’è una lunga strada fatta di casualità perché uno sport diventi ‘nazionale’ in un determinato Paese piuttosto che in un altro. E sotteso a tutto questo c’è anche un discorso più profondo e storicamente radicato inerente alle vicende del colonialismo.

Il calcio è fiorito ed è diventato di successo in Nazioni colonizzate dai potentati europei, soprattutto Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Francia e Olanda. La Gran Bretagna -dal punto di vista sportivo- talvolta diventa marginale (altri sport tipicamente british a parte, come accade col cricket per citarne uno a caso).

Il Calcio più vicino al cuore spagnolo, s’è diffuso in America Latina, con storie di contrasti furiosi come quelli tra El Salvador e Honduras, esacerbatisi certo anche a causa di politiche immigratorie reciprocamente restrittive ma che esplosero definitivamente proprio a causa dei Mondiali di Calcio. La mania del football, invece, ha acquisito coloriture diverse seguendo l’impronta coloniale: Francia in Vietnam e Cambogia, Gran Bretagna in Malaysia e Singapore, Olanda in Indonesia. Vi sono poi delle eccezioni, nella mai colonizzata Thailandia il calcio è sport noto, ultra-famoso e molto seguito ovunque. L’ex Premier Thaksin Shinawatra persino comprò il Manchester City, facendolo allenare dallo svedese Sven Goran Eriksson che già fu allenatore della Lazio di Sergio Cragnotti.

L’altra eccezione asiatica sono, appunto, le Filippine: nonostante i 300 anni di colonizzazione spagnola, i filippini hanno scarso o nullo interesse verso il calcio. La passione sportiva è andata tutta verso il basket.

Si identifica con la sua estrazione più spiccatamente maschile, è anch’esso uno sport potenzialmente di strada, ovunque vi sia uno spiazzo utile, foss’anche un cortiletto, nelle Filippine si vede subito lo scenario adatto per una partita di basket. E’ uno sport veloce, agile com’è il carattere fisico stesso dei filippini. Insieme con la boxe (altro sport con grande sèguito nelle Filippine), il basket da delle gratificazioni immediate, sebbene molti studiosi locali dei fenomeni sportivi ritengono che il calcio, più compassato ed improntato sui sacrifici da medio/lungo periodo, potrebbe essere uno sport ed una disciplina mentale che possa risultare utile a forgiare menti più disciplinate ma anche più abituate a ragionare in termini di collettivo ampio.

 

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