mercoledì, Settembre 22

Calabresi, nel nome del Padre e del Figlio. Quanto allo Spirito Santo… Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 49

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Premessa. ‘Spingendo la notte più in là. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo’ di Mario Calabresi (Mondadori 2007) è, insieme al diverso e simile ‘Fai bei sogni’ di Massimo Gramellini (Longanesi 2012), uno dei libri più significativi e importanti degli ultimi anni, e non solo. Mostrano origini e sviluppo di un fecondo percorso che alimentandosi dalle proprie radici, per quanto diversamente dolorose, ne trae nutrimento e capacità di crescita, non veleno paralizzante. (Il parallelo fra le pagine di Calabresi e quelle di Gramellini potrebbe sembrare incongruo per diversità d’ambito ed esperienze. Quindi personalmente verificate, così intanto vi fate il grande regalo di leggerli).

C’era un tempo in cui iene e sciacalli correvano per strada (e parallelamente e diversamente negli Uffici dello Stato, pubblici e Riservati). Non è detto siano passati. Un Commissario di Polizia poteva venire assassinato sotto casa dopo una pubblica campagna stampa di incitamento a compiere l’atto, ed il passaggio alla sua esecuzione (dell’atto e del Commissario). Al ‘Meeting 2018’ di Comunione e Liberazione in corso a Rimini, Mario Calabresi, Direttore de ‘la Repubblica (dal 15 gennaio 2016, dopo esserlo stato a ‘La Stampa’ dal 2009 al 2015), figlio del Commissario di Pubblica Sicurezza Luigi Calabresi, ‘Il Commissario’ per antonomasia e disprezzo, ha affrontato il tema del ’68, delle sue radici, dei suoi accadimenti, delle sue conseguenze. In generale e su di lui e la propria famiglia. «In nome del Padre e del Figlio» si potrebbe non blasfemamente dire considerando il contesto cristiano dell’incontro ‘Perché il Sessantotto.Domande dalla storia’ (mercoledì 22 agosto 2018). A coordinare Maria Bocci, Ordinaria di Storia contemporanea alla Cattolica di Milano e responsabile della Mostra ‘Vogliamo tutto’ 1968-2018. Calabresi è nato nel 1970, il 17 febbraio: il 17 maggio 1972 suo padre veniva assassinato da esponenti di ‘Lotta Continua’ (stando alle sentenze passate in giudicato). Mario aveva due anni e due mesi, o se volete 821 giorni.

«Come cambiare il mondo ha chiesto e si è chiesto. «Ognuno deve provare a fare la differenza». E lo ha fatto, pur senza dirlo, anche da vittima di nuovi infami e recenti attacchi da parte di ‘colleghi Direttori’, chiamiamoli così, proprio per non avere voluto fare dell’odio il registro della propria esistenza. Calabresi figlio ha raccontato a giovani e adulti spesso già quasi anziani, cinquant’anni passano per tutti, anche la storia di sua zia Mirella, sorella della madre Gemma Capra. Visse la prima occupazione della Statale di Milano nel ’67, dopo il ’68 da neolaureata in Medicina insieme all’allora fidanzato si inventò una lista di nozze tutta lettini e strumenti per aprire una maternità in Uganda. Oggi quell’ospedale fa 10.000 parti l’anno. «Perché è giusto anche ‘aiutarli a casa loro’. Ma se lo dici, poi devi farlo». E fare i conti con sé stessi, come in una normalità che è difficile a farsi è riuscito a compiere nella e della sua vita. Forse è questo lo Spirito Santo.

Postmessa. Al Meeting, sempre nell’ambito della riflessione sul ’68 ‘cinquanta anni dopo’ è intervenuto pure Franco Bonisoli, uno dei massimi esponenti operativi delle Brigate Rosse. Prese parte alla ‘gambizzazione’ di Indro Montanelli e fu nel ‘gruppo di fuoco’ di via Fani per il sequestro di Aldo Moro con il compito precipuo di far fuori i cinque uomini della scorta. Purtroppo perfettamente riuscito. E pure l’ineffabile Aldo Brandirali, allegramente passato, via incontro con il Fondatore di CL Don Luigi Giussani ed apparentemente senza troppa soluzione di continuità, dall’essere ‘leader religioso’ degli ultramaoisti di ‘Servire il popolo’ all’elezione come Consigliere comunale di Milano con la Democrazia Cristiana. E poi, perché al peggio ed alla fantasia della Storia non c’è mai fine, al fianco di Silvio Berlusconi e di ‘Forza Italia’, divenendo Assessore sempre nel capoluogo meneghino e sfiorando anche l’elezione in Parlamento. Ai ‘bei tempi’ del culto della, sua, personalità, oltre a celebrare personalmente ‘matrimoni comunisti’ faceva gridare nei cortei slogan fantastici come ‘Aldo Brandirali, sotto la sua guida il popolo vincerà’ e l’epocale ‘Stalin! Mao! Bran di rali!’, quest’ultimo rigorosamente scandito così come l’abbiamo riportato. Nella Storia tragedia e farsa spesso si sfiorano. A volte convivono.

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CAPITOLI

PRESENTAZIONE / Mario Pappagallo, ‘L’uomo delle cose giuste’  venerdì 3 agosto 2018

1 / Mario Pappagallo alla ricerca de ‘Il Paese delle cose giuste’  lunedì 6 agosto 2018

2 / Mario Pappagallo, ‘Venghino Signori venghino’  martedì 7 agosto 2018

3 / Mario Pappagallo alle prese con ‘Gli altri’ e ‘La fauna umana’  mercoledì 8 agosto 2018

4 / ‘Buona fortuna’ Mario Pappagallo, amico mio  giovedì 9 agosto 2018

5 / ‘Avanti donne’ con Mario Pappagallo venerdì 10 agosto 2018

6 / ’Se ti vedesse Botticelli’ di Mario Pappagallo (e ‘Le donne che verranno‘) lunedì 13 agosto 2018

7 / Mario Pappagallo verso ‘Il Paese delle cose giuste’, destreggiandosi tra ‘Gli altri’ e ‘La fauna umana’  lunedì 20 agosto 2018

8 / Mario Pappagallo, ‘Il ciarlatano’  martedì 21 agosto 2018

9 / Mario Pappagallo, ‘Facciamo finta che…’  mercoledì 22 agosto 2018

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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