mercoledì, Ottobre 20

Burundi: Thierry Kubwimana, un omicidio all’ombra del traffico illegale dell’oro congolese La complicata vicenda che rispecchia il clima di terrore e l’alto livello di criminalità raggiunto dalla giunta militare di Gitega che mantiene il potere con le armi

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Thierry Kubwimana, giovane tutsi ex direttore per la commercializzazione dei prodotti di una compagnia mineraria russa operante in Burundi viene assassinato da sconosciuti nella sua abitazione di Gasekebuye, zona di Misaga, Bujumbura tra il 24 e il 25 novembre 2020. A distanza di quasi due mesi la polizia arresta la moglie del defunto: Christa Kaneza che ha un bambino di pochi mesi. Il mandato di arresto è firmato da Pierre Nkurikiye. Secondo la versione ufficiale, i tre autori materiali del delitto (a loro volta arrestati), Jean Paul Ndibanje, Emmanuel Niyongabo e André Minani alias Feredi avrebbero indicato la moglie della vittima, la Signora Kaneza come la mandante dell’omicidio, classificato come delitto passionale.

Questo fatto di cronaca nera nasconde in realtà un giallo internazionale legato ad alti personaggi del regime, all’oro maledetto del Congo, alla Russia mentre da lontano si sente odor di Mafia italiana. Una esecuzione di Stato ordinata niente meno dal Primo Ministro Alain Guillaume Bunyoni. Questa è la versione alternativa a quella della lite familiare finita in trageda, fornita da una fonte accertata, con tanti di dettagli e prove pervenute alla redazione. Dopo le dovute verifiche, pubblichiamo la complicata vicenda che rispecchia il clima di terrore e l’alto livello di criminalità raggiunto dalla giunta militare di Gitega che mantiene il potere con le armi. Le prove sono state ritenute originali dal sito di informazione dell’opposizione burundese Burundi Daily Net.

Anche il sito di informazione Iwacu accenna all’episodio limitandosi però alla fantasiosa versione della polizia. Pur essendo a conoscenza di prove che indicano altri moventi e mandatari, Iwacu non è nella posizione di garantire una libera e indipendente informazione in quanto la sua redazione dal 2016 è stata posta sotto stretto  controllo dalla giunta militare che usa la testata come simulacro di libera informazione nel Paese. Tutto quello che viene pubblicato su Iwacu passerebbe prima dalle mani della censura del regime Hutupower.

Thierry Kubwimana è stato ucciso dalla sinistra banda dei Generali semplicemente perché era consapevole dei loro intrighi nel traffico illegale di minerali dal Congo. I mandanti sono il Maresciallo Generale Alain G Bunyoni, Gervais Ndirakobucaalias Ndakugarika, Ildephonse Habarurema alias King-Kong, capo del Servizio nazionale di intelligence e vice ispettore generale della polizia e Christophe Manirambona alias Wakenya. La lite familiare finita in tragedia e l’accusa rivolta alla sua giovane moglie di averlo ucciso non è altro che un depistaggio delle prove” afferma l’informatore. La moglie Christa Kaneza è stata imprigionata a Mpimba ed è in vita solo grazie ad una campagna di sensibilizzazione a suo favore diffusa sui social.

Cerchiamo di comprendere la dinamica e i moventi dell’ennesimo omicidio di Stato. Formatosi in Russia, Thierry Kubwimana al suo ritorno in patria viene assunto da una compagnia mineraria russa. Dopo qualche anno di lavoro Thierry decide di abbandonarlo per mettersi in proprio nel campo del commercio, import/export assieme a suo padre.

Considerando ciò che aveva appreso durante l’impiego nella società russa, la banda di criminali al potere cerca di dissuaderlo, inutilmente. Thierry è stato contattato di persona per telefono dal Primo Ministro Bunyoni che gli ha chiesto di restare al suo posto di lavoro, ma Thierry Kubwimana ha rifiutato l’offerta. Fu allora che Bunyoni, Ndakugarika, King-Kong e Wakenya, decidono di eliminare il testimone per paura di ricatti o, peggio ancora, che rivelasse quanto sapeva all’opposizione, stampa o sede diplomatica straniera. Proprio ora che il Burundi è uscito dalla stretta sorveglianza delle Nazioni Unite e, trovando fiancheggiatori all’interno della diplomazia europea, sta cercando di convincere la UE di riattivare cooperazione e aiuti economici bloccati dal 2016 a causa della natura violenta e criminale del regime. L’idea applicata per l’assassinio di Kubwimana era di riattivare il piano utilizzato per uccidere Ernest Manirumya, anche lui eliminato dal CNDD-FDD in quanto detentore di informazioni su traffici di minerali e armi. Si inscena un delitto passionale, gettando in galera la compagna, per coprire un delitto di Stato.

Una tattica che ricorda lo strano assassinio del Medico italiano Franco De Simone 65 anni, chirurgo residente da anni in Burundi, ucciso  nella sua abitazione nella notta fra domenica 2 luglio e lunedì 3 luglio 2017. Fu individuata una colpevole: la suacompagna burundese, anch’ella immediatamente imprigionata.Stando a quanto si legge sulla stampa locale dell’epoca la donna, burundese con nazionalità svedese, sarebbe stata la compagna del medico (come avrebbero confermato fonti dell’ospedale di Kira dove il medico aveva prestato servizio), ma la relazione sarebbe stata burrascosa. Come conferma il portavoce della polizia su Twitter: “La vittima aveva confidato agli amici che nei giorni precedenti aveva ricevuto dalla donna arrestata, con la quale viveva contrasti (“vivait en mauvais termes”), minacce di morte”.

La versione ufficiale (delitto a scopo di lucro) farebbe acqua da tutte le parti in quanto l’omicidio del nostro connazionale sarebbe stata opera di un professionista secondo fonti diplomatiche africane. La pugnalata al cuore era stata inflitta da un sol colpo di stiletto. Di norma si richiede grande abilità nell’uso di questa particolare arma da taglio non presente nei normali utensili da cucina. Il Dr. De Simone sembra aver eseguito l’autopsia delle tre suore italiane (Lucia Pulici, Olga Rachietti e Bernadetta Boggianassassinate tra la notte del 7 e del 8 settembre 2014 per ordine di Nkurunziza nel settembre 2014 per aver scoperto nel Sud Kivul’addestramento militare delle milizie Imbonerakure (all’epoca ufficialmente la sezione giovanile del CNDD-FDD) garantita dai terroristi ruandesi delle FDLR.

In entrambi i fatti di sangue che hanno coinvolto nostri connazionali il Ministero degli Esteri, contattato dai media italiani, dichiarò che i casi erano gestiti in stretto contatto con l’Ambasciata d’Italia a Kampala, Uganda (competente territoriale di Burundi e Ruanda) e con le famiglie dei connazionali a cui sarebbe stata prestata tutta l’assistenza necessaria. A distanza di 7 anni dall’omicidio delle tre suore e di 4 anni dall’omicidio del medico De Simone i casi rimangono irrisolti e senza giustizia.

La scia di sangue che ha coinvolto anche cittadini italiani sembra ruotare attorno all’universo CNDD-FDD e a loschi imprenditori stranieri che stanno assaporando future fortune grazie al riciclaggio di denaro, la negligenza economica, il malgoverno, l’assenza di giustizia, la corruzione, insomma l’ambiente ideale per gli affari della Mala internazionale. Ricordiamo che i legami con la mafia italiana risalgono agli anni Ottanta con il secondo presidente della Repubblica Jean-Battiste Bagaza.

Nel caso Thierry, il giovane tusti avrebbe rifiutato le richieste di Bunyoni per produrre false prove e incriminare la società russa per acquisire il mercato e di seguito avrebbe deciso di dimettersi. I killer inviati da Bunyoni avrebbero agito con la complicità dei lavoratori domestici della vittima. Immediatamente arrestati dalla polizia sono stati rilasciati da Bunyoni in persona. Christa Kaneza, la moglie, sarebbe stata arrestata e accusata di aver ucciso suo marito quando la banda dei criminali di Gitega avrebbero appreso che la sua famiglia era sulla strada per scoprire il collegamento tra la morte marito e i traffici d’oro. La famiglia di Kaneza avrebbe ottenuto rivelazioni da una persona coinvolta nell’assassinio e successivamente fuggita.

La giunta militare ha tentato di tenere nascosta la vicenda ma dettagli e prove sono giunte oltreoceano e, progressivamente, hanno attirato l’attenzione del pubblico a livello internazionale. La saggezza popolare insegna che quando qualcosa non è chiaro occorre seguire tre piste: il potere, il denaro e le donne. Nell’assassinio di Thierry Kubwimana, così come per le tre suore e il medico italiano, potere e denaro è la pista comune. Per il riciclaggio di denaro, le donne.

Dalla ascesa al potere del CNDD-FDD, e del suo leader, il Signore della Guerra Pierre Nkurunziza (2005) il partito aveva già subito una significativa mutazione. Abbandonando la motivazione ideologica, il CNDD-FDD si era progressivamente trasformato in un gruppo d’affari mafiosi attraverso epurazioni fisiche di vari quadri politici e militari. Il traffico d’oro dal Congo è stato sempre il business preferito da tutti i Gerarchi della Giunta Militare, all’epoca fedeli cani da guardia del dittatore Nkurunziza. L’alleanza tra CNDD-FDD e FDLR non è solo basata da un retaggio ideologico comune , l’Hutupower ma, e soprattutto, dai colossali affari nel traffico d’oro che si sono svolti negli ultimi 15 anni. Si parla di milioni e milioni di dollari.

Il Burundi è il terzo polo di riciclaggio dei minerali illegalmente esportati dal Congo. Gli altri due sono Entebbe – Uganda (sempre per l’oro) e Kigali per il coltan. Quest’ultimo polo ha recentemente firmato accordi con il presidente Tshisekedi per trasformare la razzia di coltan da illegale a legale. Questo primato ha attirato compagnie russe guidate da avventurieri e organizzazioni criminali internazionali, tra cui si sospetta Mafia e Camorra. Il riciclaggio di denaro internazionale in Burundi è un sospetto che sta assillando Interpool e le polizie africane della regione. Le organizzazioni criminali straniere agirebbero in Burundi tramite “uomini di fiducia”. Alcuni di loro sono accompagnati da donne locali molto vicine al CNDD-FDD. Il fattore femminile entra in gioco creando azioni e reazioni apparentemente illogiche ma in realtà a favore del regime a cui queste donne sono ideologicamente legate.

L’assassinio di Stato di Thierry Kubwimana, oltre al dramma personale delle rispettive famiglie e una innocente vedova e madre in prigione, svela l’iceberg di una economia criminale gestita dalla banda ‘dei ratti di Gitega’ che è alla base del recente piano di privatizzazione delle imprese pubbliche annunciato dal Generale Neva. Ottima fonte per il riciclaggio del denaro sporco dei generali e delle organizzazioni criminali straniere e fonte di occupazione per i militanti del partito e dei miliziani delle Imbonerakure.

Il parlamento europeo alla luce di queste evidenze e al constato della violazione dei diritti umani a ritmi eguali di quelli registrati negli ultimi anni di Nkurunziza, dovrebbe rivedere gli entusiasmi di certi suoi diplomatici di stanza in Burundi che pubblicano comunicati stampa fin troppo emotivi e in antitesi dal sobrio ed equilibrato linguaggio diplomatico. Comunicati, sorprendentemente a favore del regime che non sarebbero stati apprezzati presso il Parlamento Europeo come riferiscono fonti interne. Secondo queste fonti la Delegazione UE in Burundi avrebbe presentato delle spiegazioni al Parlamento Europeo sui toni del messaggio di auguri di fine anno rivolto alla giunta militare, considerato troppo ‘colorito’ e ‘amichevole’.

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