giovedì, Ottobre 21

Burundi: Unione Europea accusata di attività eversive

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Il secondo avvenimento che ha spinto il regime a lanciare una così grave accusa contro Bruxelles è la lettera aperta firmata da 13 eurodeputati sotto iniziativa del eurodeputato belga Louis Michel e dell’eurodeputata italiana Cecile Kyenge Kashetu. Nella lettera aperta si chiarisce senza mezzi termini gli alti rischi di genocidio in Burundi e si invita la comunità internazionale ad intervenire militarmente prima del irreparabile. L’appello ad un intervento militare di Michel e Kyenge si affianca a quello espresso dall’Amministrazione Trump presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Esperti regionali individuano in questa offensiva diplomatica del regime un tentativo di costringere l’Unione Europea a riprendere le normali relazioni con il Burundi e a riconoscere la legalità degli attuali governo e Presidente. Non vi sarebbe una reale volontà di interrompere le relazioni con l’Europa in quanto i nuovi alleati, Cina e Russia, non avrebbero intenzione di sostituire l’appoggio finanziario fornito dalla UE che rappresenta circa il 42% del budget nazionale.

L’alleanza con Pechino e Mosca risulta sterile. Russi e Cinesi stanno appoggiando il regime Nkurunziza per ragioni geo strategiche e per i giacimenti di nichel presenti in Burundi. Il loro sostegno si concretizza con un appoggio politico internazionale teso a bloccare soluzioni decisive della crisi burundese prese dalla comunità internazionale e al rifornimento di armi. Gli scambi commerciali e gli investimenti scaturiti da queste alleanze hanno una natura strettamente speculativa che favorisce gli interessi delle aziende cinesi e russe ma non il Burundi.

Ripristinare il supporto finanziario della Unione Europea rimane un obiettivo principale di Nkurunziza. Un obiettivo che si spera di raggiungere grazie all’operato dietro le quinte della Francia teso a normalizzare i rapporti tra UE e il regime di Bujumbura in netto contrasto alla linea dura promossa dal Belgio e Louis Michel. Mentre a livello internazionale Parigi si allinea al coro mondiale di condanne, sotto banco appoggia il regime. Le dichiarazioni fatte dall’Ambasciatore francese a Bujumbura sono di pieno supporto a Nkurunziza arrivando addirittura a negare l’esistenza dei crimini commessi contro la popolazione.

La lodevole posizione adottata dall’Unione Europea è anche compromessa dal supporto offerto al regime da imprenditori europei operanti nel Paese, tra cui anche dei vostri connazionali. È triste osservare la presenza compiacente di imprenditori europei alle principali manifestazioni del CNDD dove in Kirundi si lanciano appelli al genocidio di tutti i tutsi. Questi imprenditori europei hanno legato i loro affari con il regime e forse anche con i genocidari ruandesi FLDR.

Si ha il sospetto che una nota struttura alberghiera a Bujumbura gestita da europei sia stata trasformata in un centro nevralgico per le peggiori decisioni prese dal regime contro la popolazione e quartiere generale delle FDRL di coordinamento delle attività repressive contro l’opposizione, la società civile, la minoranza tutsi e la popolazione in generale. Alcuni imprenditori europei fanno a gara per essere vicino al dittatore e Generali di esercito e polizia accusati di crimini contro l’umanità. A mio avviso sarebbe necessario aprire indagini internazionali su questi imprenditori europei per verificare se le loro amicizie speciali e rapporti privilegiati con il regime non sconfinino in supporto diretto o indiretto ai preparativi di genocidio in corso.”, spiega un docente universitario burundese costretto all’esilio in Uganda.

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